25 gennaio 2009

Pax Americana Robotica

Quest'articolo del Washington Post mi ha fatto venire in mente una frase, letta non ricordo dove, sulla Seconda Guerra Mondiale: due cose hanno sconfitto la Germania nazista: soldi americani e sangue russo. La reticenza americana a spargere sangue (almeno quello delle proprie truppe) e il continuo procedere della legge di Moore, stanno trasformando le forze armate, in particolare quelle USA. Il risultato e' che i soldati del futuro saranno robotici. L'impiego di UAV da parte dell'aviazione e' ormai di routine e la marina sta pensando agli unmanned combat air system (UCAS) e sta abbandonando le navi da guerra da 1.500 marinai in favore di piattaforme piu' efficienti che richiedono un decimo del personale (come il DDG-1000). L'esercito, invece, e' rimasto relativamente indietro: nonostante i noti esempi di sistemi robotici gia' in azione in Afghanistan e Iraq, per lo piu' per disinnescare ordigni esplosivi, la fanteria deve ancora essere in carne ed ossa. Il Garand della Seconda Guerra Mondiale richiedeva che un soldato fosse sul posto a prendere la mira e a schiacciare il grilletto, esattamente come l'M16. I carri armati di oggi richiedono un equipaggio di quattro persone - solo una in meno rispetto a sessant'anni fa. Tutto cio' sta per cambiare grazie al Future Combat Systems (l'articolo non riporta come Obama, in campagna elettorale, abbia parlato della possibilita' di tagli al progetto - si noti che il Washington Post si e' schierato con Obama, alle elezioni presidenziali). L'obiettivo del programma Future Combat Systems e' nientemeno che la robotizzazione dell'esercito americano: veicoli da trasporto, ma anche robot da combattimento. L'articolo sottolinea come il crescente coinvolgimento dell'esercito USA in vari scenari internazionali sia almeno in parte spiegabile dalla relativa facilita' con cui puo' infliggere pesanti perdite subendone solo una frazione. La rimozione, per quanto parziale, di combattenti umani dal campo di battaglia, spingerebbe ulteriormente in questa direzione e John Pike, l'autore dell'articolo, ritiene che un esercito altamente robotizzato renderebbe gli interventi, compresi quelli a fini umanitari tesi a prevenire massacri, piu' accettabili all'opinione pubblica americana, essendo le perdite soprattutto finanziarie, piuttosto che in vite umane. La sua conclusione e' che cio' risultera' in una nuova Pax Americana garantita dal potere dei robot a stelle e strisce.

3 commenti:

Roberto Butinar ha detto...

Occorre nuova intelligenza, solo a quel punto potremmo sperare di ottenere l'effetto di una riduzione dei conflitti.

La Pax Romana fu tale certamente per effetto della forza degli eserciti, ma, ci dicono gli storici, per la capacità di quella cultura di accogliere quelle dei popoli invasi a suo tempo assoggettati militarmente.

Viceversa mi preoccuperebbe un potere ancora più grande ancora meno soggetto al controllo democratico di quanto non avvenga ora.

Ugo Spezza ha detto...

Sarà che sono prevenuto su questi argomenti ma queste notizie mi suscitano profonda preoccupazione.

Cito una fonte autorevole: Noel Sharkey. Professore di
intelligenza artificiale e robotica all'Università di Sheffield:

http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2007/aug/18/comment.military

Quello che afferma Sharkey è decisamente preoccupante! Una intelligenza artificiale "forte" partorita in ambito militare con tendenze distruttive sarebbe la cosa più pericolosa che l'umanità possa concepire e Bostrom la colloca di fatto tra i possibili rischi di estinzione per la nostra razza.

Ho scritto anche un corposo testo sull'argomento a cui si riallaccia il bel racconto di Ed Merta pubblicato qui su Estropico

http://www.futurologia.110mb.com/Articolo2/IA%20opportunita%20o%20pericolo.htm

Ugo Spezza

Rob Adamich ha detto...

Il discorso sul "piu' accettabili all'opinione pubblica" mi ricorda una puntata di Star Trek: è un po' lungo - scritto qui