10 febbraio 2009

Quando la fantascienza diventa realta' sul campo di battaglia

Questo sembra interessante: Wired for War. The Robotics Revolution and Conflict in the 21st Century, di P. W. Singer (il quale, fra le altre cose, e' stato coordinatore della Defense Policy Task Force di Barack Obama durante la campagna elettorale). Dal sito del libro: Cosa succede quando la fantascienza diventa realta' sul campo di battaglia? La natura dei conflitti sta cambiando. I sistemi robotici oggi utilizzati in azioni di guerra fra Afghanistan e Iraq sono 12.000. Cinque anni fa erano zero. I generali dell'areonautica (USA) ammettono che i piloti in carne ed ossa saranno presto obsoleti. Il Pentagono investe in "insetti" robotici in grado di intraprendere spedizioni di reconnaissance oggi assegnate alle forze speciali. L'autore intervista ricercatori, soldati americani e insurgenti iracheni, attivisti e generali, e rivela come la fantascienza sia una fonte di ispirazione per i nuovi sistemi robotici militari e come piu' di autore di fantascienza abbia trovato impiego come consulente per le forze armate. Il conflitto armato subira' dei profondi cambiamenti: quando i jet da combattimento sono pilotati da 10.000 miglia di distanza, o autonomi, l'esperienza della guerra e il profilo psicologico stesso di un soldato non saranno quelli di oggi. Singer prevede che i conflitti saranno piu' facilmente iniziati, che le barriere morali e psicologiche all'uccisione del nemico cadranno e che le nuove tecnologie porteranno la guerra sempre piu' nei nostri salotti, tramite riprese di incursioni, battaglie, etc. Secondo l'autore, e qui ho dei dubbi, l'uso di droni da parte di Hezbollah nella guerra del Libano del 2006 dimostra non solo che il nemico sta tenendo il passo con l'innovazione in questo settore, ma anche che l'America rischia di restare indietro (i miei dubbi si basano sull'entita' degli investimenti nella difesa e sulle capacita' di innovazione tecnologica tipiche degli States). Concludo ricordando un articolo del Washington Post su questi temi che ho segnalato recentemente (Pax Americana Robotica) e che sembra giungere a conclusioni piu' ottimistiche dell'autore di Wired for War.

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