15 ottobre 2008

Tecnosalvazione, transumanismo e religione

E' online il numero 3 del terzo volume dei Journals of Geoethical Nanotechnology and Personal Cyberconsciousness, pubblicati dal Terasem Movement. L'articolo su cui voglio soffermarmi (Awaken the Universe - Introducing the Order of Cosmic Engineers, di Philippe Van Nedervelde, co-fondatore dell'Order of Cosmic Engineers - OCE) mi ha ricordato un concetto per descrivere il quale penso di aver creato un neologismo, almeno in italiano: "tecnosalvazione" (l'ho menzionato qui per la prima volta). Van Nedervelde si occupa di un tema su cui torno spesso, quello del rapporto fra transumanesimo e religione (a proposito: ho appena introdotto un tag sul tema, vedi "categorie", nella colonna di destra). I transumanisti tendono ad essere atei e razionalisti, anche se con molte eccezioni (qui un esempio cristiano, per non parlare dei numerosi buddisti), il che puo' essere un problema nell'instaurare un dialogo con le persone di fede, ma l'articolo offre una possibile soluzione: una "religione" priva di superstizione, ma non per questo meno spirituale, priva di irrazionalita', ma non per questo incapace di offrire un senso della vita, nonche' un punto di incontro sociale. L'idea dell'OCE e' quella di una un-religion, o non-religione (prendendo spunto dal termine un-conference, o non-conferenza) che offra quanto offrono le religioni tradizionali, ma con una differenza fondamentale: vita eterna e paradiso sono qualcosa che dobbiamo creare noi stessi con mezzi tecnoscientifici e non un qualcosa di metafisico in cui sperare per l'al di la' (interessante la parte in cui l'autore descrive come, nell'andare in questa direzione, "sveglieremo" l'universo trasformando la materia che lo compone in computronium). In altre parole, quello che accomuna transumanisti e persone di fede e' la ricerca della salvazione, quello che ci separa e' come raggiungerla. La scommessa dell'OCE e' che la salvazione da sempre promessa dalle religioni, non solo e' compatibile con il progetto transumanista, ma puo' essere un motore fondamentale dello sforzo verso la tecnosalvazione.

Quando ho segnalato la nascita di questa nuova organizzazione ho detto che il nome mi sembra al limite del ridicolo (in inglese - in italiano, invece, "Ordine degli Ingegneri Cosmici" e' ridicolo e basta... sara' meglio non tradurlo), ma questa perplessita' non significa che non ne condivida, in linea generale, gli obiettivi. Sono curioso, pero', di vedere come intendono mettere in pratica quanto sopra senza trasformarsi in quello che, al grande pubblico, parrebbe nient'altro che l'ennesimo, bizzarro mini-culto. E' questo rischio che mi fa restare dell'idea che il transumanesimo abbia bisogno (anche) di un approccio diverso: deve essere l'agente portatore di un'infezione memetica nei confronti delle grandi religioni che inserisca nel loro Dna la Massima Centrale del Transumanismo ("e' etico e desiderabile utilizzare mezzi tecnoscientifici per superare la condizione umana"). Mi rendo conto che una serie di fattori fanno da ostacolo (la polemica sulle cellule staminali embrionali, un Consiglio di Bioetica americano profondamente bioconservatore), ma le grandi religioni (e, cosa piu' importante, i loro seguaci) sono tutt'altro che immuni a quanto succede intorno a loro e anche se il movimento transumanista fallira' nell'accelerare questo processo, sono pronto a scommettere che ci pensera' il progresso tecnoscientifico stesso.

Gli altri articoli sui Terasem Journals:

Marvin Minsky on The Emotion Machine: Commonsense Thinking, Artificial Intelligence, and the Future of the Human Mind - Dr. Marvin Minsky

Concepts of Privacy in a Posthuman Age - Dr. Sebastian Sethe

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