31 maggio 2009

L'alba del supersoldato



Battaglioni di supersoldati selezionati per i ruoli a loro meglio adatti sulla base di analisi genetiche. Costantemente monitorati per sintomi di ogni tipo di debolezza. Stimolati elettromagneticamente per aumentarne la concentrazione. E se un platone fosse decimato, i rinforzi li chiamano i biosensori indossati dai caduti. Questo il prossimo futuro dell'esercito USA secondo un rapporto del US National Academies of Science (NAS): Opportunities in Neuroscience for Future Army Applications (alcuni estratti sono disponibili free). Finanziato dall'esercito americano e compilato da 14 neuroscienziati di punta, il rapporto si concentra sulle applicazioni piu' fattibili nei prossimi anni e solleva varie questioni di carattere bioetico. Un perfetto esempio e' la prospettiva di abbassare i livelli di ossitocina delle truppe, sopprimendone l'empatia. Il rapporto riconosce l'urgenza di dilemmi etici simili e consiglia che l'esercito USA arruoli esperti di bioetica allo scopo di studiare le ramificazioni di eventuali interventi. L'articolo del New Scientist si conclude con una dichiarazione del responsabile per il rapporto (Floyd Bloom dello Scripps Research Institute di La Jolla, in California), secondo il quale il fatto che tali tecnologie potrebbero essere utilizzate in modo non-etico non e' ragione sufficiente per ignorarle. Non si sottovaluti, inoltre, come le tecnologie sviluppate per i militari finiscono spesso per essere adottate anche dal resto della societa'.

L'articolo del New Scientist: Harnessing science to create the ultimate warrior

Immagine (cliccala per ingrandirla): il supersoldato del futuro secondo il New Scientist.

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