18 settembre 2008

Abitudini alimentari e mortalita'

Non e' certo una novita', ma leggo conferma, sull'ottimo sito del Centro Studi dell'Alimentazione, che le abitudini alimentari influenzano il rischio di mortalita' per tutte le cause: "L’associazione tra i diversi componenti della dieta e il rischio di sviluppare malattie croniche, soprattutto cardiovascolari, che rappresentano la principale causa di mortalità nei Paesi occidentali, è stata ampiamente dimostrata. Tuttavia, sebbene la ricerca nutrizionale si sia focalizzata soprattutto sullo studio dei singoli nutrienti o di alcune categorie di alimenti, vi è un interesse crescente verso l’impatto che la dieta nel suo complesso esercita sulla salute. In questo ampio studio prospettico è stata considerata la mortalità cardiovascolare, per tumori e per tutte le cause in rapporto alle abitudini alimentari, in una popolazione di più di 72.000 donne seguite per 18 anni. Sono stati identificati due profili dietetici principali: un profilo molto “prudente”, caratterizzato da un elevato consumo di verdura, frutta, legumi, pesce, pollame e cereali integrali, ed un profilo invece squisitamente “occidentale” caratterizzato dal consumo di grandi quantità di carne rossa e piatti elaborati, cereali raffinati, patate fritte e dolci. Secondo i risultati di questo studio di coorte il rischio cardiovascolare è risultato ridotto del 28%, e la mortalità per tutte le cause del 17%, nel quintile a maggiore aderenza alla dieta prudente rispetto al quintile a minore aderenza. Al contrario, il quintile con maggiore aderenza alla dieta occidentale è risultato associato ad un incremento del rischio di mortalità pari al 22% per malattie cardiovascolari, al 16% per tumori e al 20% circa per tutte le cause. Questo studio numericamente così rilevante conferma quindi la validità, almeno per le donne, dei classici consigli dietetici a preferire, alla dieta tipicamente occidentale, un’alimentazione ricca di verdura, frutta, legumi grano integrale, carne bianca e pesce."

L'abstract: Dietary patterns and risk of mortality from cardiovascular disease, cancer, and all causes in a prospective cohort of women

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