12 gennaio 2009

Vitamina D: sperimentazione diretta

Torno su un tema caro a chi prende sul serio la propria salute, quello della vitamina D (D3, o colecalciferolo, per la precisione). A dicembre avevo accennato ai risultati di un esame del sangue da me fatto per misurare i livelli della stessa. Inaspettatamente, ho scoperto di avere bassi livelli di vitamina D nel sangue. Inaspettatamente, perche' che da anni assumo circa 800 Unita' Internazionali (UI) al giorno di questa vitamina e dato che, da circa otto mesi, ho aggiunto altre mille UI, una dose relativamente alta rispetto al recommended daily amount di 400 UI. Per non parlare di una dieta abbastanza ricca di pesce (qui le migliori fonti alimentari di vitamina D), anche se confesso di limitare l'esposizione ai raggi solari. Invece, mi sono trovato davanti un livello di 29.3 ng/mL che e' stato segnalato come "basso" dal laboratorio di analisi, i cui parametri "normali" vanno dai 32 ai 100. La Life Extension Foundation raccomanda livelli dai 30 ai 50, "meglio se verso i 50" secondo uno dei loro health advisers consultato per telefono, mentre il Vitamin D Council consiglia livelli dai 50 agli 80 ng/mL. Per rimediare, ho aggiunto altre 1.000 UI al mio regime e, qualche tempo dopo, ho rifatto l'esame. Questa volta i valori sono risultati piu' alti, 42.3 ng/mL, ma non hanno ancora raggiunto i livelli ideali. Dato che per un'overdose e' necessario assumere dalle 600.000 (!!) ad 1.680.000 (!!!) UI al giorno per un periodo variante da molti giorni a qualche mese e dato che il livello massimo generalmente considerato sicuro e' di 10.000 UI (250 microgrammi) al giorno (fonte: Wikipedia), sto contemplando un'altro incremento di ulteriori mille UI al giorno per portami intorno, o sopra, ai 50 ng/mL. Tutto cio', sia ben chiaro, non significa che consiglio a chi legge di assumere 3.800 UI di vitamina D al giorno, come il sottoscritto. Significa, invece, che il longevismo "al buio" implica il rischio di risultati inaspettati e che l'unico modo per procedere in maniera sia sicura che efficace e' il monitoraggio periodico, per quanto costoso e inconveniente esso sia. Un'ultima considerazione: come spiegare i bassi livelli rivelati dal primo esame? Come dicevo nel mio articoletto orginale, i fabbisogni individuali, l'assorbimento e il metabolismo della vitamina D non sono uniformi e variano da individuo a individuo, ma la segnalazione di painlordk2 sulla relazione confittuale fra vitamina D e vitamina A mi ha fatto riflettere. In effetti, il mio multivitaminco (il Life Extension Mix) conteneva dosi piuttosto alte di vitamina A (5.000 UI, di cui solo il 20% come beta-carotene). Dico conteneva in quanto e' un prodotto in continua evoluzione: non posso dire se siano stati questi livelli di vitamina A a causare la mia carenza di vitamina D, ma e' con piacere che ho notato come la nuova versione abbia alzato il livello di vitamina A sotto forma di beta-carotene al 54% e abbia aumentato la vitamina D da 800 a 1.000 UI.

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