6 luglio 2009

Crionica: monitoraggio segni vitali, preservazione beni, "crionicidio", ricerca crionica.

Ben Best, Presidente del Cryonics Institute, ci aggiorna sugli sviluppi emersi al recente Third Cryonics Revival Asset Preservation Gathering, organizzato in Florida dal Terasem Movement. Best mette molta carne al fuoco, per cui cerco di riassumere punto per punto (e concentrandomi su quanto ho trovato interessante):

Sistemi crionici di monitoraggio/allarme. Allo scopo di creare un sistema in grado di monitorare i segni vitali e di dare l'allarme in caso di "deanimazione" improvvisa, uno degli organizzatori del convegno ha contattato, e organizzato un incontro con, nientemeno che Steve Mann il "professore-cyborg" dell'Universita' di Toronto. Secondo Mann il sistema migliore dovrebbe essere simile ad un orologio da polso (semplice da indossare) e dovrebbe anche offrire altre funzionalita' (per non finire dimenticato e/o sottoutilizzato). Un sistema che offrisse funzioni utili, al di la' di quella di allarme crionico, sarebbe molto piu' usato ed indossato, e quindi piu' sicuro. Un'ipotesi e' quella di collegare tale sistema con un cellulare tramite Bluetooth. Altre possibili funzioni da prendere in considerazione: video-comunicazione (potrebbe spiegare il motivo della cessazione dei segni vitali), tecnologia GPS (per il pronto soccorso) e, naturalmente, messaggi inviati automaticamente a persone ed organizzazioni. Il prezzo di un ipotetico sistema del genere e' stato stimato intorno ai 150-200 dollari.

Preservazione di beni e proprieta'. Bill Faloon, della Life Extension Foundation, ha descritto i tentativi (falliti) del governo del Lichtenstein di chiudere la Reanimation Foundation, un'organizzazione il cui scopo e' di creare dei fondi (minimo 100.000 dollari) che siano disponibili al momento della rianimazione dalla sospensione crionica (si noti che la Reanimation Foundation non accetta nuovi membri, almeno per il momento). Alla luce della recente crisi finanziaria, Faloon ha anche espresso l'opinione che, sul lungo termine, sara' necessario creare istituzioni finanziare gestite da, e di proprieta' di, organizzazioni crioniche, per evitare di esser vittime del crollo di istituzioni finanziarie "normali". Francamente questo mi sembra un obiettivo un tantino ambizioso, ma non si sottovaluti Faloon: insieme a Saul Kent ha creato un vero e proprio impero commerciale (la Life Extension Foundation) che e' anche la principale fonte di investimenti per la ricerca crionica.

Crionicidio. Lori Rhodes, del Terasem Movement, ha esposto l'idea che il porre termine alla biostasi di un paziente criopreservato dovrebbe essere considerato in maniera simile ad un omicidio (crionicidio?) E il tentativo di prevenire la criopreservazione di una persona dotata di contratto crionico dovrebbe anch'esso essere considerato come un crimine. Infine, la Rhodes ha illustrato come un giorno potremmo assistere alla creazione di "certificati di rianimazione" simili ai gia' esistenti certificati di nascita. Ben Best, a proposito dei diritti dei pazienti in biostasi, si e' dichiarato contrario ad una strategia basata sulla rappresentazione dei "crionauti" come minoranza oppressa. La situazione corrente e' certamente negativa, ma vista l'opinione che il mainstream scientifico ha della crionica e visto che siamo solo noi crionicisti a considerare una persona criopreservata piu' che un semplice cadavere, Best sostiene che sarebbe come "battersi per i diritti delle goccie di pioggia o dei granelli di sabbia." Come non bastasse, se una persona criopreservata non fosse riconosciuta come legalmente morta, le compagnie di assicurazione (tramite le quali la maggior parte degli iscritti ad Alcor e C.I. finanziano i propri contratti crionici) potrebbero rifiutarsi di pagare. Meglio quindi, secondo Best, battersi per il diritto di una persona di lasciare dei beni in eredita' al proprio se' (potenzialmente) rianimato in futuro. Invece di cercare di ottenere il riconoscimento dei diritti dei pazienti criopreservati, continua Best, dovremmo creare organizzazioni che rispettino e mettano in pratica tali diritti. Tali organizzazioni dovrebbero ricevere i fondi in questione e gestirli in maniera simile a quanto gia' fatto dalla Reanimation Foundation di cui sopra.

Ricerca crionica. Best ha poi sottolineato come la priorita' della ricerca crionica dovrebbe essere la riduzione della tossicita' delle miscele crioprotettrici oggi utilizzate e non il tentativo di raggiungere la vitrificazione totale, cioe' l'eliminazione dei cristalli del ghiaccio dall'intero corpo dei pazienti criopreservati e non solo dal cervello (lo stato dell'arte attuale). Il percorso di ricerca verso la vitrificazione totale e' quello seguito dal principale laboratorio di ricerca crionica (21st Century Medicine), ma secondo Best, la vitrificazione totale sarebbe un obiettivo piu' facilmente realizzabile una volta risolto il problema della tossicita' dei crioprotettori utilizzati. Non solo: a questo modo si aprirebbe la strada all'animazione sospesa vera e propria (dato che una sospensione crionica e' e rimane, almeno per il prossimo futuro, tutt'altro che reversibile). Un passo in questa direzione e' rappresentato dalle attivita' di un team composto da marito e moglie (Aschwin e Chana de Wolf), i quali hanno recentemente lanciato un laboratorio di ricerca crionica in Oregon. Purtroppo si tratta di uno sforzo part-time, causa scarsita' di investimenti.

"Suicidio" crionico. Mike Perry (autore di Forever for all) ha discusso le drammatiche alternative a disposizione di un crionicista che fosse diagnosticato come terminale e che dovesse stringere i tempi della propria "deanimazione". L'unico metodo che non faccia scattare l'autopsia (questo almeno per la legge USA) e' il rifiuto di acqua e cibo. Nel caso di un iscritto alla Alcor che intraprese questo autentico calvario, il processo duro' 12 giorni, il che, aggiungo io, non puo' che far riflettere sull'eutanasia...

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