8 ottobre 2009

La biopolitica della cultura di massa

Leggo, sul sito di un evento organizzato dall'Institute for Emerging Ethics and Technologies, che la cultura popolare gronda di stereotipi che influenzano il dibattito sulle tecnologie emergenti, sia nel bene (speranze di tecnotrascendenza) che nel male (Frankenstein, Gattaca, Il mondo nuovo, Terminator). Per quale motivo, i personaggi di Hollywood che vogliono vivere piu' a lungo di quanto sia generalmente considerato "normale" sono sempre dei "cattivi"? Perche' devono sempre pagare un prezzo terribile per questa loro ambizione? E qual'e' il messaggio quando mutanti (X-men), cyborg (Battlestar Galactica, Iron Man), o vampiri (True Blood), sono rappresentati come in grado di condurre vite da cittadini responsabili? Forse Hollywood sta preparando il terreno ad un futuro in cui esseri diversamente potenziati potranno convivere uno di fianco all'altro senza conflitti, in modo non dissimile da come molte specie diverse convivono nella Federazione dei Pianeti Uniti di Star Trek? In questo seminario, organizzato da IEET, artisti, registi e scrittori si confronteranno sui temi biopolitici implicitamente trattati nelle rappresentazioni letterarie, cinematografiche e televisive delle tecnologie emergenti.

Biopolitics of Popular Culture Seminar - 4 dicembre 4 2009 - Irvine, California

Immagine: una pubblicita' per il film di fantascienza District 9 (che ho segnalato qui, insieme ad altri film)

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