20 gennaio 2009

Sempre più esoscheletri

Le ultime news in ambito "exo" arrivano naturalmente da USA e Giappone, meno scontato è il livello raggiunto da questi esoscheletri. In diversi post ho trattato l'argomento le cui potenzialità sono enormi. La strada maggiormente percorsa è quella (e lo credo bene) di un miglior collegamento tra apparato robotico e cervello: Jacob Rosen, professore associato di ingegneria informatica alla University of California, ha "messo a punto due braccia robotiche capaci di "leggere" i segnali nervosi del cervello e interpretarne le intenzioni di movimento"; niente di eclatante, ma considerando che il problema principale quando si ha un arto robotico è quello di non considerarlo come parte del corpo, un miglioramento del dialogo cervello-macchina potrebbe eliminare l'ostacolo. Tramite elettrodi posizionati sui muscoli delle braccia si può intervenire simulando i segnali del cervello e persino il ritardo che ci sarebbe tra quest'ultimi e la risposta dell'arto. Rosen punta a migliorare sia le giunture del braccio sia la qualità delle trasmissioni con il cervello, anche se l'esoscheletro è "già in grado di replicare il 95% dei movimenti naturali possibili con un braccio umano". Gli impieghi? Riabilitazione, videogaming, e molto molto altro. Non viene tralasciato neanche uno dei più antichi lavori dell'uomo: l'agricoltura. In Giappone la cura dei terreni e dei giardini è ancora molto diffusa ed è normale si investa molto in questo settore: il nuovo esoscheletro nipponico "pesa circa 25 chili (ma non "scarica" neanche un grammo sul corpo dell'utilizzatore, assicurano i suoi progettisti), è dotato di 8 motori e 16 sensori e costerà, una volta messo in commercio entro i prossimi 3 anni, fra i 3.900 e gli 8.300 euro".

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