03 febbraio 2012

Filotecnosophia, di Walter Mendizza

Un Mendizza scatenato su progresso, religione, razionalita', oscurantismo e la "quarta rivoluzione industriale" in arrivo. Dal sito dell'associazione Tecnosophia.

Si definisce schizofrenia una forma di malattia psichiatrica caratterizzata dalla compromissione dell’esame di realtà da parte di un soggetto. Il termine deriva dal greco σχίζω (schizo, divido) e φρενός (phrenos, cervello), ‘mente divisa’. Dunque una persona schizofrenica è una persona divisa, nel senso che è dissociata, ha due personalità. In questo articolo vorrei mostrare che conviviamo con milioni di dissociati, che siamo attorniati da migliaia di dottor Jekyll e mister Hyde. Anzi, molti sono schizofrenici senza saperlo. Proverò a spiegarmi.

La maggior parte di noi vive in ambienti super tecnologici: ci svegliamo al mattino con il suono di un orologio (magari digitale o con una radiosveglia), accendiamo la luce, apriamo miscelatori con acqua fredda e calda, prendiamo cibi dal frigo, prepariamo colazioni usando gas, elettricità o microonde, e così via per tutta la giornata. Andiamo al lavoro con automobili che hanno migliaia di brevetti industriali incorporati e lavoriamo in uffici riccamente automatizzati: telefoni, computer, aria condizionata. Nel tempo libero alcuni guardano la televisione, altri vanno al cinema o ai luna park; c’è chi fa corsa calzando scarpe super tecniche e indossando auricolari collegati ad apparecchiature iper tecnologiche. Dunque nessuno si sorprende della tecnologia attorno a noi. E’ un dato di fatto, la diamo per acquisita, scontata. Tutti  sappiamo che il mondo è regolato da leggi chimiche, fisiche, elettromagnetiche, termodinamiche, biologiche. Sono leggi con le quali conviviamo, che abbiamo imparato a dominare, e ne facciamo uso tutti i giorni, senza pensarci.

Adesso guardiamo il rovescio della medaglia: pur sapendo com’è fatto il mondo, c’è una gran parte dell’umanità che verso la scienza è scettica, superstiziosa ed ha un comportamento scaramantico: quando passa un carro funebre fa gli scongiuri, se un gatto nero attraversa la strada cerca di cambiare percorso, oppure evita di passare sotto una scala… Queste persone leggono gli oroscopi, consultano cartomanti, si recano dai guaritori, o credono negli angeli, nei diavoli, nelle Madonnine che piangono. Vanno in pellegrinaggio a Lourdes, a Fatima o a Medjugorje, si danno false speranze con le preghiere illudendosi che possano avere effetto sulla loro vita. Sono i tanti dr. Jekyll e Mr. Hyde che vivono in mezzo a noi, che ci accompagnano dall’alba al tramonto. Un’altra buona parte dell’umanità si è convertita all’ecologia, una “religione” che sogna una parusia ecologica, un ritorno alla Natura con bucolici prati verdi pieni di fiori. Questi, non si rendono neppure conto che non saremmo in grado di sopravvivere senza la tecnologia attuale; vivono sputando continuamente nel piatto dove mangiano, sono i primi a scendere in piazza a protestare quando si vuole installare un’industria per produrre energia (un rigassificatore, una centrale nucleare, un impianto eolico) ma poi, finito il corteo, tornano a casa con mezzi motorizzati, accendono la tv magari per vedere sé stessi nelle sfilate di protesta, e si preparano i cibi col gas o con il forno a microonde. Una schizofrenia che fa vivere questa gente un rapporto con la realtà alterato e dissociato.

Ci vorrebbe un esperto in psicologia sociale che spieghi questo fenomeno. A cosa è dovuto? Qualcuno mi disse che è colpa della televisione (?!) perché i nostri bambini guardano film di Harry Potter, un piccolo mago con super poteri o serie televisive come H2O dove le ragazze protagoniste si trasformano in sirene affrancandosi dalle leggi della natura, oppure ancora cartoni animati giapponesi, popolati da esseri soprannaturali, ecc. Prendo per buono questo tentativo di spiegazione. Tuttavia io non sto parlando dei bambini. Sto parlando di adulti e gli adulti non avevano Harry Potter o cartoni giapponesi mezzo secolo fa, anzi, molti non avevano neppure la televisione. E allora? Come si spiega il fenomeno? Secondo me la schizofrenia nasce dalle mitologie: fiabe, favole, leggende. No che queste di per sé facciano diventare dissociati, ma devono restare confinate nel mondo dei miti e delle superstizioni; se invece le superstizioni diventano racconti da credere come “verità” e magari come verità assolute, allora si sta ricevendo un indottrinamento religioso: si finisce per convincersi, come i creazionisti, che il mondo l’abbia fatto Dio (del quale non c’è mai stata alcuna evidenza empirica) in 6 giorni, più o meno 6.000 anni fa, in un periodo in cui erano già apparse le prime ceramiche lucidate e dipinte, i cani erano già addomesticati e si coltivava ormai da tempo l’orzo, il grano, i piselli, le arachidi, ecc.

I racconti che stanno alla base di tutte le religioni sono ovviamente inventati ma a forza di ripeterli e trasmetterli da genitori a figli, finiscono per essere creduti veri. Più una tradizione è antica e più la gente la prende sul serio, come ad esempio nell’eucaristia che si crede che per opera dello Spirito Santo sia presente Cristo, non simbolicamente, ma in carne e sangue nell’ostia e nel vino consacrati. I racconti mistici si intrecciano con quelli letterari diventando indistinguibili, come nella Divina Commedia, che presenta un mondo ultraterreno suddiviso in Inferno, Purgatorio e Paradiso, popolato da diavoli, angeli e anime dei morti che pagano i debiti maturati in vita. Questi racconti finiscono per alimentare il nostro inconscio collettivo, rendendo indistinguibile i presunti testi sacri dagli altri. Ad esempio i cattolici credono che Maria, la mamma di Gesù, non morì ma fu assunta in cielo con il suo corpo fisico. La Bibbia non ne parla e nessuno (tranne i cattolici) crede a ciò, neppure le altre sette cristiane. La leggenda del suo corpo andato in cielo fu inventata circa sei secoli dopo la morte di Maria. All’inizio era una favola immaginaria, ma col passare dei secoli finì per convertirsi in una tradizione e la gente cominciò a prenderla sul serio soltanto per il fatto che la storiella si era trasmessa lungo varie generazioni. A dar manforte a questa leggenda, sessant’anni fa venne dichiarata “credenza ufficiale della Chiesa Cattolica”: ciò avvenne nel 1950 con Papa Pacelli, alias Pio XII. Ovviamente non va meglio con le altre religioni che hanno altrettanti miti senza evidenza empirica. Ad esempio per i musulmani il luogo chiamato Duomo della Roccia e la Moschea di Al Aqsa a Gerusalemme è, dopo la Mecca e Medina, il terzo sito più sacro dell’Islam, perché lì, essi credono, ebbe luogo l’assunzione del profeta Maometto che volò verso il cielo.

Queste credenze entrano fin da bambini nel nostro inconscio e giocano un ruolo importante nella schizofrenia perché abbiamo imparato a vivere mentalmente e fisicamente in due mondi separati e non comunicanti e siamo diventati a poco a poco paranoici. Accettando i miti si entra nella dissociazione e da lì in poi è una deriva schizofrenica, si accetta tutto. Perciò bisogna essere vigili, come diceva Karl Popper: il prezzo della libertà è l’eterna vigilanza. Dopo l’11 settembre il mondo occidentale avrebbe dovuto capire che viviamo in tempi in cui le credenze religiose tornano ad attaccare la ragione e la verità scientifica. Tutte e tre le religioni monoteiste sono antiscientifiche e questo è un problema grande come un meteorite perché le radici irrazionali delle religioni alimentano intolleranze che possono arrivare perfino all’omicidio. Come se non bastasse, in questo scontro titanico tra il mondo mitico delle invenzioni surreali e quello logico e razionale scientifico, quest’ultimo risulta perdente su tutti i fronti dato che la scienza riceve solo una minima parte dell’attenzione dedicata ad esempio agli oroscopi, a cominciare dalla sedicente cultura: giornali, settimanali, riviste, libri, radio e televisione.

C’è un solo modo per fuggire da questa enorme ragnatela oscurantista: essere vigili, dare alla Ragione ciò che è della Ragione, liberarsi di coloro che continuano a propinare all’uomo occidentale leggende ammuffite e miti medioevali e sfruttare invece tutte le risorse della tecnologia, della cibernetica, dell’ingegneria genetica. Perché non lo si fa già? A chi fa paura il futuro? Non dovrebbe spaventare di più un ritorno al passato? La verità è che c’è una combriccola bioconservatrice che appena può, mette il bastone tra le ruote per impedire di fare ricerca, e tira il freno a mano auspicando un ritorno a uno statu quo ante. La scienza e la tecnica mettono a nudo l’incompatibilità tra i principi del razionalismo scientifico e la visione provvidenzialistica della realtà che ereditiamo dal giudeo-cristianesimo, e mette in relazione la nascita della civiltà delle macchine ad un superamento del vecchio umanismo di matrice religiosa. La prima rivoluzione industriale (carbone e macchine a vapore) tra il ‘700 e l’800 diede il via alla specializzazione della scienza; il rapido progresso della tecnica modificò i processi produttivi trasformando gli scenari urbani. Gli scienziati compresero l’importanza di dedicarsi allo studio dei problemi tecnici, e così nasce nell’800 l’Ecole Polyitechnique di Parigi, su cui si modellano tutti i Politecnici europei. Un secolo più tardi ci fu la seconda rivoluzione industriale (petrolio ed energia elettrica) e infine la terza rivoluzione industriale, quella in cui stiamo vivendo, che è riferita a tutti i cambiamenti tecnologici e industriali venutisi a creare dalla metà del secolo scorso.

Adesso dobbiamo approntarci per la quarta rivoluzione industriale, quella dell’avvento delle nanotecnologie ed altre tecniche (rigenerazione cellulare, impianti cibernetici sottopelle, mutazioni genetiche controllate); la quarta rivoluzione industriale ci farà convergere verso un futuro postumano: potenziando la longevità, la memoria, l’attenzione, la resistenza allo stress. Tutte cose che i bioconservatori non vogliono. Quando Wojtyla fu ricoverato, lo psicoterapeuta tedesco vicino al vaticano, Manfred Lutz, noto per le sue invettive contro la nascente religione salutista, disse: “Nella malattia, nel dolore, nella vecchiaia, nella morte si può percepire la verità della vita in maniera più chiara”. Ecco, questa frase risponde ad una ben precisa strategia: un attacco di matrice politica all’ideologia progressista, alla tecnosophia, all’umanesimo tecnologico; lo scopo dell’attacco è quello di riportarci nel Medioevo. Credo invece che sia arrivato il momento di non badare più questa cultura di morte, di tenerla alla larga, di mandare a quel paese questa visione del mondo, perché è questa la concezione che ha ritardato il sogno prometeico dell’umanità, l’era della filo-tecnosophia, cioè dell’amore per la saggezza che offre la tecnologia. E i pensieri anacronistici dei bioconservatori mandiamoli assieme ai loro proprietari nel mondo brutale, inumano e malvagio dell’inferno da dove sono venuti.

02 febbraio 2012

L'attivita' fisica scatena l'autofagia

Su Wired: "Perché l’attività fisica ci fa bene." "Lo sport induce un particolare meccanismo biologico: l’autofagia, il processo con cui la cellula divora alcune sue parti (come certi organelli), destinandone al riutilizzo i diversi componenti", il che conferma quanto da me discusso qui. Se volete saperne di piu' aull'autofagia non perdetevi i miei altri post sul tema: Autofagia: le ragioni dell'autocannibalismo, Un "superzucchero"per l'autofagia, Gli antiossidanti bloccano l'autofagia, L'autofagia durante il digiuno.

Riprendersi il transumanesimo (dai sovrumanisti di Casa Pound)

Avviso ai lettori non abituali: tranquilli, non siete finiti su un sito di Casa Pound o di qualche altro gruppo del "neofascismo antagonista"... Ma cosa c'entra Casa Pound con il transumanesimo? Come suol dirsi, e' una storia lunga...

Ad ogni modo, il punto di questo post e' di segnalare la recensione del segretario nazionale dell'Associazione Italiana Transumanisti (Stefano Vaj o Stefano Sutti, a seconda degli ambiti) di un libro di Adriano Scianca (anch'egli "sovrumanista", o transumanista di ispirazione fascista, membro dell'AIT e frequente ospite delle pubblicazioni della stessa): Riprendersi tutto. Le parole di Casa Pound: 40 concetti per una rivoluzione in atto - vedi copertina, qui a fianco.

La recensione di Vaj non ci dice gran che', in realta', sui contenuti del libro, a parte descriverlo come una "meditazione di un ambiente [quello di Casa Pound - Ndr] su se stesso", ma con questa pubblicita' ad un suo frequente collaboratore, Vaj rende ancora piu' ovvii i suoi tanto negati (all'estero) rapporti con l'estrema destra. Verso la meta' dell'articolo, Vaj dimostra il suo astio per chi ha osato criticarlo e mettere alla luce le sue attivita' al di fuori del microcosmo transumanista, ma e' un prezzo che pago volentieri se serve a confermare ulteriormente il coinvolgimento di Scianca con il "centro sociale di ispirazione fascista" Casa Pound, del quale Scianca e' "responsabile cultura". Non solo il collegamento sovrumanisti/Casa Pound e' ormai sempre piu' palese, ma scopriamo addirittura che, almeno secondo Vaj, Scianca sarebbe il "portavoce più strettamente “ideologico”" di quell'organizzazione.


Chiudo con il solito chiarimento: ne' io ne' gli amici del Network H+ abbiamo mai sostenuto che la AIT, tutti i suoi dirigenti, o tutti i suoi membri siano neofascisti. La polemica che ha spaccato in due il transumanismo italiano ha a che fare con la presenza all'interno e ai vertici della AIT di alcuni autori/militanti il cui rapporto con Casa Pound (e altri) e' ormai semplicemente innegabile. Non solo Scianca, ma anche lo stesso Vaj, in quanto moderatore di Vivamafarka, un forum generalmente considerato di, o vicino a, Casa Pound (c'e' chi sembra negare che Vaj sia coinvolto con Vivamafarka, ma le mie richieste di chiarimenti non hanno, ad ora, ricevuto risposta). Che dire? Posso solo dirmi perplesso, se non esterefatto, quando mi imbatto in dichiarazioni di Vaj (in genere sulle liste del transumanismo internazionale dove Casa Pound e dintorni non sono conosciuti quanto in Italia) in cui sostiene di non avere alcun collegamento con la destra, estrema o meno che sia.

Per altri articoli su sovrumanismo e dintorni, dagli archivi del blog, clicca qui.

01 febbraio 2012

Michio Kaku: vivremo in eterno?

Lampo longevista. Un'interessantissima intervista a Michio Kaku sul sito della Credit Suisse (?!): Vivremo in eterno?

Il cuore non batte, ma il paziente sta bene...



'Heart Stop Beating', qui sopra, mostra come Billy Cohn e Bud Frazier, due dottori del Texas Heart Institute, hanno sostituito il cuore di un paziente, nel marzo 2011, con un cuore artificiale a 'flusso continuo', salvandogli la vita. Posizionando uno stetoscopio sul petto del paziente non si sente alcun battito... Il che mi ha fatto pensare: quante delle caratteristiche che oggi consideriamo parte essenziale del nostro 'essere umani' possiamo perdere, sostituire, modificare o migliorare, senza mettere in dubbio la nostra umanita'? A quali caratteristiche non sapreste rinunciare? E siete sicuri che siano talmente importanti da scegliere la morte piuttosto di sacrificarle? Penso che piu' avanzeremo verso il cyborg, modificandoci anche radicalmente per ragioni mediche, e piu' impareremo a concentrarci su quanto e' veramente importante nella vita...

31 gennaio 2012

Tre video robotici: uno poetico, uno spassoso, uno "guerrafondaio"...

Oggi presento tre video robotici: uno poetico, uno spassoso e uno "guerrafondaio" (guardate e capirete).



Ahhh... povero robottino! Poetico o sdolcinato, decidete voi. Quello che e' certo e' che e' estremamente ben fatto (e che esplora, un po' alla Disney, un possibile scenario distopico del futuro rapporto Uomo-Macchina).



Se il robottino del primo video ha una "beautiful soul", quest'altro robottino preferisce "digerire oceani di informazioni" senza quel tipicamente umano fardello chiamato "emozioni". Ed e' pronto a conquistare il mondo (peccato che...) Il video e' del 1964, ma 1) e' troppo divertente, e 2) ha gia' risolto il problema di come tenere sotto controllo un'Intelligenza Artificiale ostile... ;-)



Con l'ultimo video cambiamo il tono di questo post. E' un servizio di 25 minuti di Aljazeera sulla robotizzazione delle forze armate USA. Attenzione, pacifisti: non leggete le prossime due righe... Tragico ma vero: il conflitto armato, per quanto ovviamente distruttivo, e' sempre stato uno dei motori del progresso tecnoscientifico e i soldati americani sono la "cutting edge" tecnologica corrente. Il servizio, ovviamente, non evita gli aspetti politico-etico-legali e il giornalista di Aljazeera e' tutt'altro che entusiasta dell'uso di droni in Afganistan, Pakistan, etc. Un'interessante, ma sicuramente controversa, riflessione dell'esperto di robotica Ron Arkin: l'arrivo del robosoldato autorizzato a decidere autonomanente quando e se aprire il fuoco, potrebbe porre fine ai crimini di guerra, dato che rabbia, paura, odio e frustrazione non saranno parte del suo programma. In altre parole: le nostre macchine potrebbero essere piu' etiche di noi. Per le previsioni piu' futuristiche saltate direttamente al 18mo minuto. Nel video fa un'apparizione anche P.W. Singer, autore di Wired for War, gia' segnalato qui.

E se volete altri video su robotica e d'intorni, Hizook ha raccolto una ventina di TED Talks su questo tema.

Hat-tip a IEEE Spectrum

30 gennaio 2012

Cosa ci direbbero i fossili umani degli inizi del XXImo secolo?

I nostri antenati preistorici hanno una cosa in comune, almeno a giudicare dai ritrovamenti archeologici: brevi aspettative di vita. A quanto pare non sono mai stati trovati i resti di un ominide che sia vissuto piu' di cinquant'anni. Le aspettative di vita alla nascita sono rimaste intorno ai 30 anni per piu' del 99% dell'esistenza della nostra specie (tenendo conto della mortalita' infantile). Le cose hanno cominciato a cambiare nel XIXmo secolo grazie a:
  1. il diffondersi di tecnologie che oggi diamo completamente per scontate, quali fognature, acqua corrente, etc, che hanno migliorato i livelli di igiene; 
  2. il diffondersi di nuova conoscenza medica;
  3. la cresente disponibilita' di risorse materiali in generale. 
Possiamo aspettarci l'arrivo di nuove tecnologie, nei prossimi anni, che abbiano un impatto altrettanto significativo? Le notizie dai laboratori di ricerca suggeriscono di sì. Oggi, pero', l'aumento delle nostre aspettative di vita non dipende piu' dalle condizioni igieniche. La maggior parte dei decessi del 21mo secolo, almeno nei paesi avanzati, ma sempre piu' anche in quelli emergenti, saranno dovuti alle malattie tipiche della terza eta'. Non e' strano, quindi, che non si investa molto, ma molto di piu' di quanto si faccia oggi nella ricerca di una cura a quel disturbo, l'invecchiamento, che permette a tali malattie di sopraffarci? (se questa mia analisi del ruolo dell'invecchiamento vi lascia perplessi, ponetevi questa semplice domanda: che percentuale della popolazione e' vittima di cancro, malattie cardivascolari, diabete e morbo di Alzheimer, sotto i trent'anni? Questa osservazione e' stata anche espressa matematicamente, vedi la Gompertz-Makeham law of mortality)

Evidentemente non abbiamo capito quale sia il problema reale (l'invecchiamento). O forse l'idea di affrontarlo e sconfiggerlo e' semplicemente troppo per essere rapidamente accettata e metabolizzata dalla societa' nel suo insieme. Ma immagina di poter analizzare, oggi, i fossili umani degli inizi di questo 21mo secolo. Forse, il messaggio che ad ucciderci e' la debolezza (fisica, mentale, del sistema immunitario, etc) della terza eta' sarebbe piu' chiaro. Forse questa realizzazione potrebbe spingerci verso un approccio piu' razionale per il miglioramento della nostra salute - o almeno questa e' l'ipotesi di Colin Farrelly, l'autore dell'articolo di In Search of Enlightenment su cui si basa, in parte, questo post.

Hat-tip al sempre interessante FightAging! che mi ha portato all'articolo di cui sopra.

Immagine: Lucy, by kevinzim

28 gennaio 2012

Vola come un'aquila...


Need4Speed: Insight from Phoenix Fly on Vimeo.

Un fantastico video finesettimanale, ma non sono sicuro di poter consigliare questo tipo di base jumping a scopi longevisti...

27 gennaio 2012

Migliorare, con la nanotecnologia, lo stoccaggio di idrogeno allo stato solido

Lampo nanotech. La traduzione di un articolo di GigMaz, su un blog che non conoscevo: Migliorare, con la nanotecnologia, lo stoccaggio di idrogeno allo stato solido

Una recensione di Posthuman, di Roberto Marchesini

Un lettore mi segnala questo articolo: “Post-human” di Roberto Marchesini. Una recensione sulle nuove frontiere della hybris, su un blog dedicato al "resistere alla societa' neoliberale". Ricordo con un certo affetto il libro di Marchesini: fu il primo a menzionare Estropico! Purtroppo, ai tempi, il sito era ospitato su Tripod e scomparve senza motivo o spiegazione alcuna proprio quando Post-human arrivo' in libreria... Al di la' di questo mio affetto, faccio notare che Post-human, per quanto non ostile al transumanesimo, e' tutt'altro che un testo acritico dello stesso (non che questo sia un problema).

Vedi anche: tre articoli di Marchesini su Estropico: Guardare in modo positivo al concetto di hybris, Postumanesimo: la tecnologia come volano di ibridazione con l'alterità animale, Il corpo come paesaggio.

26 gennaio 2012

Rivista Focus: I Cervelli Ibridi

Sempre più riviste scientifiche si occupano oggi di temi transumanisti. Temi che fino a dieci anni fa, quando iniziammo ad inondare il web italiano di notizie di questo tipo, rischiavano di far passare chi le diffondeva per visionari.

Nel caso in questione parliamo della rivista Focus in edicola questo mese di Gennaio con uno speciale sulle interconnessioni microchip-cervello.

Viene esposta, tra le altre, una ricerca della Università del Michigan in cui un team di scienziati è riuscito a far crescere delle cellule nervose animali all'interno di sottili tubi di materiale semiconduttore.

Secondo gli scienziati è il primo passo vero la messa a punto di interfacce cervello-computer che potranno essere impiegate per il controllo cerebrale di arti artificiali e altri tipi di protesi.

Sono allo studio delle interconnessioni cervello-cervello e si parla addirittura di potenziali macro-connessioni integrate a funzionare insieme come un super-cervello. Fantascienza? Per fortuna no.

Molto interessante infine la frase "mettere la memoria in un chip", in pratica il cosidetto Mind Upload (caricamento dei contenuti di un cervello umano in un elaboratore elettronico). Anche qui dieci anni fa ci guardavano come se indossassimo una camicia di forza quando ne parlavamo. Oggi invece sono scienziati e ricercatori di fama internazionale ad esporre serie ricerche nel campo.

25 gennaio 2012

Cervelli ibridi su Focus - con intervista al vostro blogger preferito! ;-)

Lampo "autopromozionale": segnalo che sul numero di febbraio della rivista Focus troverete, a pagina 53-54, una breve intervista al sottoscritto, all'interno di un articolo intitolato 'La mente globale'. Sottotitolo: 'Trasferire le menti su un computer, collegarle fra loro e diventare immortali. Possibile? Forse sì.' Il tutto e' parte del numero speciale intitolato 'Ecco i cervelli ibridi'.

Polemiche transumaniste: una domanda ai dirigenti dell'Associazione Italiana Transumanisti

Siete disposti a negare ufficialmente, in questa o altra sede di vostra scelta, che Stefano Vaj, segretario nazionale dell'Associazione Italiana Transumanisti, sia un moderatore del forum Vivamafarka.com?
Questa la mia domanda ai dirigenti della AIT, a cominciare da Stefano Vaj. Il resto di questo post spiega la genesi di questa mia curiosita'.

Un ex guest-blogger  di Estropico, Roberto Guerra, ormai da tempo pubblica post poco lusinghieri sul sottoscritto - ah, le gioie di gestire un blog... Faccio cortesemente notare a Guerra che quando ci si dichiara in disaccordo con le opinioni o le azioni di qualcuno, si esercita il proprio diritto alla libera espressione. Ma che, secondo il mio consulente legale, "considerato peraltro che il cosiddetto stalking e la calunnia sono reati, quando si afferma pubblicamente che qualcuno e' uno stalker o un calunniatore l'offesa alla reputazione e' evidente, il che potrebbe essere idoneo a integrare il reato di diffamazione."

Chiarita la situazione legale, ignoro gli insulti personali contenuti nell'articolo in questione e vengo al sodo.

Il post di Guerra contiene una "sfida" al sottoscritto:
Estropico dimostri pubblicamente con prove nette quel che calunnia, quel che pare sostenere: che Vaj sarebbe membro di Casa Pound o moderatore del sito/blog Viva Mafarka
Ignoro la parte circa l'appartenenza di Vaj a Casa Pound, per il semplice fatto che non ho mai detto che sia iscritto a quell'organizzazione. Quello che ho detto e' che e' vicino a quell'area del neofascismo italiano la cui organizzazione piu' conosciuta e' Casa Pound. Il "sovrumanista" che non solo e' di Casa Pound, ma che ha responsabilita' a livello nazionale per la stessa e' un altro: Adriano Scianca, frequente collaboratore di Vaj e frequente ospite delle pubblicazioni AIT - nonche' "responsabile cultura" di Casa Pound.

Forse, pero', Guerra e' in possesso di informazioni diverse dalla mie. Che Vaj, o altri dirigenti AIT, gli abbiano detto che Vaj non ha nulla a che fare con il forum descritto da la Repubblica come "punto di ritrovo non ufficiale dell'associazione" [Casa Pound]? Non ne ho idea, ma sarei curioso di saperlo. Per quanto ne sappia io, invece, Vaj e' moderatore di due sezioni di Vivamafarka in Cultura, Musica, Storia, Natura, ed e' estremamente attivo su quel forum, al punto di essere un "hero member" con piu' di 14.000 post.

Ma se ho preso lucciole per lanterne, parliamone! Uno dei miei pochi pregi e' il saper ammettere di aver sbagliato, se e quando messo di fronte a prove convincenti. Una dichiarazione ufficiale sarebbe un ottimo primo passo. E se si scoprisse che lo "Stefano" di Vivamafarka non fosse lo Stefano Vaj della AIT, non esiterei a porgere le mie scuse a chi di dovere. Sarei comunque contento di aver portato alla luce un serio problema, nel senso che se io fossi nei panni di un dirigente della AIT, non resterei con le mani in mano se qualcuno su un forum neofascista desse l'impressione di essere nientemeno che il segretario nazionale della mia organizzazione - perche' questa e' la netta impressione che ho ottenuto leggendo certi messaggi (consiglio a Guerra di iscriversi a quel forum e di controllare di persona, se non mi crede). Come minimo metterei un annuncio sul sito web della AIT per chiarire il tutto.

Il problema, sospetto, e' che ai vertici dell'AIT il coinvolgimento di Vaj con vari siti di quell'area politica e' ben noto ed accettato. E' un fatto ampiamente documentato che l'orientamento politico di Vaj e degli altri sovrumanisti sia ben chiaro, ai dirigenti dell'AIT: lo hanno ripetutamente dichiarato sia in privato che in pubblico, affermando, fra le altre cose, che dopotutto si tratta di neofascisti accettabili in quanto "fascisti di sinistra".

Ecco perche' l'indignazione di Guerra, di fronte alla possibilita' del coinvolgimento di Vaj con Vivamafarka, mi sorprende non poco. Che Guerra sia d'accordo col sottoscritto nel pensare che il coinvolgimento con gruppi neofascisti da parte di un dirigente AIT sarebbe inaccettabile?! Ma allora perche' scandalizzarsi di questo, ma non della sua scelta di una casa editrice dell'estrema destra per il suo Biopolitica, per fare uno dei tanti possibili esempi?! Sono francamente perplesso.

Tornando alla domanda. Mi aspetto una risposta? No. Ho gia' dato a Vaj un paio di occasioni (sulle liste del transumanismo internazionale), di chiarire una volta per tutte se lo "Stefano" di Vivamafarka fosse lui, o meno, senza ottenere risposta. E gli altri dirigenti AIT, come spiegato sopra, non mi sembra vedano queste sue attivita' come problematiche. La mia impressione e' che Vaj non abbia intenzione di abbandonare un progetto a lui caro (Vivamafarka), ma che allo stesso tempo si renda conto che ammettere il suo coinvolgimento potrebbe procurargli dei problemi, per cui scommetterei che anche questa volta non rispondera', nella speranza che l'ambiguita' corrente basti a "proteggerlo" dalle accuse di coinvolgimento con l'estrema destra - accuse da lui spesso respinte (almeno all'estero).

Infine, lasciatemi correggere tre imprecisioni contenute nel post di Guerra:

1) Non sono stato espulso dall'Associazione Italiana Transumanisti (AIT), me ne sono andato sbattendo la porta - e non sono stato il solo. Non che non ci siano state espulsioni in seguito alla controversa nomina di Stefano Vaj al ruolo di segretario nazionale... (controversa in quanto Vaj e' visto da alcuni come troppo vicino all'estrema destra per essere adatto al ruolo. Ecco gli  approfondimenti del sito e gli aggiornamenti del blog su questo tormentone transumanista).

2) Guerra descrive l'AIT come il "gruppo autentico transumanista italiano, accreditato da Humanity +" il che sembra implicare che il Network H+ non sia ne' "autentico" ne' "accreditato". Sull'autenticita' lascio il giudizio ai lettori, ma sull'accreditazione da parte di Humanity+, per quel che conta, chiarisco che in Italia esistono due organizzazioni transumaniste ufficialmente collegate all'organizzazione mondiale transumanista: il Network H+ e l'AIT e che la ragione di questa divisione e' la presenza di Stefano Vaj alla guida della AIT. Chi non mi credesse puo' controllare sulla pagina dei "chapters" del sito di Humanity+

3) Giuseppe Vatinno, contrariamente ha quanto scritto da Guerra,  non e' mai stato presidente del Network H+.

24 gennaio 2012

Documentario: puoi vivere per sempre? (Discovery Channel)



Un documentario che mi e' stato segnalato da piu' di un lettore allo stesso tempo (grazie!)

I temi sono decisamente on-topic ed e' girato in maniera accattivante/umoristica. In pratica Adam Savage (famoso per la serie di Mith Buster) interpreta se stesso proiettato 1000 anni nel futuro raccontando come abbia fatto a diventare il primo millenario della storia.

Quella qui sopra e' la prima parte, le altre appaiono alla fine del video. I temi principali sono: costruzione di organi tramite biostampanti, ricrescita di arti, cura di malattie tramite microrobot, ringiovanimento dei tessuti, mind upload.

23 gennaio 2012

Potenziamento umano: i cinque libri piu' interessanti del 2011

E' con grande piacere che introduco due nuovi guest-bloggers, dei quali pubblico qui sotto il primo contributo. Uno dei due e' una nostra vecchia conoscenza, Andrea Vaccaro, il quale ha gia' collaborato con Estropico con vari articoli e concedendoci un'intervista. Ecco i loro profili:
 

Andrea Vaccaro si occupa principalmente dell'area di intersezione tra teologia e filosofia contemporanea. È autore di Perchè rinunziare all'anima. La questione dell'anima nella teologia e nella filosofia della mente e L'ultimo esorcismo. Filosofie dell'immortalità terrena.

Giacomo Marchionni, designer (
readymademen.com), lavora nel settore dei trasporti presso Bombardier Transportation Italy. Appasionato di tecnologia e di computer - computer che rivoluzioneranno il nostro modo di vivere.

Periodo di bilanci e consuntivi. Ecco la proposta, dovutamente opinabile, della top 5 dei libri più estropici del 2011, o forse, meglio, estropici anziché no.



1. Senza obblighi gerarchici, poniamo Homo Evolutis di Juan Enriquez e Steve Gullans. Il messaggio è esplicito: regole darwiniane piegate, se non rotte, alla volontà dell'uomo, evoluzione modificata secondo i nostri desideri, pharma biotech e chimica in rapida crescita. Un'attestazione per tutte: prima c'era solo un modo per fare un bambino, oggi ce ne sono almeno 17. E altre possibilità fantasiose sono in arrivo.




2. Allen Buchanan, Beyond Humanity? The Ethics of Biomedical Enhancement. L'autore oltrepassa la domanda del se/quando arriverà il momento epocale della trasformazione per dirigersi direttamente sul come tale trasformazione dovrà essere eticamente realizzata. Al momento egli dice il dibattito etico è sterile e stantio: le argomentazione sono spesso superficiali, basate sull'istinto più che sulla meditata riflessione, pigre nel ribattere da venti anni sugli stessi temi. La domanda cruciale per l'autore concerne la liceità etica dell'impresa di enhancement in una società che si vanta di essere democratica e liberale.


 3. Steve Fuller, Humanity 2.0: What it means to be human past, present and future. In cosa siamo già una umanità di secondo tipo? L'umanità 2.0 è uno stato della mente piuttosto che una potenza dominatrice della tecnologia: è il comprendere in maniera radicalmente nuova ciò che ci realizza come uomini. L'essere umano ha sempre potenziato se stesso nei limiti della sua possibilità. Adesso si assiste ad un cambio di passo, ma il percorso è sempre lo stesso.



4. Con Visual Complexity: Mapping Patterns of Information si cambia un po' linguaggio. Manuel Lima, una delle 50 menti più creative a giudizio di Creativity Magazine, era atteso al pezzo scritto dopo le fascinose-ipnotizzanti immagini del suo VisualComplexity.com - A visual exploration on mapping complex networks. Dalla complessità che supera le capacità realizzative del cervello umano emerge l'inaspettato sempre nuovo. Siamo agli antipodi del riduzionismo ripetitivo di leggi note solo da espandere: qui si percepisce – anche se non si può dire che si comprenda – che l'apparire del nuovo è scienza.

 5. Infine, come non annotare Transhumanism and Transcendence: Christian Hope in an Age of Technologicala Enhancement, silloge a cura di Ron Cole-Turner, il teologo del sito Enhancing Theology. In un testo precedente, New Genesis, scriveva: "L'ingegneria genetica non lede lo scopo dell'attività divina. Espande, piuttosto, la sua ricchezza, ponendo un nuovo modo di contatto, attraverso la tecnologia, tra Creatore e creazione. Dio ha ora una via in più per creare, redimere e portare a compimento la creazione". Nel nuovo testo, intende contribuire – con una serie di saggi di teologi attenti al fenomeno – "alla comprensione pubblica del ruolo che la teologia potrebbe avere nel dibattito sul Transumanismo e sull'uso delle tecnologie dell'enhancement". Teologia e Transumanismo, a suo dire, aspirano con declinazioni diverse alla medesima trascendenza.

Come tutte le classifiche, anche questa è fatta per essere integrata, criticata e corretta. Secondo i gusti.

Giacomo Marchionni e Andrea Vaccaro

22 gennaio 2012

Problemi tecnici risolti (si spera), si torna alla normalita' (piu' o meno)

Un'interminabile serie di problemi con entrambi i miei computer ha causato un certo rallentamento delle attivita' del blog, settimana scorsa. Chiedo scusa non solo ai lettori, ma anche a chi ha commentato i post e a chi mi ha contattato direttamente - i miei tempi di risposta sono stati piu' lunghi del solito. Risolti una volta per tutte (si spera!) i problemi tecnici, il blog torna alla normalita', o quasi (sono un po' indietro con gli articoli, dopo una settimana senza computer!)

20 gennaio 2012

Frutta, verdura e cancro alla mammella; stile di vita sedentario e mortalita'; frequenza pasti e adiposita'; flavonoidi e disturbi cardiovascolari

Le news di NFI - Nutrition Foundation of Italy

Consumo di frutta e verdure e rischio di cancro della mammella. Il consumo di vegetali riduce il rischio di cancro della mammella

Stile di vita sedentario e mortalità. Lo stile di vita sedentario si associa a un aumentato rischio di mortalità

Relazione tra frequenza di consumo dei pasti e adiposità. Una minor frequenza di consumo di pasti è predittiva di una maggiore adiposità nelle adolescenti

Apporto di flavonoidi e rischio di morte per cause cardiovascolari. L’apporto di flavonoidi si associa ad un ridotto rischio di morte per malattie cardiovascolari

18 gennaio 2012

Frequento soltanto località Future Friendly, di S.D.

Cos'è una località Pet Friendly? E' una località nella quale i possessori di cani, gatti ed altri animali da compagnia, possono trovare vari servizi che rendano più confortevole il proprio soggiorno. Ed un luogo gay friendly? Qui invece troveremo un servizio studiato apposta per persone di orientamento omosessuale. Queste veloci definizioni, tuttavia, non sono esaustive. La connotazione di queste realtà non si esaurisce nell'erogazione di una serie di servizi e trattamenti modellati su specifiche esigenze, ma sottolinea il riconoscimento di determinati gruppi umani ed una vicinanza alle loro istanze. Lo stesso dicasi per quei contesti definiti business friendly. In queste nazioni o regioni, molto intelligentemente, si fanno ponti d'oro alle imprese esistenti ed a quelle future, a tutto vantaggio del Pil e dei lavoratori. Non si tratta soltanto di tenere le tasse più basse possibile e di essere elastici sul mercato del lavoro, ma di adottare una visione della collettività che valorizza l'impresa quale unica vera produttrice di ricchezza e di benessere. Dunque essere in questi contesti, significa non soltanto vivere più comodamente, ma anche essere "a casa", nella misura in cui essi sposano una nostra particolare visione del mondo. Di più, scegliere questi luoghi invece di altri, significa premiarli e spronare altri contesti a valutare l'opportunità di sviluppare le stesse sensibilità. Dunque scegliere questi luoghi (nazioni, hotel, spa, che siano) significa svolgere una sorta di (se mi passate la formula) "customer suasion", una pressione che avviene per via commerciale, dimostrando che un prodotto/servizio in linea con le nostre idee è vincente.

Il mondo non è isotropo. I luoghi sono molto diversi tra loro, soprattutto a livello tecnologico. A volte viaggiando ci imbattiamo in hotel, aeroporti, edifici, grandi magazzini, ascensori, taxi, aziende notevolmente più avanzati tecnologicamente di ciò che li circonda...o di quanto ci aspetteremmo. Io li definisco "Future Friendly". Li apprezzo non solo perchè mi rendono la vita più facile o per il sense of wonder che mi suscitano di primo acchito, ma perchè mi piace pensare che dietro di essi ci sia una volontà imprenditoriale/civile/culturale a non guardare allo scenario di oggi ma a quello di domani e di volerlo anticipare.

S.D.

16 gennaio 2012

L'ibernazione umana in tv: Castle


Non avevo mai sentito parlare della serie tv Castle (guardo ben poca televisione), ma a quanto pare e' trasmessa anche in Italia, su RAI 2 dal gennaio 2010. Da Wikipedia: "la serie [...] narra le vicende di Richard Castle, un famoso scrittore di romanzi gialli che collabora alle indagini della detective di polizia Kate Beckett." Insomma, nulla a che fare con quanto e' considerato on-topic su questo blog.

Mi ha quindi sorpreso trovare un lungo post di Mike Darwin (il pioniere della crionica, o ibernazione umana) dedicato ad un episodio di questo telefilm, ma il mistero e' stato rapidamente risolto: al centro delle indagini e' un omicidio senza cadavere. Cadavere che viene poi rintracciato in un centro crionico...

Attenzione SPOILER!!

L'episodio comincia con un omicidio a New York. Il corpo della vittima non e' stato trovato, ma e' ovvio che si tratta di omicidio causa la quantita' di sangue trovata sulla scena del delitto. Gli investigatori identificano infine la vittima assente: e' uno scienzato specializzato nella ricerca medica longevista. Una volta ottenuto un nome e cognome la polizia rintraccia anche il cadavere, presso un centro crionico ai limiti della legalita', e ne richiede il rilascio allo scopo di condurre un'autopsia. I responsabili di "Passage", il centro crionico, minacciano azioni legali e gli investigatori, per il momento, sono costretti a fermarsi. E quando richiedono l'intervento del Distric Attorney si sentono dire che si tratta di un'area grigia e che e' tutt'altro che garantito che le autorita' possano ottenere il rilascio del paziente crionico. A questo punto Darwin commenta che gli autori del programma devon aver fatto ricerche molto piu' approfondite di quanto pensasse: la sede di Passage gli ricorda quella della Alcor negli anni '70-'80 e la situazione appena descritta ricorda il famoso caso di Dora Kent, nel 1988.

Durante l'interrogatorio, la moglie della vittima spiega agli investigatori che la sua preoccupazione principale e' che i resti di suo marito rimangano criopreservati, e racconta di come lui, fin da quando si incontrarono, abbia sempre voluto passare con lei non solo una vita, ma un'eternita', e di come vedesse la ricerca biomedica e la crionica come strumenti in quella direzione.

A questo punto, i nostri eroi (come sul dirsi) scoprono un miliardario editore di materiale pornografico che ha per anni finanziato le ricerche della vittima. Non puo' essere una coincidenza, esclama Darwin, dato che Larry Flynt ha in passato espresso un interesse nella crionica. Ad ogni modo, i rapporti fra la vittima e il pornografo si erano deteriorati, recentemente, causa l'intenzione dello scienziato di rendere open source i risultati della propria ricerca. Inoltre, il pornografo possiede una pistola (recentemente utilizzata) che potrebbe essere l'arma del delitto. Il problema e' che il proiettile e' nel corpo criopreservato della vittima. La soluzione offerta dai dirigenti di Passage e' semplice e, per molti, scioccante: prendetevi pure il corpo, purche' ci lasciate la testa (la Alcor offre sia la criopreservazione completa che l'opzione neuro).

Il proiettile, pero', rivela che la pistola del pornografo non e' l'arma del delitto... Dopo altre richieste, la polizia ottiene infine l'autorizzazione a rimuovere anche il cranio della vittima, ma quando vanno a prelevarlo, esso e' scomparso (un'altro riferimento al caso di Dora Kent). A questo punto scopriamo che la vittima stava morendo di un tumore inoperabile al cervello che avrebbe reso inutile la sospensione crionica (nel senso che personalita' e memorie sarebbero andate perse ben prima della sua morte). Nonostante fosse cosciente di quanto lo aspettasse, la vittima aveva deciso di tralasciare la crionica e di dedicare invece i suoi ultimi mesi di vita alla ricerca longevista. E' a quel punto che Castle realizza che, paradossalmente, questo omicidio potrebbe aver salvato la vita della vittima...

Il che rende apparente un potenziale motivo per il delitto e mette la moglie in cima alla lista dei sospetti. L'unico modo a sua disposizione per non perdere l'uomo che ama era infatti quello di ucciderlo prima che il tumore ne distruggese il cervello e prima che cancellasse il suo contratto crionico. La moglie viene arrestata, confessa e sostiene che erano stati gli effetti del tumore a far cambiare idea al marito circa la criopreservazione. Una volta messa in cella, si suicida con una capsula di cianuro. Un team di Passage arriva rapidamente, dato che indossava un sistema di monitoraggio cardiaco dotato di GPS. I responsabili di Passage implorano gli investigatori di permettere all'uxoricida/suicida di accompagnare il marito nel suo viaggio verso il futuro e la risposta positiva non sorprende: avevano gia' espresso comprensione per le misure estreme da lei intraprese puramente per amore.

Da crionicisti non possiamo certo lamentarci! La "vittima" e sua moglie sono presentati come i Romeo e Giulietta del 21mo secolo e, come non bastasse, ogni singolo aspetto medico-legale collegato alla crionica e' presentato in maniera piu' che corretta - il tutto in un episodio di 45 minuti! Certo, alcuni dettagli tecnici sono assurdi (i pazienti della Passage hanno gli occhi aperti, per esempio), ma gli autori non hanno messo un piede in fallo sulle questioni importanti. La morte e' descritta come un processo, non come uno condizione. La sua irreversibilita' e' vista in funzione dello stato di preservazione di corpo e cervello. L'obiettivo di una vita estremamente lunga e in piena salute e' presentato non solo come ragionevole, ma come un mezzo per esprimere quanto di meglio ognuno di noi ha in se': gli affetti per gli altri, la ricerca di sapere, saggezza e crecsita, e il desiderio di trascendere il tempo.

L'intero episodio ("Head Case") e' disponibile online qui, ma solo per chi si trova negli USA (a meno che si voglia ricorrere a questo).

13 gennaio 2012

La bufala della fine del mondo nel 2012 (video)



Un ironico video che in soli due minuti e 27 secondi fa un debunking completo della bufala dei Maya e della fine del mondo nel 2012 (a cui ho accennato nei miei auguri di buon anno). Se volete preoccuparvi di qualcosa di cui valga la pena preoccuparsi, mettete "existential risks" in Google, o cliccate sull'omonima categoria delle notizie di questo blog...

12 gennaio 2012

Intelligenza Artificiale: un articolo del New York Time sulla "etica artificiale"

Un robot entra in un bar e ordina uno screwdriver (letteralmente: cacciavite). Pessima battuta, ma sarebbe stato peggio se fosse entrato nel bar dicendo "Mani in alto, questa e' una rapina!"

Queste le prime due righe (da me liberamente tradotte) di un articolo su un blog del New York Times: The Future of Moral Machines, by Colin Allen. Il giornalista accenna al concetto di Friendly AI, a dimostrazione che l'idea sta percolando al di fuori del ghetto singolaritario, e sostiene che lo sviluppo di un'etica artificiale (machine morality) e' fondamentale e che e' sara' possibile ottenerla solo riconciliando ingegneria elettronica e filosofia. Hat-tip al SIAI Blog

Immagine: un esempio di pessima etica artificiale in azione (Bender, da Futurama)
 

11 gennaio 2012

Buoni propositi longevisti per il 2012


1) Bere piu' caffe'. In genere si pensa al caffe' come qualcosa di cui moderare il consumo, eppure e' da un po' che segnalo studi che indicano come non solo abbia effetti benefici, ma come questi effetti siano piu' marcati quanto piu' ne salga il consumo. Le mie una-due tazzine al giorno potrebbero non bastare, dato che la quantita' ideale sembra essere fra le 4 e 12... Tramite la 23andme ho scoperto di essere un "metabolizzatore lento" della caffeina, il che non mi ha sorpreso: se bevo un caffe' dopo le quattro del pomeriggio rischio di non addormentarmi, di sera... La buona notizia e' che anche il caffe' decaffeinato sembra offrire gli stessi benefici di quello normale (i "principi attivi" sono i polifenoli, non la caffeina). La Life Extension Foundation ha riassunto le notizie di cui sopra in questo articolo: Discovering Coffee's Unique Health Benefits. La lista delle malattie che il caffe' sembra prevenzione e' notevole: malattie cardiocircolatorie, neoplasie, diabete, disturbi epatici e morbo di Alzheimer.

2) Continuare ad assumere Vitamina D3 in abbondanti dosi e monitorarne i livelli con esami di laboratorio. Perche'? Perche' "I risultati di questo studio suggeriscono [...] l’esistenza di un’associazione inversa tra livelli circolanti di 25(OH)D e mortalità, con una concentrazione ottimale fissata tra 75 e 87,5 nmol/L." Il mio ultimo esame del sangue ha rivelato un livello di 75nmol/L (ma era estate ed ero appena tornato dal mare. In inverno il contributo dei raggi solari e' ovviamente minore e il ruolo degli integratori e' ancora piu' importante). Si ricordi che esiste il rischio, per quanto piccolo, di ipervitaminosi, ergo la necessita' degli esami di laboratorio. Se il dottore non e' daccordo, il Vitamin D Council consiglia questo kit che permette di farsi il test per posta.

3) Smettere di fumare. Scherzo, naturalmente... ho smesso di fumare prima del crollo del muro di Berlino! Ma se qualche lettore avesse bisogno di aiuto con la disassuefazione dal fumo, ecco un utile articoletto della ADUC. Il punto centrale: "L'esperimento ha dimostrato che qualunque sia il sistema scelto, il fattore decisivo è la volontà, e che ogni sistema usato altro non è che un ausilio."

Chiudo con un chiarimento: questi sono i buoni propositi di un longevista "alla Kurzweil", cioe' di uno che gia' ingoia dozzine di integratori al giorno, segue una dieta ricca di frutta e verdura, medita quotidianamente e pratica esercizio fisico (vigoroso!) tre volte la settimana, etc, etc. In altre parole: quanto segue va' ad aggiungersi ad un gia' avanzato protocollo longevista...

Immagine: Coffee beans, by datenhamster.org

10 gennaio 2012

L'iniziativa accademica della SENS Foundation

Lampo longevista di particolare interesse a studenti ed accademici: segnalo il nuovo sito della "Acadamic Initiative" della SENS Foundation, un'iniziativa che mira a: 1) creare la prossima generazione di ricercatori anti-invecchiamento offrendo fondi e mentoring agli studenti; 2) diffondere l'approccio anti-invecchiamento SENS producendo materiale e offrendo training; 3) informare studenti, e chiunque altro fosse interessato, sulla fattibilita' della sconfitta dell'invecchiamento con l'approccio SENS (la rimozione delle lesioni, a livello cellulare, che si accumulano con il passare degli anni).

09 gennaio 2012

"Connectome" - Il nuovo libro di Sebastian Seung

Il 7 febbraio 2012 uscirà negli Stati Uniti: "Connectome. How the brain's wiring makes us who we are", saggio divulgativo scritto da Sebastian Seung. Del professor Seung, fisico e neuroscienziato all'MIT, e della connettomica abbiamo già parlato in due post precedenti (qui e qui), di cui consiglio la lettura per capire meglio ciò di cui stiamo parlando. Qui sotto vi propongo il poetico incipit del libro (da me liberamente tradotto in italiano):

"Né una strada, un sentiero, penetrano in questa foresta. I rami lunghi e delicati dei suoi alberi si intrecciano ovunque, soffocando lo spazio con la loro crescita esuberante. Nessun raggio di sole può viaggiare lungo una traiettoria abbastanza tortuosa da attraversare gli angusti vuoti di questo groviglio di rami. Tutti gli alberi di questa buia foresta sono germogliati da cento miliardi di semi piantati contemporaneamente e, in un solo giorno, ognuno di essi è destinato a morire.

Questa maestosa foresta è comica e tragica allo stesso tempo. In effetti, certe volte penso che sia tutto. Qualunque romanzo o sinfonia, qualunque crudele omicidio o atto di pietà, qualunque storia d'amore o litigio, qualunque gioia o dolore, tutte, vengono dalla foresta.

Ci si potrebbe sorprendere nel sentire che tutto ciò stia in un contenitore di meno di trenta centimetri di diametro, o che ve ne siano sette miliardi sulla nostra Terra. Eppure tutti noi ci troviamo ad essere i custodi di una di queste foreste. Gli alberi di cui sto parlando sono quelle particolari cellule chiamate neuroni. La missione delle neuroscienze è quella di esplorare i loro rami incantati per domare la giungla della mente."


A questo indirizzo è già online il sito ufficiale del libro, in cui potrete trovare ulteriori informazioni (in inglese) e materiale, tra cui bellissimi video e immagini della "foresta cerebrale" di cui Seung parla nell'introduzione qui sopra. Per concludere in bellezza questo post voglio proprio mostrarvi uno di questi video che mostra il processo di ricostruzione 3D della struttura dei neuroni, una procedura che è al cuore della connettomica. Il volumetto di tessuto cerebrale che si vuole "mappare" viene sezionato da speciali macchine in sottilissimi foglietti che, dopo aver subito un complesso trattamento chimico di fissaggio, vengono scansionati tramite microscopi elettronici. Le sezioni così ottenute sono poi utilizzate da speciali software per effettuare una ricostruzione tomografica tridimensionale della forma di tutti i neuroni presenti nel campione di tessuto. Questo è possibile seguendo strato dopo strato, immagine dopo immagine, il lume dei rami dei neuroni che, nel video, potete riconoscere come macchie circolari di colore chiaro che punteggiano ogni singola sezione del volumetto.

Se qualcuno di voi fosse interessato, ecco il link della pagina di amazon su cui potete ordinare il libro.

08 gennaio 2012

Previsioni per il 2012 (e sousveillance)

Lampo "autocomplimentatorio". He! L'avevo detto che ne avremmo risentito parlare... La sousveillance e' la prima delle "25 idee per cambiare il 2012" di Wired (molto interessanti e on-topic anche le altre 24). Qui un altro post di Estropico blog al proposito.

06 gennaio 2012

Le tecnologie da tener d'occhio nel 2012

Se fai previsioni di un secolo puoi fantasticare. Se fai previsioni sul prossimo decennio, puoi lasciarti prendere dall'entusiasmo. Ma se fai previsioni per quest'anno farai meglio a stare con i piedi per terra (parole sagge che noi futurologi in poltrona dovremmo tenere a mente). Così apre un numero speciale di IEEE Spectrum sulle tecnologie da tener d'occhio nel 2012. Fra gli articoli ne noto uno sull'inizio della fine per la sedia a rotelle (grazie all'arrivo degli esoscheletri per paraplegici), uno sui supercomputer cinesi (domineranno), uno sull'occhio bionico (agli albori), uno sul turismo spaziale (ci siamo, ma solo per i super-ricchi), uno sulle stampanti 3D (passeranno dal creare prototipi a fare prodotti finiti).

05 gennaio 2012

Chi siamo e chi saremo (video)



Vago, ma carino. Il tipo e' l'entusiastico (e gia' segnalato) Jason da Silva e l'Human Project citato alla fine e' qui.

04 gennaio 2012

Le cellule staminali triplicano le aspettative di vita in topi da laboratorio

Lampo longevista: triplicate le aspettative di vita del topo, con cellule staminali. Qui la notizia sulla stampa italiana. Si noti pero' che l'esperimento e' stato condotto su topi di laboratorio affetti da progeria.

02 gennaio 2012

Vitamina D e mortalita'; frutta e verdura e mantenimento peso; beta-carotene e tumore al colon-retto; tv e computer e rischio obesita'

Buon 2012! Dopo i bagordi di fine anno, oggi riprendo la pratica del digiuno settimanale di 24 ore (e ne sento proprio il bisogno!), per cui mi sembra giusto ripartire con qualche notizia su uno dei temi a me piu' cari, quello del longevismo pratico. Per quanto riguarda l'attivita' del blog, fra qualche giorno ripartira' a tempo pieno, ma nel frattempo sara' a singhiozzo.

Le news di NFI - Nutrition Foundation of Italy

Carenza di vitamina D e rischio di mortalità. I livelli di vitamina D nel siero sono inversamente correlati con il rischio di mortalità per qualunque causa

Ruolo di frutta e verdura nel mantenimento del peso corporeo. Il consumo di frutta e verdura può ridurre il rischio di acquistare peso nei soggetti che smettono di fumare

Livelli serici di antiossidanti e rischio di tumore al colon-retto. I livelli di ß–carotene nel siero si associano ad un ridotto rischio di cancro colorettale

Tempo davanti alla TV o al computer e rischio di obesità. Passare troppo tempo davanti alla TV può aumentare il rischio di sovrappeso nel bambino

30 dicembre 2011

Buon 2012 - alla faccia dei Maya! :-)


...e anche il 2011 sta per finire. Un anno in meno verso la singolarita' tecnologica prevista da alcuni (Vernor Vinge, Ray Kurzweil) e verso la possibilita' di tecnosalvazione implicitamente promessa dalle loro visioni del futuro. O verso l'estinzione da loro temuta e da altri prevista... O, secondo la modesta opinione di questo umile blogger, verso uno scenario ibrido, ne' utopico, ne' distopico, ma davanti al quale i nostri antenati, siano essi maya, antichi romani, o quant'altro, potrebbero solo restare a bocca aperta...

Un buon 2012 ai lettori, quindi. In un anno nel quale coloro predisposti all'irrazionalita' e al catastrofismo attenderanno la fine del mondo prevista, ci dicono, dal calendario dei Maya, noi invece assisteremo all'emergere delle molte novita' che senza dubbio arriveranno dai laboratori di ricerca di tutto questo nostro mondo sempre piu' connesso, globalizzato e antropocenizzato...

Immagine da Mangogenius.com

23 dicembre 2011

Buon Natale! (in versione steampunk)


Buone feste!

Immagine: Steampunk Santa by CyborgNecromancer

22 dicembre 2011

Il Grande Fratello e' in arrivo

L'accelerazione del progresso tecnologico, da queste parti, e' vista come generalmente positiva, ma allo stesso tempo siamo perfettamente coscienti che una tecnologia puo' anche essere utilizzata a fini tutt'altro che condivisibili... Secondo un rapporto del Brookings Institute (Recording Everything: Digital Storage as an Enabler of Authoritarian Governments) il Grande Fratello (questo, non questo!) e' in arrivo. Registrare ogni telefonata fatta da ogni cittadino di una nazione di 50 milioni di abitanti costa meno di 3.000 dollari l'anno, ed entro il 2015 il costo, sempre per un anno, scendera' a due centesimi di dollaro per cittadino. Quando Gheddafi ha perso il controllo di Tripoli si e' scoperto che poteva registrare dai 30 ai 40 milioni di minuti di conversazioni telefoniche al mese, e che avesse accesso alle mail di molti rivoluzionari (hat-tip a KurzweilAI.net). Aggiungo io che se nelle mani delle autorita' di paesi democratici (e sottoposte a stretti controlli) questi potrebbero essere potenti strumenti nella lotta alla criminalita', e' ovvio che nelle mani sbagliate possono aprire la strada alla repressione. Per fortuna, il singolo cittadino puo' sfruttare gli stessi progressi tecnologici per monitorare le attivita' di chi e' in potere (almeno fino a un certo punto): ricordatevi il termine sousveillance, ne risentirete parlare...

Immagine: il Grande Fratello di George Orwell

21 dicembre 2011

Sette scenari di declino del transumanismo


Vedo che gli amici del LifExt forum hanno tradotto/riassunto un articolo di Futurisms, un sito che critica il transumanismo da un punto vista politico di centro-destra. L'articolo di Futurisms e' illustrato con la caduta di Icaro (vedi sopra) di Pietre Brueghel il vecchio (di Icaro si vedono solo le gambe, in basso a destra...)

Riporto qui sotto con qualche mia modifica il riassunto/traduzione:

1) Non approvazione delle modifiche sul corpo troppo appariscenti. Oggi con la chirurgia plastica... ed in futuro?
2) Paure sugli OGM
3) Non approvazione di tecniche come la fecondazione in vitro et similia
4) Lentezza nella diffusione della crionica
5) Fine della "moda" corrente per la ricerca neuropsicologica, vista dall'autore come potenziale primo passo verso il mind uploading
6) Paura nell'essere operati / assistiti da robot
7) Problemi nel riconoscimento legale per tutto ciò che non sarà umano

Faccio notare come ognuno di questi scenari abbia a che fare non con ostacoli tecnici, ma con un grande pubblico e/o una classe dirigente restii ad accettare le nuove tecnologie, soprattutto quelle che aprono le porte alla cosiddetta liberta' morfologica.

20 dicembre 2011

Paul Allen presenta Stratolaunch System


Paul Allen ha presentato la sua nuova azienda, la Stratolaunch-Systems. Lo scopo della sua azienda è di costruire il più grande aereo mai costruito ed usarlo come piattaforma di lancio per missili diretti verso l'orbita terrestre. Il Launch o Carrier Aircraf sarà sviluppato e costruito dalla Scaled Composites di Burt Rutan, che già ha in corso lo sviluppo e la produzione dello SpaceShip II e WhiteKnight II per la Virgin Galactic di Richard Branson. I missili che saranno lanciati saranno prodotti dalla SpaceX che li adatterà appositamente per il lancio ad alta quota, migliorando di molto l'efficienza del motore che in questo caso non deve essere progettato per funzionare sia nello spazio che a livello del mare (a differenti pressioni atmosferiche). Un' altro, importante vantaggio è che il lancio aereo permette di lanciare da qualsiasi luogo del pianeta e in qualsiasi direzione e quindi risparmiare notevoli quantità di carburante per raggiungere l'orbita desiderata e poterla raggiungere in poche ore invece che un giorno come succede adesso.

Il costo dello sviluppo e costruzione del Carrier Aircraft è previsto nell'ordine di 300 M di US$. Il patrimonio di Paul Allen è tale che questa cifra non è un problema e la sua presenza garantisce un solido impegno per il futuro e il raggiungimento dei risultati desiderati. Paul Allen ha già finanziato con 30 milioni di US$ lo sviluppo dello SpaceShip One e WhiteKnight One di Burt Rutan che gli hanno permesso di far vincere l' X-Prize alla Scaled Composites.

Questo nuovo ingresso nel campo dell'accesso civile e dello sfruttamento commerciale dello spazio permette di sperare in un futuro in cui le risorse del sistema solare potranno essere usate per migliorare le condizioni materiali degli esseri umani e permettendone lo sviluppo transumano.

Immagine: il Carrier Aircraft in progetto alla Stratolaunch-Systems. Qui una video-presentazione del progetto.
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19 dicembre 2011

L'evoluzione umana in un ottica emergentista: un'ipotesi









La relazione è semplice: quando la popolazione umana si attesta su determinati valori, emergono nuove capacità, strutture, comportamenti. Tale dinamica è riscontrabile in numerosi altri casi in natura, per fare un esempio lampante e noto a tutti, quando un gruppo di uccelli supera un certo numero, lo vediamo disporsi a cuneo per tagliare meglio l'aria. Questi vengono definiti fenomeni (o proprietà) emergenti, e il loro studio ha generato negli anni '20 del Novecento una corrente di pensiero, detta Emergentismo, che offre una lettura dell'evoluzione proprio in questi termini: superato un certo livello di complessità la Materia origina Vita, la quale a sua volta (con la comparsa dell'Umanità) origina Coscienza.

Così, considerando le varie acquisizioni (invenzioni, scoperte...) dell'Umanità alla stregua della disposizione a cuneo negli stormi di uccelli, la domanda alla quale tento di rispondere è: esistono numeri particolari in grado di innescare l'emergere di queste nuove capacità? E se esistono, quali sono?

Dopo una (breve) serie di ricerche infruttuose, l'attenzione è caduta su un'altra frequente ricorrenza osservabile in Natura, la serie di Fibonacci, dal nome del matematico pisano (1170-1240) che la formulò. Nella serie ogni numero, partendo da 0 e 1, risulta dalla somma dei due che lo precedono, così abbiamo 0, 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, etc. Una particolarità della serie è che, man mano che procediamo con le somme, il rapporto tra ogni numero e quello che lo precede va approssimandosi sempre più sottilmente al valore costante di 1,618, la cosiddetta sezione aurea, già nota ed utilizzata sin dall'antichità greca. Possiamo osservare tale serie nella disposizione delle foglie su uno stelo, nelle corolle dei fiori, nella spirale di molte conchiglie o di galassie...

Se analizziamo la crescita della popolazione umana nella storia (seguendo le stime che ne abbiamo) cercando i momenti in cui essa si è attestata sui valori della serie di Fibonacci, (qui per semplicità ho preso in esame solo i punti della serie in cui si è verificato un aumento nell'ordine di grandezza, cioè i passaggi dalle decine alle centinaia, dalle centinaia alle migliaia, e così via), possiamo osservare come tali momenti così identificati coincidano con quelli in cui l'Umanità ha conosciuto le sue maggiori innovazioni.

Leggi tutto, su Estropico


Immagine: una mappa delle nazioni del mondo sulla base delle rispettive popolazioni

17 dicembre 2011

Wonderland sul transumanismo

Un servizio  di pochi minuti sul transumanismo all'inizio di questa puntata della trasmissione RAI Wonderland. Non aspettatevi granche', pero', si parla piu' che altro del gioco Deus Ex. Gli altri servizi si occupano di cyberpunk, Bruce Sterling, il cyborg in film e tv. Hat-tip al Network H+.

16 dicembre 2011

Capacita' antiossidante e ictus; alcool e asma; quercetina e rischio cardiovascolare; sodio, potassio e eventi cardiovascolari

Le news di NFI - Nutrition Foundation of Italy

Capacità antiossidante e rischio di ictus. La capacità antiossidante totale è inversamente associata al rischio di ictus

Consumo di alcool e rischio di asma. Il consumo moderato di alcool può ridurre il rischio di asma

Apporto di quercetina e rischio cardiovascolare. La supplementazione con quercetina migliora alcuni fattori di rischio cardiovascolare

Escrezione di sodio e potassio ed eventi cardiovascolari. L’ escrezione di potassio e sodio è associata al rischio di eventi cardiovascolari

15 dicembre 2011

La dimensione antropologica della tecnosofia, di Walter Mendizza

Presento un altro transumanistissimo articolo di Walter Mendizza (qui tutti i suoi articoli ripubblicati su Estropico).

In varie occasioni ci siamo occupati di antropologia, cioè dei comportamenti adottati dai gruppi umani per far fronte alle necessità materiali e spirituali, e di conseguenza delle concezioni della realtà elaborate per spiegare e giustificare la propria posizione e funzione nel mondo. Storicamente l’antropologia si è sviluppata su due principali tronconi: l’antropologia fisica e quella culturale. La prima studiava l’uomo nella realtà biologica mentre la seconda, l’antropologia culturale, analizzava l’uomo nelle sue manifestazioni culturali e sociali. Come dire struttura biologica o naturale da una parte e struttura spirituale o storica dall’altra.

Da un certo punto di vista questa distinzione faceva entrare l’antropologia fisica nella prospettiva delle scienze naturali mentre l’antropologia culturale si collocava tra le scienze storiche caratterizzate dalla ricostruzione di processi e di contesti piuttosto che di “leggi”. Una sorta di dualismo tra corpo e anima, di contrapposizione dialettica tra ente materiale biologico ed ente spirituale. Tale dualismo ha indubbiamente aiutato a capire meglio (come tutte le volte che si procede a classificare) ma alla lunga non ha fatto altro che mostrare una dogmatica quanto insanabile distanza disciplinare: qualunque elemento di azione che influisce nell’antropologia fisica è autonomo rispetto all’antropologia culturale, cioè non incide su di essa, e viceversa. Si tratta di una divisione dell’essere umano nelle classiche due realtà separate e autonome il cui effetto è il mancato riconoscimento del corpo da parte degli antropologi culturali nella storia della loro disciplina.

Al di là di questi aspetti, pur interessanti, c’è un altro aspetto che riguarda più da vicino l’associazione Tecnosophia che è di gran lunga più importante della contrapposizione tra le due scuole classiche che suddividevano l’antropologia in “fisica” e “culturale”. Mi riferisco al pensiero di Nietzsche che per primo ha ipotizzato l’esistenza di un momento storico nel quale l’uomo assumerà il dominio di tutta la Terra. Nietzsche è il primo grande pensatore che, in vista di una storia umana emergente nel mondo, pone una domanda che è la madre di tutte le domande: egli si chiede se l’uomo in quanto uomo nella sua natura sia pronto ad assumere la signoria del pianeta. Spingendo il suo ragionamento si chiedeva, qualora non fosse ancora pronto, cosa sarebbe dovuto succedere all’uomo per renderlo capace di sottomettere la Terra? E la risposta a questa domanda non può che essere una sola: per adempiere a questo compito immane ed ineluttabile, l’uomo deve essere portato oltre sé stesso.

Ecco, credo sia arrivato il momento di affrontare definitivamente la questione. La Terra non può più aspettare, dobbiamo rapidamente portarci oltre noi stessi, dobbiamo avere il coraggio di spiccare il volo. La fase storica che stiamo vivendo si caratterizza per le critiche esasperate alle crescenti disuguaglianze sociali di cui siamo consapevoli e, allo stato attuale delle cose, siamo sempre di più testimoni impotenti per cambiare queste disuguaglianze. Lo smantellamento del welfare nei paesi europei, l’affacciarsi al benessere di miliardi di lavoratori del terzo mondo, il nefasto quanto malaugurato traguardo appena raggiunto dei 7 miliardi di persone, pongono problemi non indifferenti al nostro martoriato pianeta. Mantenere il livello di benessere raggiunto in occidente e assicurare nel contempo acqua e cibo per il resto della popolazione, è una sfida che non possiamo affrontare così come siamo, ma dobbiamo avere il coraggio di abbracciare la c.d. “terza cultura”, quella che si fa promotrice di un umanesimo tecnologico e scientifico. Un umanesimo in transizione verso il postumano.

Purtroppo attualmente stiamo assistendo ad un violento attacco contro le tecnologie rispetto all’assetto attuale del mondo. Si tratta di un assalto proveniente da certi settori della sinistra e dell’ambientalismo neoluddista perché la tecnologia è vista come il momento culminante dell’ideologia capitalistica occidentale. All’insensato attacco segue una condanna alla crescente iniquità del nostro sistema economico. Ma condannare l’iniquità non serve a niente. Anzi, è anche deleterio perché si afferma la convinzione che le iniquità tra le classi sociali sia dovuto ad una mancanza di egualitarismo. Invece non è così, l’egualitarismo è una moneta falsa che rischia di far implodere l’umanità. C’è un solo modo per venir fuori da questo stato di cose, avere coscienza della propria comunità di destino. Se l’umanità fosse consapevole che la nostra comunità di destino è profondamente legata all’autodeterminazione della persona e in definitiva al suo potenziamento intellettuale e fisico, avremmo fatto un passo decisivo verso la risoluzione dei problemi che hanno attanagliato l’umanità negli ultimi due secoli.

Stiamo parlando del nostro destino postumano, dell’unico sbocco naturale possibile: la trasformazione postumana per via tecnologica. Naturalmente questa trasformazione non può essere imposta e sarà solo per chi la desidera. In tal modo l’umanità si avvierebbe verso due diversi destini: uno prettamente umanista che riguarderà milioni o miliardi di esseri umani che legittimamente decideranno di restare tali e l’altro, invece, postumanista, che riguarderà tutti coloro che desidereranno abbracciare l’evoluzione. Qui è necessario intendersi: non si tratta di prendere i più grandi geni dell’umanità e accoppiarli per costruire un nuovo tipo di uomo che abbia il massimo della potenza fisica, dell’intelligenza, della memoria, e qualsiasi altra caratteristica misurabile (velocità, longevità, resistenza alle malattie, ecc.). No. Così facendo creiamo ancora un membro della specie homo sapiens.

Quello di cui stiamo parlando è tutta un’altra cosa: mi riferisco al coraggio di sostituirci un braccio magari infortunato con un braccio bionico oppure gli occhi con occhi bionici quando si incomincia a veder male. Mi riferisco al valore di fare esperimenti genetici, di migliorarci aggiungendo altri geni di altre specie che daranno al nuovo essere umano altre possibilità ibridandoci con altre specie. Immaginatevi di poter aggiungere ai nostri cinque sensi, qualcun altro: un sonar o un radar ad esempio se innestiamo geni di delfino o di pipistrello, o una visione notturna se innestiamo geni del ghiro. E che dire di far ricrescere arti amputati con ibridazioni provenienti da rettili come la salamandra? E’ questa la trasformazione postumana per via tecnologica di cui stiamo parlando.

Le ingiustizie presenti nel nostro sistema economico possono essere il pretesto per imporre l’egualitarismo che però rappresenta un’iniquità ancora maggiore perché utopica e irrealizzabile. E’ una dottrina politica e morale che aspira a realizzare l’uguaglianza tra i singoli, tra i gruppi e tra le classi. Fu il cristianesimo a introdurre il concetto: tutti gli uomini sono creature di Dio, uguali di fronte al Creatore. Tuttavia dobbiamo renderci conto che soltanto una comunità di destino basata sulla trasformazione postumana per via tecnologica potrà far saltare il banco dell’egualitarismo. Le ineguaglianze e privilegi sono giustificati proprio perché si collegano a una visione comune. Le persone capiscono che ciò che conta è il loro destino non la loro somiglianza, come il mozzo e il capitano a bordo della stessa nave o l’operaio e il padrone che lavorano nella stessa impresa. Le ineguaglianze e privilegi si giustificano nella misura in cui si collegano alla missione più alta e nobile, far funzionare la nave o l’impresa. In mancanza della “vision” comune, la reazione di chi è sottomesso è quella di chiedere più egualitarismo… I privilegi senza contropartita scatenano l’invidia di tutti; una sorta di “perché io no?” che scalza le basi morali della comunità.

Secondo alcuni pensatori, le recenti rivolte degli indignados contro un’oligarchia finanziaria che ha oramai preso il potere a suo proprio vantaggio con un colpo di stato silenzioso è il sintomo di inerzia morale da parte di uomini di potere. Viene spontaneo capire questi indignados, pensare con loro “se non ora quando”… e guardare i popoli arabi più coraggiosi di noi… o viceversa guardare noi per capire quanto siamo troppo sazi e addormentati per dire basta… Però dobbiamo stare attenti alle rivolte senza progetto, che vengono sollecitate e poi scippate da chi un progetto, magari indicibile, ce l’ha, progetto che il più delle volte è liberticida e viene subdolamente fuori dopo che le piazze hanno versato il loro tributo di morti. Non si esce da questa situazione solo con una rivendicazione di migliori condizioni di vita materiale, o con la ricerca astratta per ottenere una migliore distribuzione della ricchezza.

La verità è che la questione sociale non sarà mai pienamente risolta fintantoché non si crea una visione tecnosofica e postumana della società. Nel momento in cui il processo di evoluzione autodiretta raggiunge la soglia della consapevolezza, si esce dalla dimensione dei ciechi meccanismi socio-economici per raggiungere il livello del confronto politico. Per raggiungere questo livello di coscienza dobbiamo instillare nelle persone l’apertura mentale al cambiamento contro il veleno del passatismo, della tecnofobia e della nostalgia per un passato che sappiamo non potrà mai ritornare. Dobbiamo instillare la comunità di destino.

Dal sito dell'Associazione Tecnosophia

14 dicembre 2011

Le leggi della fisica e il futuro delle nanotecnologie. Una presentazione di Eric Drexler all'Universita' di Oxford



Avevo segnalato questa presentazione di Drexler a Oxford (dove si e' trasferito, da ottobre) ed e' con piacere che ora ne segnalo il video, con introduzione di Nick Bostrom.

Vedi anche: Motori di creazione, di Eric Drexler