17 settembre 2009

L'idea dell'immortalita' terrena. Una nuova sfida per la teologia (5). Il contributo di James Hughes

Ecco il contributo di James Hughes alla settimana teologica sul tema dell'immortalita' terrena (qui la versione originale inglese)

I post precedenti, sugli interventi di Vaccaro, Aldo Schiavone e Stefano Grossi sono qui, qui e qui, rispettivamente). Il contributo di Max More e' qui.

Estensione radicale della vita, Transumanesimo e Cattolicesimo, di James Hughes

Porgo i miei saluti da Humanity +, l'associazione transumanista mondiale.

Vorrei sottoporre alcuni punti per la vostra considerazione, in occasione di questa settimana di riflessione sul prolungamento della vita, il transumanesimo e il cristianesimo. Essi si basano su cinque anni di dialogo tra transumanisti, teologi cristiani, e laici che si considerano sia cristiani che transumanisti.

1) Anche se il transumanesimo fa parte della famiglia delle filosofie dell'illuminismo laico, molti dei suoi elementi sono compatibili con il cristianesimo.

Il movimento transumanista è in gran parte laico. Circa due terzi di coloro che si descrivono come transumanisti sono atei o agnostici. Ma tra l'altro terzo è possibile trovare i membri di fedi di tutto il mondo, tra cui il Cattolicesimo. Empiricamente, [cio’ sembra dimostrate che] i transumanisti cristiani non ritengano che il transumanesimo e l'estensione e il miglioramento della vita umana siano incompatibili con la loro fede, anche se molti da entrambe le parti pensano che si sbaglino.

Ci sono aree specifiche di incompatibilità, tuttavia, come nel caso della "teologia del corpo" della Chiesa. Molti transumanisti accettano le tecnologie riproduttive proibite dalla Chiesa. I transumanisti favoriscono una teoria della persona basata sull’autocoscienza, piuttosto che quella della Chiesa basata sull’anima come esclusiva caratteristica umana. Tale divergenza di opinioni pone problemi per il trattamento degli embrioni e dei casi di morte cerebrale, così come per lo status morale di grandi scimmie, ibridi umani-animali, e [ipotetiche] copie di una personalità umana su computer ("upload"). D'altra parte, vi è molto terreno in comune con i cristiani che adottano un’interpretazione più terrena, relazionale o "emergente" dell'anima.

Sulla questione specifica della estensione radicale della vita ci sono, credo, molti meno conflitti teologici. La vita è una benedizione divina che siamo obbligati ad arricchire il più possibile. La Chiesa abbraccia la medicina in quanto non solo accettabile, ma anche un obbligo morale per una società compassionevole. Non vi è alcuna indicazione biblica di un periodo massimo di vita accettabile, e ci sono figure bibliche che hanno vissuto per centinaia di anni.

2) Anche se alcuni aspetti del movimento transumanista possono assomigliare ad eresie classiche, si tratta di somiglianze marginali.

Il transumanesimo non sta cercando di essere una filosofia di vita o una religione.

Alcuni critici cristiani del transumanesimo hanno sostenuto che i transumanisti sono moderni "gnostici", che vedono il corpo come una trappola da cui lo spirito vuole sfuggire verso un’immortalità al silicio. Allo stesso tempo, altri critici cristiani hanno sostenuto che i transumanisti sono vanitose vittime del culto del corpo, perché vogliamo aspettive di vita indeterminate, in ottima salute. Tuttavia, la maggior parte delle persone interessate al transumanesimo o all'estensione della vita non si trovano a questi due estremi del culto del corpo, o del suo odio.

Inoltre, il transumanesimo e il movimento per il potenziamento umano non sono eresie perché non offrono una visione alternativa del senso e dello scopo della vita. Anche i più entusiasti sostenitori del potenziamento umano sono fin troppo consapevoli del fatto che essi rimarranno pur sempre limitati, imperfetti, e che necessiteranno di maggiore significato e scopo [nella loro vita]. La maggior parte dei transumanisti semplicemente adotta l'atteggiamento spirituale espresso da Reinhold Neibuhr nella sua "Preghiera della serenità:"

Donaci la grazia di accettare con serenità
le cose che non possono essere cambiate,
il coraggio di cambiare le cose
che devono essere cambiate,
e la saggezza di distinguere
le une dalle altre.

Il problema non è che i transumanisti hanno insufficiente serenità circa le cose che non possono essere cambiate, ma che troppi critici cristiani del potenziamento umano non hanno il coraggio sufficiente a cambiare ciò che può essere cambiato.

Vorremmo essere il più sani possibile il più a lungo possibile, e trasferire le nostre menti su piattaforme non-biologiche, se ciò diverrà possibile. Nel frattempo abbiamo tutti bisogno di trovare un significato e uno scopo nella vita, e un minimo di pace interiore di fronte alle inevitabili perdite e rimpianti. I transumanisti devono trovare quelle risposte nella filosofia o nella fede.

3) I transumanisti non sono realmente interessati alla "immortalità", ma solo a ridurre le morti evitabili.

Molti cristiani vedono "l'immortalità", come un obiettivo eretico o carico di hybris. Ma i transumanisti vogliono solo permettere alle persone di poter vivere fino a quando lo vorranno, senza essere limitati da malattia e disabilità.

Alcuni critici hanno sostenuto che il transumanesimo è arrogante, che sta cercando di rendere l'uomo "divino". Ma questo suggerisce una teologia non-dottrinale, greco-romana. Non importa quanto gli esseri umani potranno potenziarsi, essi non potranno sfidare l'autorità dell’onnipotente, onnisciente Dio di Abramo. Non importa quanto a lungo gli esseri umani cercheranno di vivere, essi non possono sfuggire al giudizio divino, o vivere più a lungo di quanto non fosse previsto divinamente.

Alcuni critici cristiani sostengono anche che l'estensione radicale della vita è egoista, a causa delle conseguenze sociali ed ecologiche di una vita più lunga. Noi crediamo che i cristiani dovrebbero essere più critici di questi argomenti misantropici e neo-malthusiani, e che sarà invece possibile creare un mondo sostenibile e una società fiorente in cui lunghe aspettative di vita sana saranno una realtà.

4) Le tecnologie di potenziamento umano, in particolare le neurotecnologie, sono in grado di supportare il comportamento morale e l’autocomprensione spirituale.

La crescente comprensione del cervello e delle basi biologiche del comportamento, dà all'umanità un numero crescente di strumenti per il trattamento di disturbi della personalità come l'incapacità di concentrarsi, la tossicodipendenza, la compulsione sessuale, l'aggressività e l’auto-assorbimento nevrotico. Tali strumenti offrono a coloro che soffrono un sostegno per evitare i vizi e sviluppare le proprie virtù. Man mano che arriveremo a comprendere e a controllare le basi biologiche della compassione, della temperanza, dell’equanimità, del coraggio e della costanza, molti fedeli vorranno utilizzare queste tecnologie di auto-perfezionamento. E quando le
fonti dell’esperienza religiosa saranno identificate nel cervello saremo in grado di utilizzare le neurotecnologie come complemento e sostegno della vita spirituale.

La Chiesa di oggi accetta molte tecnologie mediche e psichiatriche che, una volta, erano viste con sospetto. Noi crediamo che lo stesso sarà per il potenziamento umano e per l'estensione radicale della vita. Ci auguriamo di poter continuare il dialogo tra il movimento transumanista e la Chiesa, al fine di capire come utilizzare questi nuovi poteri per favorire un fiorente e spiritualmente appagante futuro.

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Queste tematiche sono esaminate più approfonditamente nel mio saggio "The Compatibility of Religious and Transhumanist Views of Metaphysics, Suffering, Virtue and Transcendence in an Enhanced Future"

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James Hughes, Ph.D.
Executive Director, Institute for Ethics and Emerging Technologies
Segretario Internazionale, Humanity +
Associate Editor, Journal of Evolution and Technology
Public Policy Studies, Trinity College
director@ieet.org

2 commenti:

Ugo Spezza ha detto...

HUGHES: " Ci sono aree specifiche di incompatibilità, tuttavia, come nel caso della "teologia del corpo" della Chiesa. Molti transumanisti accettano le tecnologie riproduttive proibite dalla Chiesa. I transumanisti favoriscono una teoria della persona basata sull’autocoscienza, piuttosto che quella della Chiesa basata sull’anima come esclusiva caratteristica umana. Tale divergenza di opinioni pone problemi per il trattamento degli embrioni e dei casi di morte cerebrale, così come per lo status morale di grandi scimmie, ibridi umani-animali, e [ipotetiche] copie di una personalità umana su computer ("upload"). "

Ma certo, ROBETTA di poco conto... :-)

HUGHES: "Non vi è alcuna indicazione biblica di un periodo massimo di vita accettabile, e ci sono figure bibliche che hanno vissuto per centinaia di anni."

A ridagli con questa storia di matusalemme che è vissuto 969 anni. Nessun (mai) essere umano è vissuto più di 120 anni, come ho gia spiegato gli anni a quell'epoca erano contati come i mesi lunari (28 gg) quindi Matusalemme è vissuto 80 anni e non 969. E Noè è vissuto 60 anni e non 500. Vi cito a questo punto wikipedia:

http://it.wikipedia.org/wiki/Matusalemme

HUGHES: " E quando le
fonti dell’esperienza religiosa saranno identificate nel cervello saremo in grado di utilizzare le neurotecnologie come complemento e sostegno della vita spirituale. "

Se mai un giorno un macchinario FMRI evoluto riuscisse a trovare le basi biologico/neurologiche della esperienza religiosa la stessa andrà a farsi friggere in quanto a "significato divino" e sarà ricollocata in basso nella spazzatura cerebrale come comune interazione tra neuroni e sinapsi.

Comunque va dato atto a Hughes che ha almeno esposto, al contrario di come ha fatto More (che a mio avviso si è prostituito), i problemi di incompatibilità e cercato la mediazione ad un livello più alto.

David ha detto...

@Ugo: la storia di Matusalemme e dei personaggi ultracentenari non credo sia stata usata da Hughes e More per provare che in passato si viveva di più ma semplicemente per dimostrare come per la concezione religiosa cristiana (e in particolare ebraica) la longevità fosse qualcosa di accettabile e non vista come strana o peggio indesiderabile. ;-)

David De Biasi