2 novembre 2009

Metropia: interessante, ma...



Metropia e' un film d'animazione che uscira' in Italia nel 2010 e, da quel che posso vedere dal trailer qui sopra, lo stile grafico mi piace. Leggo su Wired che si tratta di un thriller distopico: [il regista] "immagina l’Europa del 2024, dove le risorse petrolifere si sono esaurite e i mercati finanziari sono collassati." Il che mi fa sorgere il dubbio: che sia davvero impossibile produrre un film o libro di fantascienza senza dare per scontate tutte le piu' recenti teorie catastrofiste? Mi sorprende che manchi quell'altro cavallo di battaglia del catastrofismo, il mutamento climatico... Ed ecco subito un altro apparentemente inevitabile luogo comune, almeno dai tempi della Tyrell Corporation di Blade Runner: "La popolazione europea è controllata dalla Trexx, società che ha realizzato linee metropolitane per collegare le maggiori città del vecchio continente". Veniamo poi alle nanotecnologie, naturalmente utilizzate a scopi sinistri: "Ivan Bahn, amministratore delegato della Trexx, ha infatti creato una rete di sorveglianza capace di controllare la mente delle persone tramite un potentissimo shampoo, chiamato Dangst, i cui minuscoli micro-chip penetrano nel cuoio capelluto e si insediano nel cervello di chi lo usa." Secondo il regista, Tarik Saleh, “Metropia è un film sul futuro dell’Europa e sulla cultura del Grande Fratello. Viviamo in un grande panopticon: siamo costantemente osservati senza poter osservare chi ci osserva”. Traendo spunto dall’opera di Michel Foucalult, in particolare dal suo libro Sorvegliare e Punire, Saleh parla del meccanismo che regola la società della sorveglianza, in cui il potere può vedere senza essere visto, come nel reality Grande Fratello. “Volevo fare un film dove l’eroe detestasse questa situazione e cercasse di contrastarla”. La citazione di 1984 mi sembra interessante, perche' l'opera di Orwell, per quanto presciente degli orrori dello stalinismo, contiene anche un'innegabile miopia, che mi sembra riflessa in quanto dice il regista. La tecnologia che da' al Grande Fratello il controllo della popolazione, immaginata da Orwell nel 1948, e' da tempo a disposizione di molti dittatori, ma i vari regimi totalitari o autoritari sono in realta' costretti a cercare di arginare l'influsso delle nuove tecnologie sulla propria popolazione, come nel famoso caso Cina-Google. La tecnologia, almeno quando esce dai laboratori e raggiunge livelli di diffusione di massa, puo' essere piu' liberatoria che oppressiva, in quanto mette un po' di potere nelle mani dell'individuo. Ieri erano le macchine da scrivere e i ciclostili che producevano samizdat nell'Unione Sovietica, oggi sono gli studenti iraniani che organizzano proteste anti-regime tramite sms. E proprio mentre crescono i timori per la surveillance, cresce anche l'interesse per la sousveillaince. Nel panopticon di domani, il Grande Fratello ci guardera' sicuramente, ma anche noi guarderemo il Grande Fratello...

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