3 agosto 2009

Nietzsche: superomismo e affinità col transumanismo

Di recente sul sito IEET (Istituto per l’Etica e le Tecnologie Emergenti) è apparso un post che segnala un articolo del filosofo tedesco Stefan Sorgner della Università di Erfurt. Nel corposo documento visibile a questo link Sorgner riporta tutta una serie di analogie atte a dimostrare che il concetto di post-umano, introdotto dalla recente filosofia transumanista, ha tutti i connotati per essere associato al mito del super-uomo introdotto a fine ‘800 dal filosofo tedesco Friederich Nietzsche. Sorgner riporta punto punto una serie di discorsi di Nick Bostrom (fondatore della Transumanist Association – ora Humanity +) e ne traccia le analogie con la filosofia di Nietzsche, filosofia che nel corso del tempo ha portato alla nascita del movimento sovrumanista (overhumanist) come corrente interna al transumanismo.

Sappiamo quale è la posizione di Bostrom in merito: egli afferma che le analogie tra la realizzazione di un uomo potenziato secondo la filosofia transumanista, il cosidetto “post-human”, e la visione di Nietzsche del futuro “over-human” presenta solo rare analogie, peraltro superficiali e poco significative.

Sorgner contesta questa visione ed anzi afferma: “penso che somiglianze significative tra over-human e post-human possano essere trovate ad un livello fondamentale”. Quindi il filosofo tedesco post-moderno inizia la sua trafila di citazioni di Bostrom, a partire dall’Eugenetica (quella liberale per intenderci e non quella degli stati totalitari) ed espone la relativa nozione parallela nietzschana. Ad esempio la citazione di Bostrom:

Il transumanesimo vede la natura umana come un continuo 'work in progress'

viene, secondo Sorgner, rappresentata da Nietzsche come una volontà di “potenza” che si applica all'essere umano ed a tutti gli altri esseri e che implica che tutte le cose permanentemente stiano subendo qualche cambiamento, quindi niente è eterno o fisso. Secondo Nietzsche, gli esseri umani sono organismi costituiti dai diversi quantum di potenza o costellazioni di potenza. Egli riprende questo concetto dalle monadi di Leibniz secondo cui ogni singola entità vivente rappresenta una monade, essa può interagire con altri quantum di potenza, può svilupparsi, può nutrirsi (metaforicamente) ed ha una particolare visione del mondo. Questa prospettiva permette al quantum di decidere che cosa fare dopo, il che dipende dalle relative opzioni e dalla relativa concezione di "potenza", [...] Ogni condizione, in cui un quantum di potenza è più forte, più capace, che un altro e ha il potenziale di dominare l'altro, rappresenta una condizione di "potenza".

Ancora Bostrom: "Il Transumanesimo riprende dall’umanesimo laico l'ideale umano della personalità che tende ad un continuo miglioramento fino a che divenga completamente definita. Non possiamo tutti essere geni alla nascita, ma possiamo sforzarci di raffinare costantemente e di estendere i nostri orizzonti intellettuali. "

Sorgner commenta: Non solo la funzione "della personalità in continuo miglioramento" può essere trovata in Nietzsche, ma anche lo sforzo di “raffinarsi costantemente ed estendere i nostri orizzonti intellettuali." In Nietzsche, questa funzione è chiamata "overcoming" (travalicamento). Gli esseri umani più evoluti e con i più alti ideali desiderano permanentemente travalicarsi, per diventare più forti e migliori nelle varie funzioni che possono essere sviluppate in un essere umano, ciò consentirà infine la nascita del superuomo. Nel pensiero di transumanista, l’over-human di Nietzsche viene riportato come post-human. Il documento di Sorgner procede poi elencando tutta una serie di affinità nel campo sociale, nella critica delle religioni, nel rifiuto della metafisica che sussisterebbero tra la nuova filosofia transumanista e la preesistente filosofia superomista di Nietzsche.

Personalmente mi sono formato una opinione su questo scritto ma vorrei esprimerla dopo aver sentito i commenti di altri interessati a questo argomento.

Ugo Spezza

6 commenti:

Ugo Spezza ha detto...

Mi segnalano che l'argomento è stato trattato con un lungo articolo da Riccardo Campa alla data Marzo 2007, questo è il link:

http://www.uomo-libero.com/index.php?url=%2Farticolo.php%3Fid%3D391&hash=

David ha detto...

Quella dell'analogia tra pensiero nietzscheano e pensiero transumanista è un tema troppo complesso per essere affrontato in un commento a un post.
Da tempo avevo intenzione di scrivere un articolo simile a quello di Sorgner per sviscerare meglio le affinità tra il concetto di superuomo e quello di postumano.

Comunque questo post di Ugo Spezza merita almeno una risposta articolata seppur non ho qui il tempo e modo per approfondire l'argomento come vorrei.
Si può dire che N. ha preparato la strada alla nascita del transumanesimo quando ha preso atto della "morte di Dio" e ha rivalorizzato l'esperienza terrena e la corporeità ("Vedete, io vi insegno il superuomo! Il superuomo è il senso della terra. La vostra volontà vi dica: sia il superuomo il senso della terra!" dallo Zarathustra).

http://beyond-human.blogspot.com/2008/01/nietzsche-e-la-riscoperta-del-corpo.html

http://beyond-human.blogspot.com/2008/02/nietzsche-e-la-riscoperta-del-corpo.html

Personalmente sono quasi dieci anni che studio il suo pensiero perchè lo ritengo davvero dirompente: la sua critica a morale, religione, metafisica e anche a certo dogmatismo della scienza lo ha ormai fatto passare alla storia come un genio "dinamitardo e anticonvenzionale".
Tra superumano e postumano c'è sicuramente qualche affinità ma puramente a livello spirituale, se il superuomo è infatti un individuo spiritualmente e culturalmente elevato, il postumano fa riferimento invece più a un individuo potenziato tenologicamente o evoluto grazie a scienza e tecnologia.
E infatti Sorgner lo fa notare: "Nietzsche non fa riferimento a mezzi tecnologici di miglioramento - Boström è corretto in tal senso. Tuttavia, Nietzsche, non esclude la possibilità di un ulteriore miglioramento tecnologico".

Credo che qui si limitino le affinità tra questi due concetti, non c'è totale corrispondenza ma caso mai un sotterraneo legame filosofico, legame che avverto più con l'estropianesimo che con il transumanesimo in generale.

(continua sotto)

David ha detto...

Detto questo, stiamo attenti a non far veicolare l'idea che identifica gli estimatori di N. automaticamente come "sovrumanisti". Si può cioè apprezzare benissimo il pensiero di N. e nello stesso tempo non essere affatto "sovrumanisti".
Il "sovrumanesimo" infatti è una categoria coniata qui in Italia, anzi specifichiamo meglio, il sovrumanesimo è una sorta di "ideologia" messa in piedi da un insieme di intellettualoidi italiani che prende le sue radici da una *certa* interpretazione del pensiero di N. Interpretazione, va sottolineato, che è in linea con quella messa in circolo da certo ambiente dell'estrema destra europea e italiana.

La visione del pensiero di N. in questa "corrente" è ad esempio declinata in senso nazionalistico, identitario e decisamente anti-illuminista. Niente di più lontano dal pensiero di N. che per chi spende un po' di tempo sulle sue opere, è chiaramente anti-nazionalista, e anche se critico verso l'illuminismo in realtà quello che condannava il filosofo tedesco era una certa idea massimalista della filosofia dei Lumi (per esemplificare lui contrapponeva la figura negativa di Rousseau alla figura positiva di Voltaire) e non l'illuminismo in quanto tale. Ma gli equivoci tra N. e sovrumanesimo non finiscono certo qua e meriterebbero di essere messi tutti sul tavolo.

Non si può dire quindi che la corrente sovrumanista possa essere considerata l'erede legittima e degna del pensiero di N. (come invece pretende di rappresentare) in quanto non fa altro che diffondere una versione distorta del suo pensiero (e già N. profetizzava nelle sue opere che in futuro il suo pensiero sarebbe stato equivocato e distorto...).
D'altronde basta darsi una letta a certi articoli con passi come questi:

"Pensare o agire in modo diverso significherebbe rimanere indietro di almeno un secolo, rimanere fermi, cioè, alla vecchia destra liberale, classista e conservatrice spazzata via dalle avanguardie nietszcheane, futuriste, dannunziane e combattentistiche che all’inizio del Novecento infiammarono il mondo. È da quelle suggestioni che dobbiamo ripartire, articolando un pensiero pienamente nazionalrivoluzionario, archeofuturista, discendente diretto del sovrumanismo fascista".
(A. Scianca, La Battaglia identitaria,
http://www.centrostudilaruna.it/battagliaidentitaria.html)

"il sovrumanismo si lascia alle spalle gli illuminati principi cari all’illuminismo e al positivismo, secondo cui il tempo procede inevitabilmente verso il meglio, verso il paradiso in terra. No, il sovrumanismo è una critica radicale e ferma alla concezione illuminista dell’uomo e del mondo, e sa tenere sempre vivo e presente il legame con la tradizione indoeuropea, vivificandola e attualizzandola, rendendola sempre giovane e facendosi coraggiosamente carico dei suoi insegnamenti".
(F.Boco, La rivoluzione biopolitica, http://www.centrostudilaruna.it/rivoluzionebiopolitica.html)

(continua sotto)

David ha detto...

Non cadiamo quindi nella rete di chi pretende di farsi portavoce di una rinata filosofia nietzcheana come il sovrumanesimo, fenomeno lo ripeto tutto italiano, che usa il pensiero del filosofo come fosse un giocattolo da poter montare a piacere.

Ha fatto bene Sorgner a rintracciare nella filosofia di N. alcuni tratti propri del transumanesimo ma nello stesso tempo dobbiamo essere coscienti che ci sono molti altri pensatori che come "antesignani transumanisti" divergono anche profondamente dal pensiero di N. cito ad es. Teilhard de Chardin o pensatori che non vengono praticamente mai nominati nell'ambito transumanista ma che meriterebbero di essere presi in considerazione come ad es. Henri Bergson.

Quindi a meno che non vogliamo sprecare il tempo a fare
un brutto collage di pensatori ante-litteram del transumanesimo e creare correnti o ideologie incompatibili al suo interno credo sia meglio una volta riconosciuti punti in comune con personalità e autori del passato dedicarsi anima e corpo alla edificazione di un pensiero transumanista veramente innovativo e proiettato interamente nel futuro.

David De Biasi

Ugo Spezza ha detto...

E' sicuramente vero che un argomento simile, come afferma David, non può trovare la sua soluzione in un banale post. Però il mio scopo era far comprendere che il problema esiste e viene considerato anche a livello internazionale (IEET).

Se David decidesse di scrivere qualcosa in merito ne sarei lieto e sono sicuro che sarà in grado di affrontare il problema nel migliore dei modi.

Per quanto riguarda Nietzsche, pur nella brevita di questo post posso dire che è stato un filosofo sicuramente geniale ed ha potuto penetrare l'animo umano meglio di altri del suo tempo. Ritengo tuttavia che si tratti di un filosofo "umorale" e questo non depone bene per l'impalcatura complessiva della sua filosofia. Talvolta in una singola opera troviamo una sua affermazione categorica che viene smentita o comunque attenuata in un'opera successiva.

Questo fattore non permette una facile individuazione della ideologia di base del suo pensiero e quindi la sua filosofia si presta a multipli approcci e strumentalizzazioni come quella delle destre estremiste che ha indicato David.

Il suo essere definito "maestro del sospetto" se da un lato lo pone come "demolitore" della metafisica e delle religioni dall'altro lato la sua stessa critica della scienza lo pone su un piano ambiguo che conduce direttamente alla via del nichilismo. Certo Nietzsche non si professa nichilista ma se uno segue alla lettera la sua filosofia come se fosse una bibbia si incammina di certo per quella strada...

Ugo Spezza

proba ha detto...

interessante. Mi chiedo una cosa, e premetto che ho una lettura superficiale di nietzsche e una conoscenza limitatissima del transumanesimo. Sono d'accordo sul fatto che c'è un'affinità filosofica tra le due cose, perchè entrambe implicano il superamento dell'umano, ma qui si ferma l'affinità, e si imbocca una biforcazione vistosa. Secondo me N. aveva dopotutto un'idea quasi "romantica" del superuomo, (la parte più strana della sua filosofia) addirittura spirituale, non certo tecnologica, e non certo di massa. Il transumanesimo si occupa di prospettive di sviluppo e cambiamento umano in contesti tecnologici, senza nessuna vera e fondata prospettiva di rottura filosofica con il passato, ma solo con l'auspicare un ingresso sempre più positivo della tecnologia nell'essenza umana. non una filosofia individuale, di differenziazione, di guerra. Dico che non è (ancora) una vera e fondata prospettiva con amarezza, perchè mentre ci sono persone che guardano con trepidazione alla manipolazione genetica, e in italia si discute se la pillola antiabortiva non offenda troppo sua Santità. Credo che N. riserverebbe un aforisma velenoso per chi sogna una grandezza che non ha, e usa la gruccia della scienza per sostenersi. N. si scaglia con i malriusciti e con ciò che è odio di sè. E inoltre accostare il superuomo di nietzsche ad un eventuale miglioramento umano dovuto alla tecnologia sembra più un'operazione dei detrattori sinistrorsi di nietzsche, o moralisti retrogradi, o al limite un tentativo di inserire nella propria genealogia culturale una parentela interessante.
Solo una piccola opinione estemporanea, eh, non me ne vogliate. Blog interessantissimo comunque.