15 settembre 2009

Su Estropico: Reinteressarsi all’Intelligenza Artificiale. Intervista a Sam Adams, IBM distinguished engineer

Le interviste del SIAI (Singularity Institute for Artificial Intelligence)

Si è detto per cinquant’anni che l’intelligenza artificiale era dietro l’angolo. Cosa è cambiato, ora?

Beh, tanto per cominciare, abbiamo intrapreso un viaggio alla scoperta di cosa sia l’intelligenza. Non siamo ancora a destinazione, ma siamo molto più vicini. Abbiamo completamente compreso cosa non sia l’intelligenza. Cose come la matematica e la logica, che erano alla base dei primi lavori sull’IA, sono naturalmente parte di ciò che l’uomo fa di intelligente, ma molto di ciò che facciamo, come le emozioni o la creatività, non è basato sulla matematica o sulla logica. Molto di quanto era semplice da fare con le prime tecnologie ha aperto la strada, in seguito, a cose più difficili. Un esempio è il buon senso, ossia l'essere in grado di fare ciò che un bambino di tre anni sa fare. Un bambino di tre anni sa che se molla la presa su qualcosa, questa cadrà a terra. Ma non abbiamo computer che lo comprendono bene. Alcuni stanno cominciando ad ottenere questa capacità. Ma abbiamo iniziato dalla fine. Il Turing Test, se ci pensi, consiste nel cercare di creare un computer che un essere umano non sappia se definire computer o umano. Abbiamo scoperto che questo non è un buon test, perché è facile ingannare l'osservatore. Molte persone, per ingannare una persona, si comportano come se fossero qualcun altro e gli altri ci cascano. Così ci siamo accorti che, nel guidare la ricerca scientifica, nel guidare i ricercatori, il Turing non è un test buono come si pensava. Abbiamo anche avuto molte ottime idee per le quali la tecnologia hardware e software non era pronta. Penso che una delle ragioni per cui la gente è di nuovo entusiasta e si ricomincia a parlare di intelligenza artificiale è che l’hardware offre prestazioni molto migliori. I sistemi con cui lavoriamo oggi hanno una potenza molte volte superiore a quelli con cui abbiamo iniziato. In effetti, un approccio che penso darà molti frutti, sarà il rivisitare alcune vecchie idee dei primi anni dell’informatica (quando non era ancora chiaro per cosa sarebbero stati usati i computer), per poi applicarle nei potenti sistemi di oggi. Leggi tutto, su Estropico.

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