19 gennaio 2009

Il progetto "cervello Cina"



Hugo de Garis (homepage, Wikipedia) e' un esperto di intelligenza artificiale da tener d'occhio. Su Accelerating Future ho trovato la trascrizione del video qui sopra (di quasi un'ora) in cui illustra il suo progetto per la creazione di un cervello artificiale presso l'Universita' di Xiamen, in Cina. Il video e' stato girato a AGI-08 e il titolo della presentazione e' “The China-Brain Project”. Il "cervello" in questione consiste di 10-15.000 moduli di circuiti neurali evoluti con algoritmi genetici su accelerator board 50 volte piu' potenti di quelli trovati in un comune PC (e a soli mille dollari l'uno, tengono il costo del progetto relativamente basso). Perche' in Cina? I tassi di crescita cinesi portano con se' enormi opportunita' e rendono la vita di un ricercatore molto piu' facile che in Occidente, a quanto pare. De Garis sostiene di avere ottenuto immediatamente tutto quanto ha richiesto all'universita' per il suo progetto (mi chiedo se il rallentamento della crescita del PIL mondiale avra' un impatto negativo per de Garis...) I bassi costi permettono di evolvere migliaia di moduli di circuiti neurali e di scaricarli su un PC, dove il cervello artificiale risiede. De Garis ha cercato di lanciare un progetto simile in passato: negli anni '90 era in Giappone, dove era disponibile un supercomputer da mezzo milione di dollari in grado di fare quanto oggi si puo' ottenere con 1,500 dollari... ("That's Mooore's law for you.") Per ottenere un cervello dotato di 10.000 di moduli, de Garis stima che sarebbero necessari quattro anni di lavoro da parte di cinque ricercatori a tempo pieno. L'importanza del progetto, sottolinea de Garis, e' nella forma, la cui semplicita' ed economicita' permettera' ad altri gruppi di ricerca di lanciare progetti simili, anche se ogni gruppo seguira' probabilmente strade diverse, creando le proprie "architetture" cerebrali. E una volta ottenute varie migliaia di circuiti neurali la speranza e' che il sistema dimostri delle capacita' o comportamenti interessanti. Le capacita' del sistema neurale creato saranno studiate collegandolo ad un robot dotato di sistemi per visione e udito, nonche' di braccia. De Garis dichiara di sperare di poter illustrare i primi risultati del progetto a AGI-09, il marzo prossimo (vedo, sulla pagina del programma della conferenza, che in effetti ci sara' una sua presentazione intitolata The China-Brain Project: Report on the First Six Months. Infine, de Garis racconta un aneddoto divertente: negli anni '20 Robert H. Goddart era preso in giro dai colleghi del MIT che lo chiamavano "moon man" a causa della sua ossessione con razzi e spazio. Negli anni '40 i tedeschi svilupparono le V2. Quando gli scienziati tedeschi furono catturati dagli Alleati, gli americani vollero capire come avevano fatto ad arrivare a tanto. La domanda sorprese i tedeschi, ma la risposta sorprese gli americani: "Abbiamo imparato tutto da Goddard!" De Garis evidentemente si vede come un moderno Goddard e nota una forte analogia fra gli albori della corsa allo spazio e gli albori della corsa all'intelligenza artificiale.

Vedi anche: Video: Hugo de Garis, creatore di dei

3 commenti:

icy ha detto...

Gli albori della intelligenza artificiale però durano da più di 50 anni, è un'alba un po' lunghetta non credi ? ;)

Roberto Butinar ha detto...

devo dire che certe volte quasi quasi mi auguro che non arrivi così presto... come dire... per "godermi" ancora questi 20/30 anni di "normale umanità".

extropolitca ha detto...

Gli albori dell'intelligenza naturale hanno impiegato qualche centinaio di milioni di anni prima di produrre un cervello umano.

Nulla impedisce di costruire un PC con gli ingranaggi di Babbage o le valvole dell'ENIAC, ma il silicio è semplicemente più conveniente.

La legge di Moore, come notato, favorisce gli obiettivi di de Garis. Meno costa l'hardware, più se ne può usare e più risultati si possono produrre nello stesso periodo.

Speriamo che l'anno prossimo abbia notizie interessanti.