11 novembre 2009

La vitrificazione per pazienti crionici fuori dagli USA

Uno dei molti problemi per coloro che sono interessati alla crionica, o ibernazione umana, e che vivono al di fuori degli USA, e' che non abbiamo accesso alla vitrificazione, il miglior metodo di criopreservazione oggi raggiunto (non produce cristalli del ghiaccio, così eliminando il danno da congelamento). Ma qualcosa si sta muovendo. Ben Best, del Cryonics Institute (CI), ha pubblicato un articolo (vedi sotto per il link) nel quale spiega quale sia il problema e come si potrebbe risolvere (traduco liberamente): i tempi di trasporto per i pazienti al di fuori degli USA possono essere molto lunghi (raramente meno di due giorni). Questi lunghi periodi passati dai "pazienti" in condizioni di "ischemia fredda" (cioe' immersi nel ghiaccio) riducono la capacita' di irrorare efficacemente il paziente (cioe' di sostituirne il sangue con un cocktail di sostanze crioprotettrici), il che non e' associato con la buona conservazione del tessuto. Ora abbiamo le prove [Best non scende nei dettagli, ma immagino abbiano esaminato uno o piu' pazienti trasportati a questo modo] che i pazienti vitrificati possono essere trasportati alla temperatura del ghiaccio secco senza incontrare problemi e che le nostre preoccupazioni circa la possibilita' di devitrificazione (con conseguente formazione di cristalli del ghiaccio) alla temperatura del ghiaccio secco erano eccessive, anche se tale rischio aumenta se la vitrificazione non e' ottimale. Questa e' un'ottima notizia in quanto il trasporto di pazienti vitrificati in azoto liquido, dal di fuori degli USA, si e' dimostrato troppo difficile dal punto di vista logistico/burocratico, mentre sono gia' state effettuate molte "spedizioni" di pazienti vitrificati e immersi in ghiaccio secco.

Overseas Vitrification of Cryonics Patients, di Ben Best

3 commenti:

Ugo Spezza ha detto...

Ho ritrovato la pagina di Wired che parla della ibernazione di 200 maiali da parte del chirurgo Hasan Alam.

http://www.wired.com/wired/archive/14.07/posts.html?pg=4

A quanto pare dopo aver svuotato del sangue i corpi dei maiali è stata mandata in circolazione forzata una speciale soluzione criogena che ha preservato l'animale da danni cerebrali. Però da quello che ho capito non è poi avvenuta una vera è propria sospensione crionica, ma gli animali sono stati riportati in vita dopo alcune ore ripompando sangue nel loro circolo con una macchina cuore-polmoni. La cosa stupefacente è che i maiali "rinvenuti" (alcuni non c'è l'hanno fatta) non hanno riportato danni cerebrali. Magari rileggete l'articolo per controllare se quello che ho scritto è corretto...

extropolitca ha detto...

Ugo, se non ricordo male, quella ricerca aveva come obiettivo quello di sviluppare dei fluidi da somministrare per permettere di raffreddare il corpo di un operato vicino a 0 °C, in modo da poter ridurre drasticamente il consumo di ossigeno dei tessuti (in particolare, ovviamente, del cervello). Questa tecnica permetterebbe ai chirurghi di operare in assenza di circolazione per un periodo molto lungo (ore) invece che per semplici minuti. Sarebbe utile per operazioni a cuore aperto, disseccazione dell'aorta, etc.
Il fluido, che assomiglia un po' al fluido usato per preservare i corpi in criostasi, sostituisce il sangue (che a basse temperature diventerebbe denso e viscoso e bloccherebbe la circolazione). Ma, dato che il corpo è raffreddato dal fluido che sostituisce il sangue, i tessuti possono fare a meno del sangue e dell'ossigeno che trasporta per molto tempo. Una volta che il chirurgo a sistemato la ferita, si reinmette il sangue in circolazione e si toglie il fluido (riscaldando il tutto a 37°C gradualmente).
Un'altra applicazione molto utile sarebbe quella di mettere il paziente in animazione sospesa mentre lo si trasporta dal luogo dell'incidente verso l'ospedale. Questo permetterebbe di far arrivare il paziente con un danno minore all'ospedale anche se deve viaggiare per un lungo periodo.

Comunque, è prevedibile che prima che questo diventi routine ci vorranno ancora parecchi anni.

Estropico ha detto...

Maiali: e' estremamente interessante ma non e' crionica. Leggo nell'articolo di Wired che sono stati portati a 50 gradi Farenheit, cioe' a 10 gradi centigradi. Il livello di crioprotezione necessario a quella temperatura e' sicuramente diverso da quello necessario alle temperature della crionica, cioe' a -196 gradi centigradi. D'altra parte nessuno si aspetta che un paziente criopreservato ritorni in vita semplicemente rimettendo il suo sangue al posto del crioprotettore, come e' invece il caso dei maiali in questione.