30 novembre 2009

L'aspetto dell'uomo del futuro superatleta e cervello-computer

Un articolo di Repubblica sul futuro dell'evoluzione dell'Uomo si chiede se la nostra evoluzione "naturale" continuera' e' riporta le risposte che quattro scienziati hanno dato al National Geographic. Una domanda interessante, ma ormai quasi priva di senso, per cui salto direttamente alla risposta di Nick Bostrom - l'unica che prenda in considerazione il prossimo ingresso di Homo sapiens nella stanza dei bottoni dell'evoluzione:

Una terza ipotesi vuole che l'evoluzione dell'uomo non sarà più legata a fattori biologici, ma a quelli tecnologici. Il futuro vedrà una selezione "innaturale" e non più naturale. Secondo Nick Bostrom, direttore del Future of Humanity Institute dell'Università di Oxford, l'evoluzione darwiniana viaggia su un binario troppo lento rispetto a quanto sta accadendo all'umanità, che sarà sempre più oggetto di clonazioni, di variazioni genetiche artificiali, di nanotecnologie. Questa visione del futuro dell'uomo vede un futuro di supersoldati e di atleti, al cui confronto quelli di oggi sono nulla, e addirittura viene evocata l'immortalità, in quanto, scannerizzando il cervello umano atomo per atomo, sarà possibile trasferire la sua struttura e quindi anche la mente ad un computer che potrà vivere in "eterno".

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Articolo molto interessante pubblicato su Le Scienze

http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Che_ne_sara_di_Homo_sapiens/1334609
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Le Scienze
Febbraio 2009
n. 486

Che ne sarà di Homo sapiens?

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, gli esseri umani continuano a evolversi: il nostro corpo e il nostro cervello sono diversi da quelli dei nostri antenati e da quelli dei nostri discendenti. Di Peter Ward
In genere si pensa che la nostra specie si sia evoluta poco dai tempi preistorici. Tuttavia grazie ai dati genetici di popolazioni di tutto il mondo, nuovi studi suggeriscono che il tasso dell'evoluzione umana è aumentato con l'avvento dell'agricoltura e degli insediamenti urbani. Ma se ci stiamo ancora evolvendo e in futuro sopravviveremo alle sorprese ambientali e sociali che ci aspettano, come saremo tra mille anni? Le ipotesi spaziano dalla speranza al pessimismo.
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David ha detto...

Riporto qui quello che ho scritto sulla lista Tecnotransumani:
http://it.groups.yahoo.com/group/tecnotransumani/

A riguardo di questo articolo notare come il giornalista che lo ha
scritto, definisce "innaturale" l'evoluzione tecnologica futura. Credo
che seppur messo tra virgolette tale termine sia del tutto errato e
contribuisce a diffondere il luogo comune per cui tutto ciò che è
prodotto tecnologico "non è naturale". Nulla di più sbagliato!
L'evoluzione tecnologica infatti è anche essa parte del "ciclo della
natura", anche se in modo speciale, diverso e *inedito* nella storia
naturale.

Noi tecnoevoluti, in altre parole, siamo soltanto un altro capitolo
dell'evoluzione naturale, l'evoluzione intelligente come mi piace
chiamarla e non più "cieca" (tanto invece per usare un termine alla
Dawkins). Ma anche se tale evoluzione è di diverso tipo ciò non
implica affatto che sia "innaturale". Ogni organismo sviluppato fino
ad un certo punto, avanza fino a superare vari gradi di complessità
(il termine va inteso in senso scientifico), è l'evoluzione
tecnologica non è altro che un grado di complessità superiore *della
natura*.

Almeno è così che la penso io :)

Ugo Spezza ha detto...

Niente è "naturale" nell'uomo moderno. L'evoluzione ci ha plasmato tramite la tecnologia e continua a farlo. Ognuno di noi, messo in un ambiente ove vivevano i neanderthal morirebbe in poche settimane.

Per cui non vi è nulla di naturale in noi, la nostra stessa stazione eretta è innaturale, il nostro coccige atrofizzato è innaturale, il nostro cervello ipersviluppato è innaturale dato che consuma il 60% dell'energia che incameriamo con il cibo, cosa che ci porterebbe ad estinguerci in un ambiente ancestrale data l'eccessiva richiesta di cibo che essa comporta. Per questo le scimmie antropomorfe hanno il cervello piccolo...

Il nostro stomaco non è più in grado di digerire carne cruda o assumere cibi come quelli che mangiavano gli uomini del neolitico, siamo noi stessi un prodotto della tecnologia, magari quel giornalista va a finire che va in giro con un bypass coronarico e non si rende conto che vive grazie a quello...

David ha detto...

Ugo: "siamo noi stessi un prodotto della tecnologia."

Su questo mi trovi del tutto d'accordo. Però la tecnologia è a sua volta prodotto della natura. Fino a prova contraria noi siamo infatti il prodotto di geni (come ci insegna Dawkins) che sono del tutto "naturali". Mentre tu quindi dici che "non siamo naturali" stai parlando da individuo composto di geni!

E' vero altresì che stiamo modificando profondamente la nostra natura e siamo sempre più "diversamente naturali" come mi piacerebbe invece dire. Cmq il mio era un discorso più "filosofico", usando le parole nel senso comune si può dire benissimo dire che "non siamo naturali" ma dal punto di vista filosofico la ritengo una prospettiva errata per le ragioni che ho già spiegato.

David