24 luglio 2009

40 anni fa la luna, poi piu' niente. Perche'?

Quarant'anni fa siamo andati sulla luna, ma da allora il progresso e' stato, come minimo, poco entusiasmante (come ha scritto Ugo Spezza proprio l'altro giorno). Ma di chi, o cosa, e' colpa? Il progresso ha rallentato? O siamo davvero tanto stupidi da meritarci l'estinzione per aver investito nella corsa agli armamenti nucleari, invece che nella colonizzazione spaziale (come si chiede, con condivisibile frustrazione, Ugo)? Secondo J. Storr Halls, su Nanodot, il problema e' che il progetto Apollo era politicamente motivato. Non c'erano ragioni economiche pressanti per andare sulla luna ai costi di allora (e di oggi). Nel contesto della Guerra Fredda, gli americani decisero che era necessario arrivare sul nostro satellite prima dei russi a qualsiasi costo, ma una volta riusciti nella indubbiamente storica impresa, fu ora di tornare, lentamente e letteralmente, coi piedi per terra... La tecnologia di allora stava procedendo secondo una linea esponenziale simile a quella della legge di Moore e il suo rallentamento, illustrato nel grafico qui sopra (asse y: velocita' di vari aeroplani in miglia all'ora; asse x: anno in cui sono entrati in servizio) e' dovuto a ragioni economiche, non tecniche. Non e' un caso che tale rallentamento sia avvenuto proprio quando ci si stava avvicinando alla velocita' supersonica (mach 1), dato che i costi di un aereoplano supersonico sono tre volte quelli di un mezzo non-supersonico. Certo, gli aerei supersonici militari non mancano (e come dimenticarsi del Concorde?) ma questi sono tutti finanziati con fondi pubblici - in altre parole, sono/furono sforzi politicamente motivati. Come per la colonizzazione spaziale, mancavano gli incentivi economici (ai costi di quei tempi) perche' si diffondessero e rivoluzionassero come viaggiamo. Sono riuscito a deprimere tutti i fan dell'esplorazione spaziale? Tranquilli, adesso passiamo alle buone notizie: la curva del grafico sta per ripartire verso l'alto, come nel caso di tutte le tecnologie che si imbattono nelle giuste condizioni economiche. Il fatto che oggi non abbiamo aerei commerciali supersonici, non significa che il settore aeronautico, nel frattempo, non abbia continuato a progredire e che le tecnologie necessarie al volo orbitale non abbiano continuato a maturare. Secondo Storrs Hall, nella prossima decade, il volo orbitale sara' non solo tecnicamente possibile con aerei commerciali, ma anche economicamente attraente, visti i progressi tecnologici e visto che entrare in orbita richiede all'incirca lo stesso consumo energetico di un volo a Sydney, ma solo una frazione del tempo di volo. E una volta aperta la strada all'orbita terrestre, con voli commerciali di routine, sembra suggerire Storrs Hall, la prospettiva della colonizzazione spaziale sara' piu' vicina. Immagino che sara' "solo" questione di aspettare che le tecnologie necessarie divengano sufficientemente economiche e che le motivazioni economiche divengano divengano sufficientemente attraenti...

A proposito delle motivazioni: non consistono solo nei depositi minerali della fascia di Kuiper. Mi sono recentemente imbattuto in un paio scenari decisamente transumanisti nei quali la colonizzazione spaziale sarebbe estremamente attraente, se non addirittura una scelta obbligata, ma mi sto dilungando e ne parlero' in un post a parte...

PS. Appena finito di scrivere quanto sopra ho notato che New Scientist ha un articolo proprio sulla prossima generazione di aerei orbitali: Scramjets promise space travel for all

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