1 febbraio 2009

Ritorno agli anni ’70

Chi è stato bambino o ragazzo nei primi anni ’70 non può non ricordare ancor oggi gli sceneggiati televisivi trasmessi in quel periodo dalla Rai: produzioni quasi sempre di livello più che dignitoso, che talvolta giungevano a sfiorare la dignità dell’opera d’arte; e che in ogni caso si incidevano profondamente nella memoria del pubblico, specialmente di quello più giovane. Tra i più suggestivi va annoverato certamente A come Andromeda, diretto da Vittorio Cottafavi, la cui ultima puntata è stata trasmessa esattamente 37 anni fa, il primo febbraio del 1972. Tratto da una serie della BBC del 1961, A for Andromeda, scritta dal celebre cosmologo Fred Hoyle e dallo sceneggiatore John Elliot, lo sceneggiato racconta la storia della scoperta di un messaggio radio proveniente da M31, la Galassia di Andromeda, che contiene le istruzioni per costruire un potente computer. Il calcolatore, a sua volta, dirigerà le operazioni volte alla creazione in laboratorio di un essere umano. (Esiste anche una novelization, sempre ad opera di Hoyle ed Elliot, pubblicata in Italia a suo tempo da Feltrinelli.) Ho potuto rivedere di recente lo sceneggiato italiano in DVD. La serie ha superato in maniera sorprendentemente buona la prova del tempo: merito senza dubbio di una schiera di attori – Tino Carraro, Luigi Vannucchi, Paola Pitagora, Giampiero Albertini e tanti altri – di bravura eccezionale, ma anche di una scenografia minimalista, che senza cedere a un futurismo di maniera riesce a porre la vicenda sostanzialmente fuori dal tempo. Certo, sono visibili gli indizi dell’epoca in cui l’opera era stata girata (a partire dalle splendide minigonne di Paola Pitagora); ma nel complesso la scritta che appare all’inizio di ogni episodio, «Questa storia si svolge in Inghilterra l’anno prossimo», appare ancora plausibile. C’è tuttavia un elemento – o meglio: l’assenza di un elemento – decisamente in contrasto col nostro oggi e col nostro immediato futuro. Abbiamo detto come la trama si incentri sulla creazione di un essere umano in laboratorio: Dna e proteine vengono sintetizzati direttamente a partire dalle sostanze chimiche di base. Si tratta chiaramente di qualcosa che va al di là anche dei progetti più radicali di clonazione. Eppure, manca nella trama qualsiasi assillante diatriba sulla moralità dell’impresa: i personaggi non nutrono ubbie religiose, non si scandalizzano, non avanzano obiezioni di coscienza, non discettano senza fine su ciò che è naturale o sacro (c’è solo un vago, rapido accenno nel 4º episodio) – tutte cose che ci siamo tristemente abituati invece ad aspettare nel nostro presente, di fronte a progetti pur infinitamente meno audaci. C’è, è vero, la strenua lotta del protagonista, John Fleming, per impedire la realizzazione dei piani del computer; ma le sue obiezioni sono sempre e soltanto di natura prudenziale – si deve ammettere, in effetti, che lasciare via libera alla longa manus di alieni sconosciuti non costituisce un atteggiamento in generale molto raccomandabile... Si respira qui, insomma, un’aria decisamente inattuale. Un’aria più libera, più fresca – e non solo perché era l’aria della gioventù di alcuni di noi. Ridateci i primi anni ’70, per favore, sia pure soltanto per quella libertà – e per le minigonne di Paola Pitagora, naturalmente.

Giuseppe Regalzi

4 commenti:

Rob Adamich ha detto...

Caspita, bellissimo! Non l'avevo visto all'epoca ma l'ho potuto vedere un paio di anni fa, quando mi pare RAI3 lo ha trasmesso verso le 3 di notte. E lo rivedrei. Poi ci avevo scritto una cosina in coda a un'altra cosa sulla panspermia (per via di Hoyle) ed ero stato linkatissimo... no, non da un sito (fanta)scientifico... da un gruppo di fan di Paola Pitagora! Giuro! Pare siano attivissimi (un saluto se passano di qui).

viltrio ha detto...

splendida riflessione.

Anonimo ha detto...

Forse potrebbe far piacere a qualcuno sapere che la Rai sta trasmettendo proprio adesso "A come Adromeda" con inizio in orario variabile, ma intorno alle due di notte.
La prima puntata è andata in onda Martedì notte e Sabato ci sarà l'ultima. Comunque è ancora tutta a disposizione in streaming su Rai Replay (la copertura è di una settimana).

Michele Pezza da Itri

Giuseppe Regalzi ha detto...

Grazie per la segnalazione, Michele. Per coincidenza, il DVD della serie è disponibile in questo momento su Internet Bookshop a un prezzo scontatissimo (12,90 euro).