25 maggio 2009

"Nasce l'uomo a infiniti giorni." L'ultimo esorcismo (2)

In attesa di un recensione del gia' segnalato "L'ultimo esorcismo. Filosofie dell'immortalita' terrena", di Andrea Vaccaro, un commento. A pagina 50 ho trovato una riflessione sull'impatto dell'idea dell'immortalita' fisica sulla filosofia. Per millenni sono esistite solo due alternative: la speranza di un'immortalita' metafisica, o l'accettazione (rassegnata o rabbiosa) della nostra finitezza. Oggi invece si profila una terza prospettiva... A questo punto, l'autore si chiede se assisteremo ad una nuova applicazione del principio freudiano di coazione a ripetere (la tendenza a tornare allo stato precedente - nel nostro caso, vittime della pulsione di thanatos, il nulla che precede la nascita). Nello scenario dell'immortalita' terrena, infatti, questa coazione a ripetere potrebbe essere incanalata verso "l'esistenza a oltranza". Da qui la bella frase che da' il titolo a questo post: "nasce l'uomo a infiniti giorni"...

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