31 agosto 2009

Ad astra! Ma perche'?!


Qualche tempo fa mi sono occupato dei motivi, sostanzialmente economici, per cui a 40 anni dallo sbarco sulla luna la colonizzazione spaziale resta ancora (relativamente) lontana. Oggi passo ai due scenari ai quali ho accennato alla fine di quel post e che potrebbero trasformare la colonizzazione spaziale da un'impresa semplicemente troppo costosa ad una indispensabile necessita'.

Scenario numero 1.

In questo scenario SENS o altre tecnologie longevizzanti sono efficaci, accessibili e adottate dalla stragrande maggioranza della popolazione mondiale. Quale sarebbe il loro impatto demografico? David Friedman, nel suo Future Imperfect (pubblicato anche online), fa un paio di calcoli. Supponiamo di partire da una popolazione stabilizzata intorno ai dieci miliardi (non saprei dire se Friedman scelga questa cifra giusto per arrotondare o se essa indichi quando si aspetti l'arrivo di tecnologie diffuse per l'immortalita' terrena - in questo caso, a giudicare dalle previsioni demografiche delle Nazioni Unite, si parlerebbe di una data al di la' del 2050). Se ogni coppia avesse due figli, arriveremmo ai 15 miliardi in 30 anni e ai 25 miliardi in 100 anni (una crescita lineare). Ma se ogni coppia avesse due figli ogni 40 anni, per dire, arriveremmo a 21 miliardi in 30 anni, 118 miliardi in 100 anni e piu' di mille miliardi in due secoli. Anche con le ipertecnologie previste dai transumanisti, la Terra potrebbe essere... un tantino affollata. La pressione su risorse e ambiente potrebbe essere eccessiva, sul lungo termine, con simili tassi di crescita demografica. A quel punto, la colonizzazione spaziale sembrerebbe, letteralmente, l'unica via di uscita. Una serie di fattori potrebbero pero' far crollare questo scenario come un castello di carte - penso in particolare all'arrivo del mind uploading (vedi qui e qui), al superamento dei dubbi filosofici che lo circondano e alla sua conseguente adozione in massa.

Scenario numero 2.

Carlo Pelanda ha scritto che la neogenesi sarà possibile nello spazio e non sulla Terra non solo a causa dei limiti dell'ecosistema di cui sopra ("sarebbe difficile gestire la diversità tra mortali ed immortali. I secondi senza limiti non potrebbero riprodursi in un’ecologia limitata"), ma anche a causa di una serie di limiti presenti nella societa': "Per madri e padri il cui senso della vita, in sostanza, è la missione riproduttiva biocontinuista c’è un’inclinazione istintiva a rifiutare figli totalmente diversi da loro [..] La soluzione fattibile, invece, è quella di trasferire nello spazio il progetto di biocibernazione, senza impatto sulla Terra. Due speci, poi altre evoluzionisticamente infinite quanto l’Universo, quella terrestre lasciata come è, endoevoluzionistica. Quindi la strategia realistica è: prima uscire dal pianeta e poi, negli esohabitat, biocibernare [...] tra 2 o 3 secoli, sarà neogenesi. Per necessità."

Da questi scenari sembrerebbe che i motori della colonizzazione spaziale saranno la pressione demografica e/o l'anelito al postumano, ma come tutti i momenti storici di transizione anche questo sara' probabilmente spinto non da un singolo fattore, ma da un insieme di forze - alcune delle quali potrebbero non essere ancora visibili all'orizzonte. E sicuramente e' possibile immaginare altri scenari (ai lettori: non esitate ad inviare i vostri, nei commenti). Personalmente, non sono pessimista quanto Pelanda circa la possibilita' di una neogenesi terrestre (ritengo che, come specie, siamo piu' flessibili di quanto si pensi), ma sospetto che Friedman faccia bene a puntare sulla motivazione economica, spinta dalla demografia.

Picture credits: Lift Off, by Army.mil

1 commento:

Ugo Spezza ha detto...

Questo argomento, relativo alla necessità della colonizzazione spaziale è spesso ignorato (dico completamente ignorato!) in ambito transumanista.

Tra i pochi a porre questo problema in passato siamo stati io e G. Vatinno.

Il problema non è da poco, lo scenario in cui una popolazione di matusalemme creati da nuovi avanzamenti della ricerca farmacologica e da cyborg con bioinnesti andranno a vivere insieme sullo stesso pianeta alla umanità normale potrebbe a mio avviso anche portare a conflitti su larga scala (intendo guerra!).

Se la biocibernazione iniziasse e proseguisse su colonie spaziali il problema potrebbe essere sicuramente evitato. Resta però il fatto che l'homo sapiens attuale ha enormi difficoltà con lo spazio, il limite di sopravvivenza degli astronauti è limitato a pochi mesi a causa del crollo immunitario e delle radiazioni. Il pianeta più appetibile del sistema solare, Marte, potrebbe essere abitato costruendovi cupole a pressione ma anche lì la vita sarebbe molto dura.

E' probabile quindi che la colonizzazione inizierà DOPO che gran parte dell'umanità avrà iniziato il processo di biocibernazione sulla Terra, processo che come ho detto potrebbe essere ostacolato e combattutto aspramente dai bioconservatori.

Ugo Spezza - www.futurology.it