8 gennaio 2009

Neuroni e Nanotubi al carbonio = il Super-Cervello

"The Singularity is near", così esordisce quest'articolo. E potrebbe essere vero, grazie ad una scoperta importantissima: ricercatori italiani (Università di Trieste presso il centro Brain) e svizzeri (Università di Anversa) hanno collegato alle cellule nervose nanotubi di carbonio, aumentando l' eccitabilità neurale. I neuroni del nostro cervello sono in comunicazione tra loro tramite collegamenti chiamati sinapsi attraverso cui passano i segnali elettrici che li eccitano. Se ci sono lesioni ci si trova davanti ad un ponte "rotto" ed il segnale non può più propagarsi: un pò come avviene con un circuito elettrico aperto e chiuso. I nanotubi di carbonio hanno la caratteristica di condurre elettricità e di aderire alla membrana dei neuroni ripristinando questi "ponti rotti" e migliorando la velocità di comunicazione tra le cellule. I risvolti di un esperimento del genere sono molti ed interessantissimi: si passa da collegamenti uomo-macchina a mind uploading, da potenziamento neurale a singolarità, ma è importante notare come il principale obiettivo dei ricercatori sia quello di migliorare la condizione di coloro che hanno subito danni permanenti a zone del cervello. Quanto è vicina la Singolarità?

2 commenti:

naqevius ha detto...

Una sorta di adsl per il cervello...
Sarebbe possibile secondo voi collegare tramite nanotubi non solo neurone con neurone, ma creare "autostrade" tra zone del cervello lontane o addirittura fuori dal dominio del sistema nervoso?

Bruno Lenzi ha detto...

naqevius mi è piaciuta l'espressione: una sorta di adsl per il cervelo :)

Come letto dall'articolo pubblicato tutto fa pensare che sia possibile. Il carbonio è un elemento molto adattabile ed inoltre ottimo per questo genere di cose. Dall'articolo possiamo inoltre dedurre come effettivamente il compito di quei ricercatori fosse di saltare parti danneggiate collegando zone del cervello distanti tra loro, non vedo perchè non si possa fare lo stesso anche se quelle parti non sono lesionate.

Bruno