24 aprile 2017

Il dio nella macchina: il mio strano viaggio nel transumanesimo


Non e' solo il 'nostro' Andrea Vaccaro (vedi sotto) ad aver notato gli strani parallelismi fra religione (Cristianesimo, in particolare) e transumanesimo. Uno promette salvazione metafisica, l'altro tecnologica; uno offre vita eterna, l'altro semi-immortalita' digitale; regno dei cieli/singolarita' tecnologica; devo continuare?

Da qualche anno esiste un'organizzazione di christian transhumanists, ma gia' nei primi anni '90, in una qualche mailing list (la vecchia lista degli extropians, probabilmente), qualcuno paragonava, con ironia, Eric Drexler a Cristo e il suo Motori di Creazione alla Bibbia... (oggi sarebbero Ray Kurzweil e La Singolarita' e' vicina).

Un articolo del Guardian torna sul tema, questa volta dal punto di vista di un'americana protestante ed evangelica la quale, qualche anno dopo aver perso la fede, la riscopre in versione 21mo secolo tramite il kurzweilliano 'L'era delle macchine spirituali', per poi restar meravigliata dalle similarita'. Bruciata dall'esperienza di aver gia' una volta perso la fede, con conseguente disperazione esistenziale, rimane pero' perplessa di fronte alle promesse transumaniste, o meglio, sembra temere una ricaduta nel mondo della fede...

E ha ragione. Sia nell'identificare le similarita' fra religione e transumanesimo, che nel temere l'abbandonarsi alla fede (puo' essere pericoloso...) Da ateo e transumanista, non perdo certo il sonno per i paralleli fra cristianesimo e transumanesimo: l'anelito verso la vita eterna e l'orrore per l'oblivio, sono istinti naturali. Le religioni hanno offerto soluzioni adatte ai tempi in cui esse emersero, e altrettanto fa il transumesimo. Tutto qui.

La differenza e' che il transumanesimo e' meno esigente, ma anche molto meno rassicurante. Non richiede la fede, ma le sue promesse sono tutt'altro che garantite... Un buon cristiano ha una garanzia inossidabile di vita eterna - peccato che non rispondera' nessuno all'assistenza clienti quando chiamera' per un rimborso... Un 'buon transumanista' puo' fare tutto quanto 'richiesto' (longevismo, crionica, etc) per poi scomparire lo stesso nel nulla a causa di un piccolo imprevisto - o di una catastrofe globale...

E allora, perche' non abbandonarsi al confortante abbraccio della religione? Purtroppo (?) non ho il profilo genetico che conferisce la propensione alla religiosita' e sono quindi costretto a scegliere una filosofia di vita, piuttosto che una fede. Quella che ho scelto penso offra un buon compromesso: una promessa speranza di salvazione, insieme ad una ricetta per vivere una buona vita, casomai la speranza si rivelasse vana. Cercare di seguire la curva dell'estropia richiede non poca apertura mentale, il che porta verso nuove idee ed esperienze, il che rende la vita interessante. E longevismo, auto-miglioramento e potenziamento umano, ci permettono, per quanto limitatamente, di combattere il declino entropico personale (in attesa di futuri upgrades), per vivere questa vita il piu' a lungo possibile.

Ad ogni modo, ecco l'articolo, su The Guardian: God in the machine: my strange journey into transhumanism

E dato che non mancano le persone di fede che non solo condividono i nostri obiettivi, ma li interpretano come parte di un piano divino, come anche descritto nell'articolo del Guardian, ecco qualche scritto di Andrea Vaccaro su Estropico.org: Filosofie dell'immortalità, Trascendenza, Alla fine sara' il logos, Dio e il bit dell'Universo, e sul blog: sezione 'Antipinocchio'.

14 aprile 2017

Il lichene cinese che allunga la vita

Mi sono imbattuto, per caso, in un libro che non ho mai sentito citare quando si parla degli antesignani di transumanesimo e longevismo, ma che invece merita di essere inserito in qualsiasi lista di letture longeviste consigliate (e giuro che questa volta non e' un pesce d'aprile...)

Si tratta di Trouble with Lichen, di John Wyndham, pubblicato in Italia come 'Il lichene cinese', nel quale l'autore anticipa, nel 1960, molti dei tipici dibattiti su allungamento della vita, sovrappopolazione, accesso alle terapie, etc, ai quali stiamo cominciando ad assistere oggi. Il romanzo e' sorprendentemente femminista, in un'era in cui il femminismo era agli albori e in cui la carriera di una donna era limitata al matrimonio. Forse e' per questo che Wyndham vede le donne come early adopters della terapia longevista e come truppe d'assalto del movimento che emerge verso la fine del romanzo. Questa, pero', e' la previsione meno centrata dell'opera, dato che, ad oggi, il movimento transumanista/longevista mi sembra sia ancora, purtroppo, dominato dall'elemento maschile. D'altra parte, le terapie longeviste ad oggi disponibili non garantiscono certo i 220 anni di speranza di vita dell'antigerone di Wyndham, per cui la visione di dell'autore potrebbe ancora realizzarsi, quando (se?) l'estensione radicale della vita umana sara' realta'...

Da Wikipedia:

Il lichene cinese (Trouble With Lichen) è un romanzo di fantascienza dello scrittore inglese John Wyndham pubblicato nel 1960. Nell'opera si racconta la scoperta di un formidabile antigerone contenuto in un lichene la cui somministrazione riesce a rallentare il processo di invecchiamento, prolungando la vita umana di centinaia di anni.

«Ti ho chiesto quanto» disse. «Quanto vivrò?»
Francis la fissò, sostenne il suo sguardo per qualche minuto, poi disse con voce priva di inflessioni: «Ritengo che la durata della tua vita, cara, sia di duecentoventi anni.»

Sempre dalla pagina di Wikipedia:

ATTENZIONE SPOILER IN ABBONDANZA!!!

Diana Brackley è una neo laureata in biochimica e, contrariamente alle convenzioni, non pensa al matrimonio ma riversa le sue passioni giovanili nella ricerca. Viene assunta presso un autorevole centro di ricerche inglesi, di proprietà dello scienziato Francis Saxover. Casualmente Diana scopre che un tipo di lichene, il Lichenis Imperfectus Tertius Mongolensis Secundus Macdonaldi presenta strane caratteristiche; la sua intuizione viene sottovalutata da Francis, distratto dall'improvvisa morte della moglie. Diana avvia quindi autonomamente le ricerche scoprendo che il lichene ha straordinarie proprietà anti-invecchiamento. Venuta in possesso di una cospicua eredità, Diana lascia il centro e inizia a somministrare il farmaco a un gran numero di donne, sotto la copertura di un centro estetico.

Dodici anni dopo Diana rincontra Francis e apprende che anche lo scienziato aveva continuato le ricerche sul lichene giungendo alle stesse sue conclusioni e sottoponendo al trattamento anti-invecchiamento a base di "lichenina" i suoi due figli, Paul e Zephanie. A causa di un'imprevista reazione allergica una paziente di Diana viene ricoverata in ospedale e cita in giudizio per danni il centro estetico. Le prime indiscrezioni iniziano a circolare costringendo Diana a dover fare delle dichiarazione per sviare i sospetti delle autorità, della stampa e di alcune case farmaceutiche che indagano contemporaneamente sui trattamenti somministrati alle donne.

Il lichene è raro e la sua ridotta disponibilità non consentirebbe il trattamento di tutta l'umanità. L'obiettivo di Diana, non è il denaro ma l'emancipazione femminile, convinta che se la vita delle donne fosse prolungata di centinaia di anni, esse avrebbero la motivazione sufficiente per combattere per i propri diritti. Diana è conscia inoltre che se l'antigerone diventasse di dominio pubblico, la lichenina sarebbe esclusivo appannaggio dei potenti rendendo impossibile la realizzazione del suo piano.

La notizia si diffonde e le donne rivendicano con forza il diritto all'utilizzo della lichenina mentre movimenti politici e sindacali si oppongono alla suo uso sostenendo che l'aumento dell'età media della popolazione di circa duecento anni potrebbe causare una disastrosa sovrappopolazione mondiale e carestie a causa dell'insufficienza di risorse alimentari per tutti. Diana viene a sapere che la Cina, luogo di provenienza del rarissimo lichene, ha sospeso le esportazioni e orchestra il suo falso assassinio per togliersi dalla luce dei riflettori e poter continuare di nascosto le sue ricerche. Il piano ha successo e la scomparsa di Diana muove la protesta delle donne, unite per rivendicare il diritto a una vita più lunga. Francis dopo alcuni mesi scopre l'inganno ossia che Diana è ancora viva e la raggiunge per aiutarla nelle ricerche. La donna, innamorata dello scienziato e da questi ricambiata, accetta di buon grado.

10 aprile 2017

Chi si ricorda di BetterHumans?


Hey, vi ricordate Better Humans?! L'immagine qui sopra potrebbe rinfrescare la memoria.

Fondato nel 2001 come sito web transumanista, chiuse i battenti nel 2008, con il lancio delle rivista online h+ Magazine (la quale ora mi sembra un po' comatosa...)

Pensavo che quell'esperienza fosse morta e sepolta, e invece ho appena scoperto che si e' re-inventata nella forma di una organizzazione no-profit per la ricerca anti-invecchiamento. Leggo sul loro sito che, nel 2015, ha ricevuto finanziamenti dalla Methuselah Foundation per condurre ricerca sulle "cellule staminali ed esperimenti di gene editing, con l'intenzione dichiarata di rallentare l'invecchiamento e di ringiovanire organi vitali". Gli esperimenti sono citati nella sezione Current Research, ma non ho trovato altri dettagli.

Non mi e' ben chiaro quanto siano attivi al momento, ma sempre sul loro sito leggo che "prossimamente, forniremo informazioni grazie alle quali chiunque potra' modificare la propria dieta e stile di vita per avvantaggiarsi di alcuni dei piu' recenti risultati della ricerca scientifica [...] Il corpo umano e' un incredibile prodotto della selezione naturale e dell'evoluzione, ma opera troppo lentamente [...] e ora diventera' la piattaforma per una serie di upgrades che estenderanno le capacita' umane al di la' di quanto la Natura abbia finora offerto. Guidati dal Principio di Proazione, BetterHumans mira ad estendere radicalmente le nostre speranze di vita sana [...] Dato che la sicurezza e' di primaria importanza, condurremo i nostri esperimenti prima su mammiferi da laboratorio [topi - con l'intenzione di arrivare, in futuro ai test clinici] Il nostro obiettivo e' la creazione di terapie che possano essere offerte al piu' basso costo possibile [...] non dovrebbero costare quanto una macchina nuova, ma come un nuovo telefonino o laptop [...] Tutti i nostri risultati saranno offerti sotto licenza Creative Commons o equivalente."

Il sito: www.betterhumans.com

5 aprile 2017

Le quattro migliori sostanze anti-invecchiamento, selezionate da un'Intelligenza Artificiale

Una cosa per volta...

Una sostanza 'geroprotettrice' (dall'inglese geroprotector) e' una sostanza in grado di proteggere un organismo dai processi degenerativi tipici dell'invecchiamento.

Una sostanza 'senoterapeutica' o 'senolitica' (dall'inglese senotherapeutic o senolytic) e' una sostanza geroprotettrice in grado di contrastare la senescenza cellulare eliminando le cellule senescenti.

Dai laboratori della ricerca internazionale continuano ad emergere sempre piu' sostanze dotate di caratteristiche geroprottetrici e/o senolitiche. Il settore e' in rapida crescita, come dimostrato anche dalla nascita, recentemente, di due banche dati delle quali mi sono occupato in questi articoli: Una banca dati delle sostanze anti-invecchiamentoUna lista di sostanze geroprotettrici.

Il problema, e' che gli studi clinici necessari per stabilire l'impatto di tali sostanze sulle speranze di vita degli esseri umani richiederebbero vari decenni.

Allo scopo di accelerare il progresso nel settore, la In Silico Medicine, la cui nascita ho segnalato qualche anno fa, ha utilizzato un sistema di Intelligenza Artificiale (IA) dotato di "algoritmi di apprendimento profondo" (deep learning) per identificare 200 candidati, per poi selezionarne quattro che agiscono in modo complementare sulla segnalazione cellulare, potenzialmente prevenendo la degenerazione da cellula sana a cellula senescente, ed incoraggiando l'apoptosi di quelle cellule che gia' hanno raggiunto quello stadio.

La ricerca di queste sostanze anti-invecchiamento e' stata limitata alle sostanze naturali e "generalmente considerate sicure" (GRAS), cioe' sostanze che possono essere utilizzate come additivi o integratori alimentari (niente medicinali, quindi, o composti chimici non classificati GRAS dalla FDA).

Il progetto e' cominciato nel 2016 e, strada facendo, ha prodotto varie pubblicazioni scientifiche (qui, qui e qui).

Ora, un'altra nostra vecchia conoscenza, la Life Extension Foundation (LEF), ha lanciato un integratore alimentare basato sui risultati della ricerca, in collaborazione con la In Silico Medicine: Ageless Cell (cellula senza eta').

Nella lista degli ingredienti troviamo delle altre vecchie conoscenze. Eccole, con le dosi e i relativi collegamenti a Wikipedia (in italiano, quando esistenti, altrimenti in inglese):

I numeri nell'immagine a fianco indicano quanti percorsi (pathways) di segnalazione cellulare, sono attivati dalle varie sostanze e le aree di diversi colori indicano l'interazione delle quattro sostanze.

Diamo un'occhiata piu' da vicino ai quattro elementi...

Gallato di epigallocatechina (o EGCG) - un polifenolo anti-infiammatorio in grado di modulare molteplici processi dell'invecchiamento. In particolare, puo' influenzare la Wnt signaling pathway, la quale e' vitale nella prevenzione dei tumori. L'EGCG previene i danni causati a livello cellulare dagli zuccheri.

N-acetilcisteina - un derivato N-acetilato dell'amminoacido "solforato" cisteina. Presenta attività antiossidante e mucolitica ed è anche un antidoto salvavita in caso di eccessiva assunzione di paracetamolo (avvelenamento da paracetamolo). Si è inoltre riscontrato che può avere proprietà antiapoptotica, epatoprotettrice e nefroprotettrice (Wikipedia). Influenza fortemente i meccanismi sottostanti l'infiammazione.

Myricetin - un polifenolo di origine vegetale in grado di regolare i chinasi p38 mitogen-activated, un gruppo di enzimi coinvolti nell'invecchiamento. Essa promuove anche la differenziazione cellulare e regola vari meccanismi coinvolti nei processi metabolici.

Gamma tocotrienolo - un tipo di vitamina E dai molteplici effetti che vanno al di la' di quelli antiossidanti. In particolare, ha un positivo impatto sulla mevalonate pathway, la quale controlla la produzione di colesterolo, la formazione ossea e l'iniziazione di tumori.

(Le informazioni qui sopra esposte vengono dall'articolo della LEF sotto-linkato, dove troverete i riferimenti alle varie pubblicazioni scientifiche.)

Possiamo fidarci dell'IA in questione? Siamo sicuri che queste siano le migliori sostanze naturali a nostra disposizione per frenare la nostra personale corsa verso l'entropia? Francamente, non posso dare un giudizio, ma visti i progressi e i successi di sistemi simili (penso a Watson), mi sembra assurdo non prenderle in seria considerazione. Inoltre, due di queste sono gia' nel mio armamentario personale (NAC e ECGC) e le altre due fanno parte di 'famiglie' di nutrienti gia' da tempo sulla lista di sostanze considerate interessanti da qualunque longevista...

Dal punto di vista pratico, il supplemento della LEF costa trenta dollari al mese, non moltissimo, ma, almeno nel mio caso, andrebbe ad aggiungersi ad una lunga lista di altri integratori, etc... Dato che NAC e ECGC sono acquistabili a prezzi piuttosto bassi, sto pensando di prendere l'opzione fai-da-te. Sono le altre due sostanze ad essere problematiche, essendo piu' costose e facilmente trovabili solo in combinazione con altri tocotrenioli e polifenoli. D'altra parte, la LEF investe molto nella ricerca anti-invecchiamento, e ogni dollaro a loro dato contribuisce al progetto longevista, per cui, se i fondi non mancano, non esitate a aiutare la ricerca, aiutando voi stessi...

EurekAlert: Artificial intelligence enters the nutraceutical industry. Life Extension and Insilico Medicine to launch the first natural geroprotector combination and start a new research collaboration

Life Extension Foundation: Geroprotectors- Next Frontier in Fight Against Aging







1 aprile 2017

Antesignani del transumanesimo: Henry Miller

Henry Miller nel 1940
Parlando delle radici del transumanesimo citiamo spesso Aldous Julian Huxley, o Pierre Teilhard de Chardin, o FM-2030, ma ci dimentichiamo altrettanto frequentemente, e ingiustamente, di Henry Miller.

Lo scrittore statunitense e' oggi ricordato "soprattutto per la rottura con le forme letterarie del suo tempo e lo sviluppo di una sua personale tipologia di romanzo, che è un intreccio tra l'autobiografia, le strutture narrative del romanzo tradizionale, la riflessione filosofica, il saggio di critica sociale e le tecniche di scrittura automatica surrealiste" (Wikipedia), ma non dimentichiamo come, sia nella vita privata che nelle sue opere, sfido' la morale dei suoi tempi: piu' di un suo libro fu censurato per anni, sia in America che in Italia. Nato troppo tardi per far parte della beat generation, fu da essa visto come un precursore dell'ondata di ribellione e sperimentazione da essa incarnata.

Ma veniano al transumanesimo. E' nel suo Estropico del Cancro (1934) che appaiono i primi aneliti longevisti, espressi dal protagonista afflitto da male terminale e naufrago in un'era incapace di salvarlo. La sua struggente, e infine perdente, lotta per la sopravvivenza ha ricordato a piu' di un critico l'elegiaico Sailing to Byzantium di William Yeats, citato dallo stesso Miller nel romanzo. Quella dell'Uomo "che, malato di desiderio è avvinto a un animale morente" non e' solo la situazione del protagonista, ma anche l'allegoria scelta da Miller (e Yeats) per rappresentare, con rabbia, la condizione umana. Miller si appropria del desiderio yeatsiano di essere "fuori di natura" e di assumere forme ineffabili "nell’artificio dell’eternità", per farne sia un progetto che un grido di battaglia transumanista.

Scritto qualche anno dopo, nel 1939, Estropico del Capricorno rappresenta l'approdo ad una piu' completa visione del mondo, e la filosofia in esso esposta da Miller e' di chiara marca estropica. La censura di Estropico del Cancro da parte delle autorita' (fu pubblicato solo nel 1961) spinse Miller ad una vera e propria crisi esistenziale, descritta con maestria tramite le spesso erotiche vicende dal protagonista del romanzo (chiaramente autobiografico). La visione dell'universo alla quale egli infine arriva potra' sorprendere, in quanto in anticipo di mezzo secolo su un Max More o un Kevin Kelly, ma rientra al 100% in quello stesso filone filosofico, come reso palese dall'ultimo paragrafo di Estropico del Capricorno:

"nel cuore della strabiliante complessità che ammiriamo in questa parte dell'universo c'è un flusso intangibile; la tendenza ad avere sempre più ordine, diversità e intelligenza nel corso del tempo, cominciata 14 miliardi di anni fa e adesso in accelerazione, è guidata dalla struttura sempre più vasta dell'informazione. Essa viene compressa, calcolata, ridisposta su strati, e sollevata a nuovi livelli. Questa auto-organizzazione emergente è una qualità immateriale che nasce dalla fisica e che continua a progredire, a dispetto dell'aumento dell'entropia. E questa lunghissima traiettoria – dall'inizio dei tempi fino a oggi – è la curva dell'estropia."

Questi sono temi sui quali Kevin Kelly tornera' solo agli inizi di questo 21mo secolo, ma i paralleli fra i due pensatori sono sorprendenti...

In seguito, gli istinti transumanisti di Miller sono ancor piu' in evidenza, nella trilogia Sexus (1949), Plexus (1952), Nexus (1960) con la quale Miller approda alla fantascienza. In Sexus, il tipico eroticismo di Miller e la fascinazione per soggetti considerati tabu'  lo spinge a prevedere sex-bot e una realta' virtual-sessuale che oggi sta cominciando ad avverarsi. Ma e' con Nexus, un vero e proprio inno al potenziamento umano, che Miller conferma il proprio posto fra gli antesignani del transumanismo. Grazie alla trilogia, oggi Miller e' anche considerato un diretto antenato del cyberpunk, al punto di ispirare Ramez Naam, autore di More Than Human, a seguirne le orme con la sua trilogia Nexus, Crux, Apex.

27 marzo 2017

Dopo il resveratrolo, ora e' il turno di un altra sostanza anti-invecchiamento?

Aiuto! Non che mi lamenti, ma non riesco piu' a tenere il polso della ricerca anti-invecchiamento!

Dopo le notizie di ieri e di sabato, ora leggo che David Sinclair sta per lanciare un test clinico con NAD+ (Nicotinammide adenina dinucleotide) e nicotinamide mononucleotide (NMN) entro la fine dell'anno.

Sinclair e' famoso per i suoi studi sul resveratrolo e ha dichiarato che "mentre il resveratrolo attiva solament SIRT1, i precursori del NAD+ [come il NMN] attivano tutte e sette le sirtuine [...] e dovrebbero avere un impatto maggiore su salute e longevita'."

Come penso di avere gia' scritto: datemi del cinico, ma sono un po' sospettoso di Sinclair. Il resveratrolo e' stato una delusione per noi longevisti. Non che non sia un integratore dalle interessantissime caratteristiche, ma il suo impatto sulle sirtuine si e' dimostrato minore di quanto sperato, come ammesso dallo stesso Sinclair nella dichiarazione qui sopra. Sinclair, pero', non penso sia rimasto deluso, dato che ha venduto l'azienda da lui co-fondata per portare in clinica il resveratrolo per 720 milioni di dollari (!!!) alla GlaxoSmithKline, prima che il resveratrolo si dimostrasse di essere quel fiasco (relativamente parlando) che e'...

Ora Sinclair ha due aziende fondate per la ricerca (e per l'eventuale commercializzazione, immagino) del MNM, la MetroBiotech NSW e la MetroBiotech International.

Science Daily: Scientists unveil a giant leap for anti-aging. Researchers have made a discovery that could lead to a revolutionary drug that actually reverses ageing, improves DNA repair and could even help NASA get its astronauts to Mars.

Lo studio, su Science: A conserved NAD+ binding pocket that regulates protein-protein interactions during aging

26 marzo 2017

Calico lancia collaborazione mirata allo sviluppo di terapie anti-invecchiamento

Dopo le buone notizie di ieri, ora e' il turno di Google/Calico, che ha appena annunciato una collaborazione della durata di cinque anni con la  C4 Therapeutics mirata a "scoprire, sviluppare e commercializzare terapie per il trattamento delle malattie dell'invecchiamento, tumori inclusi." Il loro approccio si basa sulla "degradazione mirata di proteine" (targeted protein degradation). Le due aziende condurranno insieme la fase pre-clinica e Calico sara' responsabile della fase seguente, fino alla commercializzazione.

Il comunicato stampa, su Business Wire: C4 Therapeutics and Calico Enter Strategic Partnership to Discover Novel Therapeutics Based on Targeted Protein Degradation

25 marzo 2017

Il peptide che combatte l'invecchiamento cellulare

Gia' sappiamo che la rimozione delle celluse senescenti allunga la vita e che questo e' uno dei sette volti dell'invecchiamento identificati dalla SENS Foundation e ora leggo con piacere di questo importante passo in avanti nella ricerca di sostanze 'senoterapeutiche' (senotherapeutics). Come non bastasse, e' un peptide, il che vuol dire che (se non particolarmente complesso) potrebbe arrivare sul mercato grigio, magari not for human consumption, nel giro di qualche anno (per i longevisti piu' spericolati...)

Qualche passaggio saliente, da Le Scienze:

Maggiore resistenza alla fatica, miglioramento della funzionalità renale e ricostituzione di una pelliccia sana: sono gli effetti della somministrazione a un gruppo di topi anziani di un peptide che stimola l'eliminazione delle cellule senescenti e la loro sostituzione con cellule nuove.

Infusioni regolari di un peptide (un "frammento" di proteina) che consente di eliminare le cellule senescenti e danneggiate e sostituirle con nuove cellule sane hanno portato a un netto miglioramento della salute di un gruppo di topi anziani e di topi geneticamente modificati per invecchiare più rapidamente del normale. Lo studio, realizzato da un gruppo di ricercatori dell'Erasmus University Medical Center a Rotterdam, nei Paesi Bassi.

Il peptide, chiamato FOXO4-DRI, agisce bloccando la capacità di una proteina implicata nei processi di senescenza, FOXO4, di bloccare un'altra proteina, chiamata p53, che ha la funzione di innescare il suicidio cellulare, o apoptosi, nelle cellule danneggiate o colpite da mutazioni potenzialmente pericolose, come quelle che danno origine ai tumori.

L'eliminazione delle cellule senescenti stimola poi le staminali che si trovano nei tessuti a moltiplicarsi e differenziarsi in nuove cellule che sostituiscano quelle scomparse.

Lo studio, su Cell: Targeted Apoptosis of Senescent Cells Restores Tissue Homeostasis in Response to Chemotoxicity and Aging

24 marzo 2017

Come noi esseri umani possiamo acquisire poteri divini

Fresco-fresco su HomoPlus: un estratto dal saggio di Yuval Noah Harari: Homo Deus: A Brief History of Tomorrow, Harvill Secker, 2016. "Potranno mai gli esseri umani divenire come dèi? Y. N. Harari, storico e saggista, ci parla di tre tipi di ingegneria per potenziare le nostre capacità fisico-cognitive superando la nostra eredità biologica e così trasformarci in una nuova specie con prerogative divine."  Leggi tutto, su HomoPlus.

22 marzo 2017

Il network delle organizzazioni longeviste (2)

Aggiornamento longevista: la mappa cliccabile del network delle organizzazioni longeviste della quale ho parlato qualche giorno fa.

20 marzo 2017

Una banca dati delle sostanze anti-invecchiamento

Qualche tempo fa, ho segnalato Geroprotectors.org, un sito dedicato ad elencare le sostanze geroprotettrici. Ora leggo, su EurekAlert, di un'altra, simile, iniziativa.

Questa volta il database e' piu' corposo. Con 418 sostanze, applicate a 27 diverse forme di vita (dai lieviti ai ratti), e' descritto come il piu' esteso al mondo.

Il progetto si chiama DrugAge ed e' un'inizativa dell'Universita' di Liverpool e della Biogerontology Research Foundation (BGRF).

Il database puo' essere esplorato per modello animale, il che e' comodo in quanto topi e ratti sono ovviamente piu' interessanti di microorganismi e moscerini, dal nostro punto di vista di mammiferi... Per esempio, qui troviamo le sostanze che piu' hanno esteso la speranza di vita dei topi da laboratorio.

E' triste osservare come per la maggioranza di queste sostanze siano stati condotti solo uno o due studi... (l'eccezione e' la rapamicina, con 'ben' nove studi). Un totale di 39 sostanze testate su topi per un totale di 70 esperimenti, cioe' una media di 1,79 esperimenti per ognuna di queste sostanze potenzialmente allunga-vita... Ha ragione Aubrey de Grey quando parla dell'esistenza di una strategia psicologica da lui battezzata pro-aging trance, che potrei forse tradurre come 'stato ipnotico pro-invecchiamento', il quale ci spinge ad accettare l'orrore del nostro decadimento fisico-mentale. Dato che siamo convinti dell'inevitabilita' del nostro triste destino, allo scopo di renderlo piu' accettabile e' necessario convincerci che sia giusto e desiderabile...

Sfoghi a parte, e' giunta l'ora di svegliarsi... E forse-forse stiamo cominciando: Il network delle organizzazioni longeviste

17 marzo 2017

I video della conferenza The Great Debates su Intelligenza Artificiale, longevismo, nanotecnologie, futurologia e altro


La newsletter del Foresight Institute mi informa che i dibattiti e le presentazioni dalla conferenza The Great Debates sono online. L'evento e' stato organizzato da Foresight e si e' tenuto il novembre scorso.

I temi:

- Tomorrow And The Day After. Long-term thinking, X-Risk, Moore's Law
- Drop Everything to Work on AI. Safety First?, Approaches, Predictions
- Life: Longer And Better. Longevity, Bio & Nanotechnology, Neuroscience
- Goodbye Nation- States. Blockchain, Alternative Societies, Universal Basic Income - questo purtroppo non e' (ancora?) online.

Ecco il tutto, sul rinnovato sito di Foresight: https://about.foresight.org/we-gather-communities/

15 marzo 2017

Zoltan Istvan governatore della California?

Beh, se ce l'ha fatta Arnold Schwarzenegger, perche' no Zoltan Istvan?! 😁

Se seguite il blog, gia' saprete che non sono del tutto convinto dall'iperattivo "canditato transumanista alla Casa Bianca" (per le varie ragioni vedi un paio di articoli al proposito, qui sotto). Devo pero' ammettere che e' un genio nell'attirare l'attenzione dei media alla causa transumanista e questa sua ultima iniziativa e' gia' risutata in un positivissimo articolo su BigThink (Could This Transhumanist Be the next Governor of California?) e nella pubblicazione di un suo articolo su Newsweek: Why I'm running for California Governor as a Libertarian.

Quando si "candidò" alla Casa Bianca si tratto' di uno stunt pubblicitario, dato fu una candidatura virtuale e non ufficiale (in parole povere, il suo nome non apparve su alcuna scheda elettorale). Mi chiedo se questa volta avra' le risorse per una candidatura ufficiale o se siamo di fronte ad un altra campagna virtuale (dal suo sito e' tutt'altro che chiaro). Ad ogni modo, le elezioni saranno nel 2018, per cui ne risentiremo parlare...

Su Estropico Blog:

Un transumanista alla Casa Bianca? Pro e contro

Ho finalmente finito The Transhumanist Wager...

13 marzo 2017

Un longevista alla FDA?! (2)

Donald Trump... Pensatene quello che volete (personalmente non sono un fan), ma se non altro ha intorno a se' gente come Thiel e Musk, cioe' personaggi i cui obiettivi sono come minimo paralleli ai nostri (Thiel e' stato il primo sostanziale sostenitore di SENS - donando sei milioni di dollari, se ricordo bene...)

Purtroppo Trump non ha scelto il candidato che speravo per la FDA (Jim O'Neill, membro del board of directors della SENS Research Foundation di Aubrey de Grey), ma un altro (Scott Gottlieb, del quale so solamente che fa parte dell'American Enterprise Institute).

Sul Washington Examiner: Trump picks Scott Gottlieb to lead FDA

Il mio articolo precedente al proposito: Un longevista alla FDA!?

11 marzo 2017

Stephen Hawking: il governo mondiale contro i rischi dell'Intelligenza Artificiale

Stephen Hawking non e' contrario allo sviluppo dell'Intelligenza Artificiale, ma non ne ignora gli enormi, futuri, rischi. Ad un recente evento ha dichiarato di ritenere che potrebbe essere necessario implementare "una qualche forma di governo mondiale" per prevenire gli azzardi posti dal progresso nel settore, dato che "dobbiamo essere piu' rapidi nell'identificare i rischi e agire prima che ci sfuggano di mano."

L'articolo: Stephen Hawking calls for ‘world government’ to stop robot uprising.

Trovo difficile non essere d'accordo, almeno in linea di principio. Se non necessariamente un "governo mondiale", mi sembra ovvio che sara' necessario raggiungere alti livelli di coooperazione fra le nazioni e/o i gruppi coinvolti nella ricerca e sviluppo del settore.

Purtroppo, l'appello di Hawkins arriva in un momento storico che vede un ritorno di istinti nazionalistico-tribali che noi, forse con la mente troppo nel futuro, davamo per moribondi...

10 marzo 2017

Nuovo modello matematico dimostra come sia possibile vivere dieci volte piu' a lungo

Da sinistra a destra: Speranza di vita selezionata dall'evoluzione; allungamento della vita
con interventi medici; speranza di vita con la (potenziale) sconfitta dell'invecchiamento.
Un nuovo modello matematico suggerisce che e' l'evoluzione che ci ha programmati a morire e che il programma e' modificabile.

Lo studio sara' probabilmente controverso dato che sostiene che i modelli matematici alla base della nostra comprensione dell'evoluzione sono fondamentalmente sbagliati. Oggi come oggi, partiamo dal presupposto che la selezione naturale favorisca gli organismi dotati di speranza di vita maggiore, e che, quantunque lunga, la speranza di vita di una specie sia quella massima permessa dal suo Dna.

La nuova teoria, invece, propone che la speranza di vita di una specie animale sia regolata dall'evoluzione, sulla base delle risorse disponibili ad una certa popolazione e del suo tasso di riproduzione. In questo scenario la morte non e' altro che un programma genetico mirato a garantire che una singola generazione non possa esaurire le risorse del proprio ecosistema, condannando la generazione successiva alla fame. Questo spiegherebbe perche' alcune specie, come per esempio i salmoni, muoiono subito dopo essersi riprodotti, mentre altre, come per esempio i coccodrilli, non dimostrano segni di invecchiamento.

Le risorse limitate e la concorrenza agguerrita in una data regione, con una popolazione in lotta per la sopravvivenza, risultano in una durata della vita più breve. "Nel nostro modello, la mortalità intrinseca lascia risorse per i discendenti, i quali hanno più probabilità di trovarsi nella stessa regione, aumentando il successo [della specie] sul lungo termine." In altre parole, quando le risorse sono scarse, una specie nel suo complesso ha piu' alte probabilita' di sopravvivenza se la sua popolazione si organizza in modo di per promuovere la sopravvivenza a lungo termine della specie, limitando la durata della vita dei singoli individui, cioe' se si evolve per limitare la sovrappopolazione e l'esaurimento delle risorse.

Il che, aggiungo io, spiega le inquietudini di molti ambientalisti di fronte alla prospettiva della longevita' estrema... Ma torneremo a parlare di sovrappopolazione etc, piu' sotto.

Uno degli autori dello studio (Yaneer Bar-Yam, del New England Complex Systems Institute), ha dichiarato che "se e' l'evoluzione a determinare le nostre aspettative di vita, allora possiamo decidere di cambiare la situazione, intervenendo sui meccanismi utilizzati per controllarle [...] L'invecchiamento non e' inerente, e' genetico. La prospettiva di estendere significativamente la speranza di vita e' una ragionevole conclusione."

Ma quanto sarebbe possibile estenderla? La stima di Bar-Yam e' che sia "ragionevole aspettarsi incrementi multipli, per esempio di cinque o dieci volte. Abbiamo gia' esempi di mutazioni che estendono la vita dei nematodi di cinque o dieci volte." L'autore ipotizza anche che gli interventi necessari non debbano necessariamente essere genetici: "e' possibile che [certe] vitamine o medicinali possano bastare", in altre parole, interventi epigenetici.

Ed eccoci al tormentone della sovrappopolazione. Bar-Yam ammette che la distribuzione attuale delle risorse e' tutt'altro che equa, ma sottolinea che gia' produciamo abbastanza cibo per sfamare senza problemi la popolazione mondiale." E quella non e' certo l'unica ragione per non fare della sovrappopolazione una scusa per contrastare la ricerca longevista. Ecco qualche articolo al proposito:

Su Estropico.org: Allungamento della vita e sovrappopolazione, di Ramez Naam

Su Estropico blog: L'implosione demografica prossima venturaLe conseguenze demografiche della sconfitta dell'invecchiamento.

L'articolo di Motherboard: The Math That Shows Humans Could Live Ten Times Longer

Dato che sono matematicamente negato, non tento nemmeno di addentrarmi nei dettagli e mi limito a linkare lo studio, sul sito del New England Complex Systems Institute: Programmed death is favored by natural selection in spatial systems (pdf)

8 marzo 2017

Il network delle organizzazioni longeviste

[Aggiornamento: ecco la mappa cliccabile]

Segnalazione longevista: una mappa (tutta da esplorare) di organizzazioni, iniziative, siti web e individui impegnati nella ricerca e nella lotta su e contro l'invecchiamento. Copre l'intero spettro, dai gruppi piu' 'moderati' a quelli piu' 'estremi', cioe' dai gruppi accademici impegnati nella ricerca di base, fino alle organizzazioni crioniche, con tutto quello che c'e' in mezzo.

L'immagine e' troppo grande per essere inclusa qui sotto (restando leggibile), ma la metto giusto per dare l'idea di quanto sia dettagliata e di quanto sia sviluppato il settore. Per riuscire a leggerla dovrete passare da Imgur.


6 marzo 2017

Il futuro e' gia' qui (The Economist)


Segnalazione lampo futurologica. The Future is Here, una serie di video e cartelle infografiche della Intelligence Unit dell'Economist. Dalle vetture autonome, alla realta' virtuale, all'assistenza sanitaria.

4 marzo 2017

Criopreservazione, speranze per trapianti (e per la crionica...)

Segnalazione lampo di ovvio interesse crionico.

"Criopreservazione, speranze per trapianti: ‘scongelati’ con successo i primi tessuti umani. Grazie alle nanoparticelle per la prima volta è stato possibile scongelare tessuti umani e di maiale fino a 50 mL di volume, senza provocare danni. La tecnica potrebbe agevolare il trapianto d'organi e abbattere le liste d'attesa." Leggi tutto, su Fanpage.it Scienze.

Science Alert: Scientists Have Found a Way to Rapidly Thaw Cryopreserved Tissue Without Damage. The future is now.

Lo studio, su Science Translational Medicine: Improved tissue cryopreservation using inductive heating of magnetic nanoparticles 

3 marzo 2017

Essere una macchina. Cyborg, utopisti, hacker e futuristi cercano una soluzione al problema-morte.


Uscira' il 30 marzo e sembra interessante.

Traduco da Amazon:

Cos'e' il transumanesimo? Semplicemente un movimento il cui obiettivo e' l'uso della tecnologia per modificare fondamentalmente la condizione umana, per migliorare i nostri corpi e le nostre menti, al punto di divenire qualcos'altro, qualcosa di meglio, degli animali che siamo. E' una filosofia che, a seconda di come vuoi vederla, puo' sembrare speranzosa, terrificante, o assurda. In To Be a Machine, Mark O'Connel presenta la prima esplorazione in profondita' del transumanesimo: le sue radici filosofiche e scientifiche, i personaggi chiave e i suoi possibili futuri. Dai nerd carismatici decisi a potenziare il corpo, agli immortalisti convinti di poter 'risolvere' il problema della morte; dai programmatori che tranquillamente ri-progettano il mondo, ai convegni di robotica competitivi; To Be a Machine è un'avventura nel paese delle meraviglie per i nostri giorni.

To Be a Machine presenta il ritratto di un movimento internazionale spinto da strane e spesso inquietanti idee, ma la cui ossessione con il trascendere i limiti umani puo' essere vista come un microcosmo, una radicale intensificazione della nostra fede nel potere della tecnica come motore del progresso umano. To be a Machine e' uno studio dell'eccentricita' degli esseri umani, e una meditazione sul desiderio immemorabile di trascendere i fatti fondamentali della nostra esistenza animale - un desiderio tanto primordiale quanto le religioni più antiche, una storia vecchia come i primi testi letterari.

Uno splendido nuovo saggio che affronta una questione urgente ... Quale futuro per l'umanità?

Su Amazon: To be a Machine: Adventures Among Cyborgs, Utopians, Hackers, and the Futurists Solving the Modest Problem of Death, di Mark O'Connell.

Sia ben chiaro che l'autore non e' un transumanista (dichiarato o meno) e che il suo approccio sembra essere tutt'altro che acritico (non che questo sia necessariamente un male). In un'intervista su The Verge (‘They want to be literally machines’: Writer Mark O’Connell on the rise of transhumanists. Biohackers, cryonics, brainuploading and more) dichiara infatti che "per me, essere umani significa essere inestricabilmente legati alla condizione di essere un mammifero, di essere fragile e di essere debole, e con l'amare gli altri per la loro fragilita' e per le loro debolezze."

Interessante un commento verso la fine (traduco/riassumo): c'e' un sacco di gente che non si considera transumanista, ma che condivide con loro molto idee circa il futuro. Silicon Valley ha creato sia enormi quantita' di capitale e di potere culturale, che la sensazione di poter risolvere tutto con la tecnologia, al punto che cercare di sconfiggere la morte - la condizione umana - sembra cosa naturale.

28 febbraio 2017

Il nuovo (sconvolgente) robot della Boston Dynamics: Handle


Wow... La Boston Dynamics sorprende ancora con l'incredibile Handle. Vedere per credere.

E' alto quasi due metri, si muove a 14 km all'ora e puo' superare, con un salto, ostacoli di un metro e venti di altezza. Le due ruote che fanno da "piedi" gli permetto un altissimo livello di controllo sui suoi movimenti.

Su The Verge: Boston Dynamics’ newest robot is six feet tall, lifts 100 pounds, and jumps up to four feet

27 febbraio 2017

La Carta dei diritti dei cyborg - Versione 1.0


Rich MacKinnon e', fra le altre cose, il fondatore di Borgfest e del Cyborg Pride Festival, per cui ha le carte in regola se non altro per lanciare la proposta.

Da BoingBoingNet - traduco/riassumo liberamente [miei commenti fra parentesi quadre]:

La Carta dei diritti dei cyborg - Versione 1.0

DIRITTO DI "NON-SMONTAGGIO"

L'integrità fisica deve essere garantita. Cio' include la liberta' da perquisizioni inutili, 
sequestro [di materiale/gadget/etc], la sospensione o l'interruzione della funzione, 
il distacco, lo smantellamento o lo smontaggio senza equo processo.

LIBERTA' MORFOLOGICA

Una persona deve essere libera di esprimersi attraverso adattamenti, alterazioni, modifiche o ampliamenti corporei temporanei o permanenti. Allo stesso modo, una persona 
deve essere esente da cambiamenti morfologici imposti o altrimenti involontari.

DIRITTO DI "NATURALIZZAZIONE BIOLOGICA"

I sistemi vitali del corpo di una persona non devono essere di proprieta' altrui, per evitare il rischio di di sfruttamento. Una persona ha diritto alla proprietà ad oggetti incorporati, impiantati, iniettati, infusi o altrimenti permanentemente integrati con il corpo di una persona per uso a lungo termine.

DIRITTO ALLA "SOVRANITÀ CORPOREA"

Una persona ha pieni diritti su intelligenze e agenti, e le loro attività, siano essi impianti 
permanenti, "visitatori, cittadini stranieri con diritto di soggiorno, intrusi, insorgenti, o 
invasori all'interno del corpo della persona e del suo dominio." [Quest'ultima parte 
l'ho tradotta letteralmente perche' mi sembra possa creare confusione - penso che
intenda dire "una volta nel mio corpo diventi di mia proprietà" e che faccia riferimento
 a sistemi di intelligenza artificiale incorporati volontariamente o meno.]

UGUAGLIANZA PER I MUTANTI

Un mutante legalmente riconosciuto [immagino si riferisca un cyborg o body-hacker che abbia ottenuto qualsiasi permesso sia/sara' disponibile per l'utilizzo dei propri impianti/hack]
deve godere di tutti i diritti, benefici, e responsabilità delle persone fisiche

La mia impressione? E' un primo passo, ma servira' qualche ritocco:

Il diritto di "non-smontaggio": e se fosse piu' economico affittare un certo impianto invece di acquistarlo? Se un utente smette di pagare la rata mensile, l'azienda in questione perde il proprio investimento? Oppure: e se io mi potenziassi con una lama lunga e affilata? Per non parlare del rischio degli attacchi kamikaze... Forse sara' necessario aggiungere qualche eccezione.

Liberta' morfologica: un tema gia' toccato. Il mio commento e' lo stesso del punto precedente: sara' necessario prevenire l'uso maligno delle tecnologie potenzianti. Il Manifesto fondativo dei transumanisti italiani coglie nel segno quando dice che "Il Transumanesimo riconosce e tutela il diritto dell’individuo a controllare e modificare – secondo la propria volontà autonoma, ma nella cornice di una necessaria regolamentazione [mia enfasi] - il proprio corpo e la propria mente; consideriamo la c.d. “libertà morfologica” un diritto fondamentale della persona sia in senso “conservativo” (rimanendo liberi di non alterare la propria mente e il proprio corpo) sia in senso “modificativo” (utilizzando gli strumenti disponibili per la propria auto-trasformazione).

Nell'insieme mi sembra un buon primo passo. Forse, pero', sara' necessario stilare anche una carta dei doveri dei cyborg...

24 febbraio 2017

Intelligenza Artificiale: cresce la spesa per la sicurezza

Gli investimenti nella ricerca sulla sicurezza dell'Intelligenza Artificiale negli ultimi tre anni.
Da A.I.Impacts:

La ricerca sulla sicurezza dei sistemi di Intelligenza Artificiale (IA) e' cresciuta significativamente, negli ultimi tre anni. Nel 2014 era portata avanti quasi esclusivamente dal Future of Humanity Institute e dal Machine Intelligence Research Institute, i quali hanno investito, fra loro, 1.15 milioni di dollari. Nel 2016, piu' di 50 organizzazioni hanno avuto programmi di ricerca esplicitamente mirati allo studio della sicurezza delle IA, con investimenti intorno ai 6.6 milioni di dollari.

Altri dettagli, su AI Impacts: Changes in funding in the AI safety field

22 febbraio 2017

Intelligenza Artificiale, Robotica e Futuro del Lavoro - Milano, 6 marzo 2017


Segnalo un incontro organizzato dalla SingularityU a Milano, dedicato al futuro del lavoro nei prossimi 10 anni.

Da Eventbrite.it:

Intelligenza Artificiale, Robotica e Futuro del Lavoro

Quale sarà il futuro del lavoro nei prossimi 10 anni? Intelligenza Artificiale e Robot trasformeranno i modelli di business e il mercato del lavoro?

SingularityU Milan lancia il suo tredicesimo evento insieme a growITup #empoweringcommunities per stimolare il dibattito su IA e Robot con il mondo delle Startup e quello delle imprese, per scoprire insieme quali saranno gli scenari del mondo del lavoro nei prossimi 5-10 anni.

La AI è nata negli anni 50 con lo studio delle reti neurali artificiali, modelli che emulano le strutture e il funzionamento del cervello umano con l’obiettivo di generare apprendimento automatico. Oggi molte startup e le più grandi aziende Tech del mondo stanno investendo in questo settore grazie alle veloci evoluzioni dovute alla grandissima disponibilità di dati e una potenza di calcolo mai vista prima.

Fino ad oggi abbiamo visto alcune applicazioni pratiche dell’Intelligenza Artificiale: Chatbot, Natural Language Processing (comprensione produzione di testi) Speech Recognition (trascrizione di discorsi di esseri umani) Machine Learning (la capacità di apprendimento di un algoritmo), ma c’è molto altro ancora!

Venite a scoprirlo il 6 Marzo in Cariplo Factory, Via Bergognone 34, Milano.

Registrati per partecipare!

Vedo che c'e' anche un'opzione online per seguire l'evento, sia dal vivo che successivamente in modalità registrata, sul canale YouTube di SingU Milan.

17 febbraio 2017

I principi di Asilomar per l'Intelligenza Artificiale

Dal sito del Future of Life Institute
Ho liberamente tradotto i gia' segnalati ventitre principi di Asilomar per lo sviluppo dell'Intelligenza Artificiale (IA). Al momento, piu' di mille scienziati del settore li hanno sottoscritti (nonche' quasi duemila altre persone non attive nel settore). Ecco il sito con il documento e la raccolta di firme https://futureoflife.org/ai-principles/ e la mia traduzione:

L'intelligenza artificiale ha già fornito strumenti utili che vengono utilizzati ogni giorno da persone in tutto il mondo. Il suo continuo sviluppo, guidato dai seguenti principi, offrirà incredibili opportunità per l'umanita' nei decenni e nei secoli a venire.

Problemi di ricerca

1) Obiettivo della ricerca: l'obiettivo della ricerca sull'Intelligenza Artificiale [IA] non dovrebbe essere quello di creare un'intelligenza non-orientata [neutrale, indifferente], ma un'intelligenza benefica.

2) Finanziamento della ricerca: gli investimenti nel settore dovrebbero essere accompagnati da finanziamenti per la ricerca mirata a garantirne l'uso benefico, comprese le questioni spinose in informatica, economia, diritto, etica, e studi sociali, come ad esempio:

  • Come possiamo rendere i futuri sistemi di IA estremamente robusti, in modo che facciano quello che vogliamo, senza malfunzionamenti e senza che siano hackati?
  • Come possiamo far crescere la nostra prosperità attraverso l'automazione, senza marginalizzare gli esseri umani?
  • Come possiamo aggiornare i nostri sistemi giuridici in modo che siano più equi ed efficaci, per tenere il passo con l'IA e per gestirne i rischi?
  • Quale insieme di valori dovranno seguire le IA, e quale stato etico-legale dovranno avere?

3) Rapporto scienza-politica: sara' necessario un livello di interazione sano e costruttivo tra i ricercatori di intelligenza artificiale e la classe politica.

4) Cultura della ricerca: una cultura basata su cooperazione, fiducia e trasparenza dovrebbe essere promossa tra i ricercatori e gli sviluppatori di IA.

5) Evitare la competizione: i gruppi di ricerca dovrebbero cooperare attivamente per evitare di prendere scorciatoie sugli standard di sicurezza.

Etica e Valori

6) Sicurezza: i sistemi di IA devono essere sicuri e protetti per tutta la loro vita operativa - e verificabilmente, quando necessario e fattibile.

7) Mancata trasparenza: se un sistema di intelligenza artificiale provoca danni, dovrebbe essere possibile accertarne il motivo.

8) Trasparenza giudiziaria: qualsiasi coinvolgimento da parte di un sistema di IA giuridico autonomo dovrebbe essere in grado di fornire una spiegazione soddisfacentemente [per le proprie decisioni] verificabile da un'autorità umana competente.

9) Responsabilità: progettisti e costruttori di sistemi avanzati di IA sono parti interessate nelle implicazioni morali del loro uso, abuso ed azioni, con la responsabilità e l'opportunità di plasmare tali implicazioni.

10) Allineamento dei valori: i sistemi di IA autonomi dovrebbe essere progettati in modo che i loro obiettivi e comportamenti possano essere affidabilmente allineati con i nostri valori in tutto il loro funzionamento.

11) Valori Umani: i sistemi di IA devono essere progettati e gestiti in modo di essere compatibili con gli ideali di dignità umana, dei diritti, della libertà e della diversità culturale.

12) Privacy: sara' necessario garantire il diritto di accedere, gestire e controllare i dati generati dagli utenti, dato il potere dei sistemi di IA di analizzare e utilizzare tali dati.

13) Libertà e Privacy: l'applicazione di IA ai dati personali non deve irragionevolmente limitare la libertà delle persone (reale o percepita).

14) Condivisione dei benefici: le tecnologie di IA dovrebbero beneficiare e potenziare il maggior numero di persone possibile.

15) Prosperità condivisa: la prosperità economica creata dall'IA deve essere condivisa, in linea di massima, a beneficio di tutta l'umanità.

16) Controllo umano: gli esseri umani dovrebbero scegliere come e se delegare le decisioni di sistemi di IA, per raggiungere gli obiettivi da loro scelti.

17) Non-eversione: il potere conferito dal controllo dei sistemi di IA altamente avanzati dovrebbe rispettare e migliorare, piuttosto che sovvertire, i processi sociali e civili da cui dipende la salute della società.

18) Corsa agli armamenti: una corsa agli armamenti in armi letali autonome dovrebbe essere evitata.

Problemi a lungo termine

19) Capacità: non essendoci un consenso, dovremmo evitare di supporre quali possano essere i limiti superiori delle future capacità dell'IA.

20) Importanza: l'arrivo delle IA avanzate potrebbero rappresentare un cambiamento profondo nella storia della vita sulla Terra, e dovrebbe essere pianificata e gestita con l'attenzione e le risorse necessarie.

21) Rischi: i rischi associati ai sistemi di IA, in particolare i rischi catastrofici o esistenziali, devono essere oggetto di pianificazione e mitigazione commisurati con il loro potenziale impatto.

22) Auto-miglioramento ricorsivo: i sistemi di IA progettati per auto-migliorarsi ricorsivamente o auto-replicarsi in un maniera tale da portare ad un rapido aumento della loro qualità o quantità, devono essere soggetti a severe misure di sicurezza e di controllo.

23) Bene Comune: la Superintelligenza dovrebbe essere sviluppata solo al servizio di ideali etici ampiamente condivisi e per il beneficio di tutta l'umanità, piuttosto che di un singolo Stato o organizzazione.

15 febbraio 2017

Un mese per la ricerca anti-invecchiamento - aggiornamento


Ho gia' segnalato che la campagna di crowdfunding della CellAge per la ricerca sulle cellule senescenti stava procedendo piu' lentamente di quanto sperato (vedi i miei due articoli precedenti linkati qui sotto). Ora vedo che l'obiettivo e' stato ridotto a 20.000 dollari (dai 40.000 iniziali) e che LongeCity raddoppiera' le vostre donazioni (fino al 18 febbraio), se donerete tramite questa pagina sul loro sito.

Puoi donare anche solo cinque dollari.. dai, fai qualcosa di longevista!

Su Estropico blog:

Un mese per la ricerca anti-invecchiamento
Un regalo di Natale alla ricerva anti-invecchiamento contro le cellule senescenti

11 febbraio 2017

Il Manifesto fondativo dei transumanisti italiani (Network H+)


Segnalo che il Network dei Transumanisti Italiani ha appena pubblicato il Manifesto Fondativo dei Transumanisti Italiani. Ripubblico il tutto qui sotto per dargi ulteriore risalto (e perche' due piattoforme sono meglio di una).

TRANSUMANESIMO - accelerare l’evoluzione autodiretta per trascendere i limiti naturali

Manifesto Fondativo

[ versione 1.0 ]

“L’unico modo per affrontare un mondo non libero è quello di diventare così liberi che la vostra stessa esistenza diventi un atto di ribellione.”
- Albert Camus

"Noi siamo i giudici supremi e indiscutibili dei valori e nel mondo dei valori, la Natura è solo una di molte parti. Quindi, nel mondo dei valori, noi siamo più importanti della Natura… In questo reame noi siamo il Re e degradiamo la nostra regalità se ci inchiniamo di fronte alla Natura."
- Bertrand Russell

"Io credo nel transumanesimo: quando questo sarà affermato con convinzione da un numero sufficiente di persone, la specie umana sarà sulla soglia di nuovo tipo di esistenza, tanto diverso dal nostro quanto il nostro è diverso da quello dell'Homo Erectus. Ed è allora che, finalmente, l'uomo comincerà a realizzare con piena consapevolezza il suo vero destino."
- Julian Huxley

"L’Uomo non più centro dell’universo, come avevamo ingenuamente creduto - ma, il che è assai più bello, l’Uomo freccia ascendente della grande sintesi biologica.”
- Pierre Teilhard de Chardin


1. La nostra visione antropologico - filosofica e la nostra matrice umanistico - illuminista:

Prevediamo che il progresso scientifico e tecnologico rivoluzionerà, nei prossimi decenni, la condizione umana: la convergenza di biotecnologie e genetica, nanotecnologie e robotica, intelligenza artificiale e neuroscienze, permetterà di trascendere le nostre limitazioni e dunque di emanciparci da - e in prospettiva abolire - vincoli e processi naturali quali invecchiamento, invalidità, malattia, scarsità, morte, nonché di incrementare le nostre capacità fisiche e cognitive.

Siamo convinti che trascendere i limiti naturali attraverso la tecnologia sia una tendenza e un destino dell'umanità che porterá alla progressiva eliminazione di sofferenze involontarie oggi date per inevitabili e all’espansione della nostra intelligenza nel cosmo.

Il superamento dei limiti naturali va ottenuto con un utilizzo migliore possibile delle tecnologie emergenti in un’ottica di “pro-azione” ossia guidati da un’etica responsabile ma non proibizionista.

Il Transumanesimo poggia su un saldo fondamento umanistico-illuministico, da cui trae numerosi valori e ideali (una generale fiducia nel progresso, il dominio tecnologico sulla natura, il metodo dell’indagine scientifica, il superamento della superstizione e dell'autoritarismo, la ricerca di nuove forme partecipative di governo, la centralità etica dell'autodeterminazione umana, etc.),  riformulandoli alla luce delle nuove conoscenze e in direzione di un affrancamento generale dai vincoli naturali mediante scienza e tecnica eticamente orientate.

Il transumanista è quindi colui che si ribella attivamente all’ordine naturale per controllarlo e plasmarlo, attraverso mezzi tecnici e morali, al fine di massimizzare il benessere di ogni essere senziente ed emancipare l’umanità dai vincoli biologici e naturali; di conseguenza, nella prospettiva transumanista gli individui cessano di essere ciechi strumenti del caso o della necessità e diventano artefici coscienti della propria libertà.

Il Transumanesimo si pone quale fronte avanzato dell’Umanesimo, configurandosi dunque come un iperumanesimo, giacché si basa su un approccio eminentemente scientifico e razionale, volto all’emancipazione dell’essere umano dalla tirannia dei limiti imposti dalla Natura.

L’essere umano, dotato di intelligenza in grado di migliorare se stesso attraverso la tecnica, è l’unico animale che non si limita ad adattarsi alla natura ma si rapporta ad essa per trascenderla; a qualificare l'eccezionalità umana, nel regno animale, non è dunque tanto una singola facoltà fisica o psichica specifica (postura eretta, pollice opponibile, linguaggio simbolico, sentimento empatico, etc.) quanto quell’insieme fisico-cognitivo, maggiore della semplice somma delle singole facoltà specifiche, grazie al quale si generano per l’essere umano nuove possibilità nella dimensione spirituale e materiale.

La differenza tra uomo e animale, di conseguenza, sta nel diverso modo di rapportarsi al suo ambiente: l’animale si limita ad adattarsi all’ambiente naturale, mentre l’uomo tende ad adattare l’ambiente naturale a se stesso, padroneggiandolo e plasmandolo con gli strumenti della tecnica. Questa capacità eccezionale, che possiamo definire “intelligenza automigliorativa”, ci rende creature speciali nell’universo; in tale quadro la tecnica è la modalità di trascendenza più potente di cui disponiamo per modificare la natura a nostro vantaggio, estendere le nostre possibilità operative, alterare l’ambiente e la biologia, e in definitiva trasformare profondamente la condizione umana e il mondo circostante.

Siamo il prodotto di una co-evoluzione simbiotica: la tecnica - concetto con cui ci riferiamo a tutto quanto è prodotto dall'intelligenza automigliorativa - retroagisce sulla biologia umana, la quale, di conseguenza, non è solo il presupposto, ma anche il prodotto di se stessa, oltre che naturalmente dell’ambiente e della genetica.

Nel corso della sua storia evolutiva, la tendenza dell’Uomo è sempre stata, fin dai primordi, quella di trascendere i limiti naturali e di alterare la propria nicchia ecologica; tale tendenza ci contraddistingue in modo unico da tutte quelle forme di vita che si limitano a un adattamento selettivo all’ambiente naturale. Da questo punto di vista, “transumanesimo” indica anche quel fenomeno millenario per cui fin dalla preistoria tendiamo a potenziare la nostra umanità - quindi la nostra forza, la nostra saggezza, la nostra empatia - con gli strumenti tecnici che generiamo grazie alla nostra intelligenza.

L’Uomo non è un’entità compiuta ma un “progetto aperto” in quanto si presenta fin dalle sue origini come quell’essere che, per sua natura, si protende e proietta verso il suo ‘dover essere’, ribellandosi alle restrizioni imposte dall’eredità naturale. Questa profonda aspirazione a diventare “quel che ancora non è”, questa tendenza a trascendere se stesso, fa appunto dell’Uomo un essere essenzialmente progettuale. Sotto questa luce, l’Uomo con la sua capacità di immaginare e costruire liberamente (dunque, anche sbagliando) ciò che ancora non è, può allora essere visto come un’entità cosciente che trascende continuamente se stessa.

Se la qualità distintiva della natura umana va individuata proprio nella capacità di trascendere i limiti naturali, allora ciò significa che non esiste una forma immutabile dell’umanità, definita - nel bene e nel male - dalla Natura o da Dio. Ed è proprio in questo non lasciarsi determinare dalla propria finitudine, in questa continua riprogettazione del proprio essere, che l’uomo sperimenta e realizza la sua libertà, la sua natura specificamente umana.

Se la tecnica e l’uomo sono legati in modo co-essenziale, allora non è corretto affermare, come spesso si fa, che la tecnica ci “disumanizza”: al contrario, possiamo ben affermare che è proprio la tecnica - quando non utilizzata a fini distruttivi - a renderci autenticamente umani.

Il vertiginoso avanzamento tecnologico e la convergenza dei settori nano-bio-info-cogno (NBIC) ci condurranno nei prossimi decenni a un fase dirompente della nostra storia, ovvero a una discontinuità evolutiva radicale che si può definire come “esplosione di intelligenza”, manifestazione evidente della “tecnotrascendenza”, ossia della trascendenza attraverso la tecnologia, che noi esseri umani abbiamo la responsabilità di guidare in modo intelligente.

L’accelerazione tecnologica dischiude uno scenario senza precedenti, vale a dire la possibilità per l’essere umano di superare l'evoluzione basata sulla selezione naturale e di approdare a un’evoluzione autodiretta, ossia guidata dall'intelligenza.

Se il Transumanesimo vuole candidarsi a promuovere una rinascita illuminata dell'umanità, attraverso un'applicazione intelligente della tecnologia, allora esso non può che fondarsi su un'etica razionale e universalistica che trascenda i particolarismi al contempo difendendo e valorizzando le diversità individuali e culturali.

La piena realizzazione del Transumanesimo richiede che, idealmente, tutti abbiano l'opportunità di accedere alle nuove possibilità dischiuse dal progresso scientifico e tecnologico; sarebbe quindi sub-ottimale, e insoddisfacente dalla prospettiva transumanista, se tale possibilità fosse limitata o riservata a una ristretta élite di persone.

Il Transumanesimo intende, in definitiva, estendere a tutti benefici e vantaggi della tecnologia, minimizzando, per quanto possibile, costi e rischi.

2. La nostra risposta al fronte bioconservatore e neoluddista

Il Transumanesimo si pone quale baluardo culturale, di fronte agli attacchi neoscurantisti dell'eco-fondamentalismo e dell'integralismo religioso, che vorrebbero la sottomissione dell'Uomo a presunti limiti naturali e/o alla volontà divina.

Se c’è una cosa oggi evidente è che il progresso tecnologico è in grado di spostare continuamente in avanti le frontiere della vita e della morte, dunque quel che fino a poco tempo fa appariva imposto dalle dure leggi della necessità o dall'imperscrutabile volontà divina, si trasforma, grazie alla tecnica, in oggetto e progetto di scelta; rivendichiamo il nostro diritto ad avvalerci della tecnica per prendere in mano le redini del nostro destino.

Il rifiuto della tecnica tout court (approccio luddista) o una forte limitazione della stessa (approccio precauzionale) ha conseguenze di gran lunga peggiori in termini di qualità della vita rispetto a un approccio proattivo volto a sperimentare, modificare, migliorare e ottimizzare il mondo, la società e l’Uomo, non proibendo o limitando la tecnologia, ma indirizzandola in modo costruttivo sulla base di un’etica salda e forte.

Ogni strumento tecnologico comporta dei costi e dei rischi, che non possono essere scissi dai suoi effettivi o potenziali benefici; a tal riguardo riteniamo che il modo più corretto ed efficace di gestire e regolare una tecnologia non è quello di arrendersi alla sua possibile pericolosità, rinunciare ad essa o peggio metterla al bando; ma è, viceversa, quello di svilupparla, perfezionarla e monitorarla, in modo trasparente e pubblicamente valutabile, così da guidarla verso scopi morali ed umanitari.

C'è chi afferma e sostiene, direttamente o indirettamente, un'acritica accettazione e un conseguente adeguamento alle leggi evoluzionistiche naturali, incorrendo in quella che, nel discorso metaetico, è nota come "fallacia naturalistica". Tale fallacia consiste nel far derivare, in modo indebito, “ciò che deve essere” da “ciò che è”; adottando questo punto di vista si ritiene che il progresso della scienza e della tecnologia rappresentino una minaccia all’ordine naturale delle cose; si elogia tutto ciò che è “naturale” come sano e benigno, e al contempo si condanna tutto ciò che è “artificiale” come nocivo e sgradevole. In tal modo si finisce per misconoscere ciò che ci rende autenticamente umani, vale a dire proprio la tendenza e la volontà di non sottostare passivamente al portato negativo del processo naturale cieco e amorale (malattia, sofferenza, invecchiamento, predazione, morte, scarsità, disastri naturali, ecc.).

Apprezziamo in ogni caso l’incredibile varietà e le meraviglie che la realtà ci presenta, e dopotutto, noi operiamo nell’Universo seguendo le sue leggi fisiche, e mai in violazione di esse; ergo ciò che facciamo, ciò che produciamo, è per definizione “naturale”, proprio come tutto il resto.

Appellarsi, ed adeguarsi, a un idea fallace di Natura e/o a una correlativa presunta immutabilitá della natura umana può avere conseguenze nefaste e deleterie per il progresso dell’umanità, non solo sotto il profilo tecnologico, ma anche e soprattutto sotto quello morale, in quanto ci costringerebbe a seguire binari già predeterminati, abdicando alla nostra creatività e rinunciando alla possibilità di esplorare nuovi sentieri. Il concetto di Natura, troppe volte antropomorfizzato  e strumentalizzato, va depurato da ogni concezione volontaristica. Ad esempio, nella vulgata corrente noi esseri umani dobbiamo morire perché così ha deciso la Natura, quando in realtà la morte rappresenta solo una strategia, evolutivamente selezionata, per sviluppare e differenziare le specie nel corso dell’evoluzione; del resto, la Natura stessa e il processo evolutivo generale non escludono affatto, in astratto, la possibilità di un potenziamento umano o di una longevità estrema, fino a toccare i confini di una vera e propria immortalità fisica.

Abdicare alla possibilità di guidare la propria evoluzione significherebbe per l'Uomo da un lato, quale specie, accettare passivamente la sua estinzione, dall'altro, quale individuo, accettare passivamente di continuare ad essere un semplice anello senza senso nella lunga catena delle nascite e delle morti.

Il concetto di "hybris", a cui solitamente si richiamano ideologie bioconservatrici e neoluddiste, rappresenta una strenua difesa dello status quo in quanto comporta l’accettazione di quelli che sarebbero limiti invalicabili a cui dobbiamo sottostare per rimanere “autenticamente umani” (un esempio è il noto adagio: “solo la morte dà senso alla vita”); per queste ideologie la dignità dell’uomo non consisterebbe nel suo continuo tentativo di perfezionarsi, ma nell'accettazione passiva di vincoli e impalcature naturali che non si possono mettere in discussione.

La nozione di "leggi naturali" o di "ordine  naturale" è da tempo anche una delle basi di alcune correnti del pensiero ambientalista reazionario che ha, come suo pericoloso corollario, l'anti-umanismo; riteniamo che una combinazione di nazionalismo, autoritarismo e desiderio di guide carismatiche, legittimata da una ”ecologia” mistico - biologicista o da un “razzismo spirituale”, possa potenzialmente produrre una vera e propria catastrofe sociale.

Sono inoltre inconciliabili con i nostri ideali umanitari tutte quelle ideologie criptofasciste che sostengono un comunitarismo tradizionale e identitario volto al potenziamento e alla segregazione etno-razziale; l’enfatizzazione della peculiarità nazional-popolare, l’ossessione per un nemico assoluto interno o esterno, l’esaltazione di singoli uomini carismatici che fanno leva sulla retorica emozionale, rischia di produrre quei recinti tribali ed etnici che portano al conflitto tra civiltà e a potenziali autoritarismi.

Viceversa, riconosciamo che fin dai suoi primordi l'Uomo è ricorso alla religione, nelle sue variegate espressioni, per coltivare il suo ideale di liberazione dalla sofferenza, dalle miserie e dalla morte. Siamo dunque convinti che sussista una sostanziale compatibilità tra una certa tradizione religiosa e la filosofia transumanista, nella misura in cui entrambe condividono, implicitamente o esplicitamente, un’autentica aspirazione a trascendere i limiti naturali, nonché la speranza che si possa rimediare al senso di insoddisfazione e di finitudine, che gli esseri autocoscienti invariabilmente provano, in vista di un perfezionamento e rinnovamento morale e spirituale universale. Seppur generalmente in disaccordo sui rispettivi mezzi e approcci, entrambe possono dunque convergere - laddove vi siano le condizioni culturali e sociali - nella comune finalità di valorizzare ed elevare la dimensione umana; pertanto guardiamo con favore  all’instaurazione di un dialogo fecondo e un confronto aperto, senza discriminazione alcuna, con tutti coloro che hanno a cuore il presente e futuro dell’Umanità.

3. La nostra posizione su ideologie e correnti che distorcono la prospettiva transumanista

Affermiamo la nostra totale opposizione a ideologie e filosofie di matrice anti-umanista che tentano di inquinare o distorcere il movimento cercando di proporsi come Transumanesimo tout court.

E’ necessario rimediare alla lacuna etica che caratterizza il pensiero transumanista proponendo una robusta e coerente cornice etica che non offra spazio alcuno a chi intende sfruttare il Transumanesimo per propagandare ideologie anti-umaniste.

Il Transumanesimo rifiuta, in modo fermo e deciso, sia una società di tipo esclusivamente individualista in cui l'accesso alle nuove tecnologie dipenda soltanto dalle disponibilità economiche individuali, sia una società di tipo organicista-collettivista in cui le scelte siano demandate ai vertici e i ruoli siano fissati su base biologica. Entrambi gli scenari, seppur diametralmente opposti, sono caratterizzati dalla emersione di élite cleptocratiche e parassitarie che distorcono i controlli sociali per preservare il loro potere. Tali scenari non solo vanno rifiutati per le loro conseguenze, ma vanno anche considerati strutturalmente incompatibili con il Transumanesimo, giacché finiscono per rendere gli individui nuovamente oggetti (mezzi), e non soggetti (fini).

Per tali motivi, interventi sul corpo, sulla linea germinale e/o mediante tecniche di ibridazione uomo-macchina, non possono essere lasciati né al totale arbitrio del singolo individuo (individualismo estremo) né della singola comunità (comunitarismo estremo); al fine di evitare un improprio utilizzo della tecnologia, tale da provocare una potenziale catastrofe per l'umanità, devono essere invece elaborate linee guida a livello sovranazionale vincolanti per individui e comunità.

Il Transumanesimo, rivendicando la sua matrice umanista e illuminista, è altresì incompatibile con il postumanesimo - nell'accezione postmoderna del termine, tendente al superamento della centralità dell’uomo - concezione in contraddizione con quell'idea di Transumanesimo originario ("l'uomo che rimane umano ma che trascende se stesso" di J. Huxley) che pone invece al centro della sua azione il miglioramento della condizione umana, perciò qualificandosi non come liquidazione dell'Umanesimo ma, al contrario, quale fronte avanzato dello stesso.

Sosteniamo un Transumanesimo che non sia una filosofia di "abolizione dell’umano", come vorrebbe una certa vulgata post-moderna, bensì sia un’emancipazione - grazie all’intelligenza automigliorativa propria dell’uomo - dai limiti biologici e naturali; dato che a qualificare l’eccezionalità dell’essere umano è appunto l’intelligenza automigliorativa, e non la sua forma fisica o razziale o sessuale, proponiamo di abbandonare l’abusato e ambiguo concetto di “post-umano”, giacché crea più confusione che chiarezza, e di adottare per il futuro quello di “umano post-naturale”, in grado di indicare in modo più efficace e intelligibile la peculiare tendenza dell’essere umano a superare progressivamente i suoi limiti naturali originari, in particolare attraverso il passaggio da un’evoluzione per selezione naturale, cieca e casuale, a una autodiretta, consapevolmente orientata e guidata dall’intelligenza e dall’etica.

In breve, il Transumanesimo non intende affatto liquidare o superare l’umano, ma mira a realizzarne le sue illimitate potenzialità ancora perlopiù inesplorate e inespresse.

Il relativismo gnoseologico, e di conseguenza anche il relativismo etico, che deriva dal pensiero postmoderno, si situa agli antipodi dall’approccio scientifico-razionale che in quanto transumanisti  vogliamo invece incarnare; a qualificare il postmodernismo, infatti, è una propensione relativistica, ovverosia la negazione della possibilità di uno spazio etico comune e la tendenza ad accogliere (e giustificare) tutti i punti di vista, senza produrre criteri di giudizio che permettano di preferire un discorso rispetto a un altro, o di esprimere un giudizio di valore su determinati fatti o comportamenti rispetto ad altri.

Crediamo che non si possa ancora indulgere nel “pensiero debole”, o peggio in forme più o meno accentuate di nichilismo, in quanto finiscono per generare posizioni immobilistiche e oscurantiste, ma sia invece fondamentale proporre un pensiero che, facendo tesoro dell’emancipazione umana ottenuta grazie alla razionalità filosofico-scientifica, si faccia portatore di forti istanze di cambiamento: in breve di un pensiero che abbia l’aspirazione a progettare il futuro e non solamente a ratificare, o accettare, l’esistente.

Si profilano due approcci che - al di là di una vaga assonanza, sull’idea del superamento dell'attuale condizione umana - divergono profondamente in termini ontologici, antropologici ed etico-morali: da una parte il post-umanesimo (o post-umanismo), di matrice postmoderna, dall'altra l’iper-umanesimo, che si innesta nel solco della tradizione umanista e illuminista.

Il post-umanismo, prendendo le mosse in modo eclettico dalla tradizione del pensiero anti-umanista novecentesco, respinge la centralità dell'essere umano nell'ambito della natura e considera la conoscenza scientifica priva di intrinseco valore; proclamando la "morte” del soggetto e dell'uomo, il postumano si configura come perdita di ogni qualità e valore distintivo umano.

Al contrario il Transumanesimo, che è strutturalmente iper-umanista, lungi dal distruggere il valore della "persona" (la quale non si fonda sul mero dato biologico, bensì sulla capacità di manifestare, in atto o in potenza, un’intelligenza automigliorativa), pone l'individuo autocosciente  al vertice di un universo (naturale e morale) in cui possa compiutamente autodeterminarsi e autorealizzarsi una volta affrancato dai vincoli naturalistico-evoluzionistici; affermando peraltro tale valore in modo ancora più deciso e, in prospettiva, esteso a qualunque eventuale e potenziale forma di vita autocosciente.

Il tentativo di alimentare e sfruttare l’equivoco terminologico e semantico tra “postumanesimo” e “transumanesimo”, portato avanti da parte di alcuni sedicenti transumanisti (in realtà “antiumanisti tecnofili”) risulta così strumentalmente funzionale all’obiettivo di far passare artatamente per “transumanesimo” quella che è invece un’aberrante ideologia volta a distruggere non solo il valore, ma l’idea stessa di “persona umana”, nonché ferocemente critica delle idee di ragione, di uguaglianza e di libertà (tutti principi fondanti della cultura umanista). Tale operazione distorsiva, pur mirando a un obiettivo tanto radicalmente quanto evidentemente incompatibile con la valorizzazione dell'umanità cui mira l’originario ideale transumanista, cionondimeno è potenzialmente in grado di arrecare un enorme danno (sotto certi aspetti persino potenzialmente esiziale), di immagine e non solo, al movimento nel suo complesso.

Rifiutiamo, inoltre, il biocentrismo, altra forma diffusa di anti-umanesimo: chi assume l'equivalenza morale tra l’uomo e gli altri animali in nome di un presunto egualitarismo ontologico sta disconoscendo la vera essenza della natura umana e sta condannando l’essere umano ad essere sopraffatto dalle forze avverse naturali. L’etica, infatti, non discende dalle somiglianze evolutive con altri esseri viventi, bensì dalla prerogativa, unica e specifica dell'uomo, di poter prendere le distanze dalla finalità naturale immediata, da cui deriva una speciale responsabilità (anche nei confronti degli altri esseri viventi e più in generale dell’ecosistema): ergo il comportamento etico si basa proprio sul riconoscimento di questa eccezionalità umana rispetto agli altri animali.

Seppur siamo contrari a ogni equiparazione morale tra umani ed animali, pensiamo sia comunque doveroso tutelare gran parte delle forme di vita, e in particolare quegli animali che manifestano facoltà simili o vicine a quelle umane; in generale, siamo fautori del benessere di tutti gli esseri senzienti, mentre riconosciamo l'uguaglianza e la libertà di tutte le forme di vita autocoscienti.

Sono da sostenere, in modo risoluto, iniziative e politiche pro-attive che incoraggino un'applicazione intelligente delle tecnologie a beneficio di tutti, anche delle forme di vita animale, e sono da contrastare invece politiche e ideologie neoluddiste, oscurantiste e populiste che costituirebbero per l’umanità il massimo rischio di ritorno alla barbarie.

In definitiva, il Transumanesimo non aspira, a differenza del Postumanesimo, a una dissoluzione o un appiattimento dell’umano nell’ordine naturale, bensì proprio a una sua emancipazione dai vincoli imposti dal suddetto ordine, in direzione di una valorizzazione ed elevazione umana attraverso la possibilità aperte dalla tecnologia.

4. Il valore della libertà come essenza e finalità del transumanesimo

L'arco della storia umana è caratterizzato dalla ricerca di nuove opzioni ossia dalla tensione verso una sempre maggiore libertà. Ogni nuova invenzione e tecnologia è potenzialmente in grado di ampliare le nostre opzioni esistenziali, moltiplicare i modi di esistere ed agire, aumentare le opportunità per ogni individuo ed espandere dunque il grado di libertà umana.

Il Transumanesimo, inteso come emancipazione progressiva dai nostri limiti naturali, si presenta come una concezione innovativa che promuove ed afferma un profondo ideale di libertà esistenziale teso a trascendere quei vincoli di ordine naturale che, insieme a quelli di ordine sociale, tengono sotto scacco le potenzialità umane, affinché ogni individuo possa autodeterminarsi e autorealizzarsi nel pieno rispetto della libertà altrui.

Il Transumanesimo non si limita semplicemente a favorire l’applicazione della tecnologia per elevare le potenzialità umane, ma intende promuovere anche una solida riflessione etica affinché qualsiasi alterazione del processo evolutivo non causi una diminuzione della libertà individuale.

L’autodeterminazione rappresenta un valore etico fondamentale del Transumanesimo, il quale - sotto questo profilo -  può essere interpretato come una vera e propria “dichiarazione di indipendenza” dell’individuo contro la tirannia del processo evolutivo naturale, che condanna gli individui delle varie specie ad essere anelli insignificanti nella infinita catena delle nascite e delle morti. Il principio di autodeterminazione rappresenta infatti, a livello individuale, il riflesso e il portato, a livello aggregato, del principio di evoluzione autodiretta; detto altrimenti: senza il passaggio all’evoluzione autodiretta, non ci può essere vera autodeterminazione individuale.

Portiamo avanti un’idea di società aperta e solidale e rifiutiamo qualunque tipo di autorità imposta senza il consenso degli interessati; la società deve garantire che i vantaggi delle nuove tecnologie siano resi disponibili a tutti i cittadini che ne vogliano fruire; ogni uso della tecnologia come strumento di manipolazione e controllo non è compatibile con il nostro principio di autodeterminazione.

Il Transumanesimo riconosce e tutela il diritto dell’individuo a controllare e modificare – secondo la propria volontà autonoma, ma nella cornice di una necessaria regolamentazione - il proprio corpo e la propria mente; consideriamo la c.d. “libertà morfologica” un diritto fondamentale della persona sia in senso “conservativo” (rimanendo liberi di non alterare la propria mente e il proprio corpo) sia in senso “modificativo” (utilizzando gli strumenti disponibili per la propria auto-trasformazione).

Se la libertà è un principio essenziale per la dignità di tutti coloro che sono dotati di un’intelligenza non meramente adattativa, allora occorre impegnarsi per la liberazione dall’indigenza, perché non è veramente libera un'esistenza ridotta a lotta quotidiana per il soddisfacimento dei bisogni materiali più elementari; così come occorre impegnarsi per la liberazione dall'ignoranza, perché non c'è libertà quando viene negata o impedita la possibilità di accedere alla conoscenza, teorica e tecnica, da usare per la costruzione di un proprio autonomo progetto di esistenza.

Propugniamo una libertà che sia effettiva, e non meramente formale; infatti autodeterminarsi significa non solo godere formalmente di diritti che salvaguardino la libertà dell’individuo, ma significa anche possedere mezzi e risorse materiali e immateriali per condurre una vita affrancata dal bisogno. Il valore autentico, non fittizio, della libertà di un individuo dipende infatti strettamente dai mezzi e dalle risorse che esso dispone per poter fare uso di tale libertà, nel necessario rispetto di quella altrui, determinando così la libertà reale; per non escludere nessuno dalla finalità morale di tale libertà effettiva è tuttavia fondamentale garantire e favorire, da parte delle istituzioni, una situazione sociale di opportunità egualitarie.

Il nostro ideale di libertà richiede che gli individui possano controllare effettivamente le circostanze della loro vita, e che quindi siano inseriti in contesti nei quali possano sviluppare le loro capacità umane e le loro peculiari attitudini individuali senza danneggiare la vita e libertà altrui. In sostanza, siamo fautori di una libertà, non solo intesa come “non impedimento”, bensì soprattutto concepita come autorealizzazione e autodeterminazione, ovvero tesa ad espandere e a scegliere tra diverse opzioni esistenziali: in altre parole, una libertà di azione effettiva e consapevole.

5. La triade teleologica transumanista per accelerare l’evoluzione autodiretta

Il Transumanesimo non intende essere semplice cronaca dell’innovazione scientifico-tecnica, né una mera apologia del progresso fine a se stesso, ma si propone di guidare in modo etico il progresso scientifico e tecnologico, per un’evoluzione autodiretta dell’umanità.

Il miglior modo di prevedere il futuro è crearlo, perciò vogliamo contribuire a quei settori che consideriamo prioritari per l’affermazione dell’ideale transumanista. Siamo impegnati a creare una rete di soggetti, gruppi e realtà attorno a  tre macro-settori e macro-vettori convergenti, che rappresentano anche i tre obiettivi fondamentali del Transumanesimo, vale a dire:

- SUPERINTELLIGENZA: non vi è avanzamento scientifico e tecnologico né progresso materiale o spirituale senza quella risorsa potenzialmente infinita e quella forza “estropica” dell’universo che chiamiamo intelligenza, in particolare nella sua forma “automigliorativa” incarnata dall’essere umano e da eventuali future forme di vita artificiali o potenziate; al fine di risolvere nel modo più efficace e rapido i complessi problemi della nostra epoca e realizzare quanto  necessario per passare alla fase  evolutiva autodiretta, ogni sforzo dovrebbe essere fatto, a livello globale, per favorire quelle tecnologie che consentono di amplificare e potenziare le nostre capacità cognitive, di generare realtà sintetiche interoperabili (mondi virtuali) capaci di contenere esseri autocoscienti e di sviluppare intelligenze artificiali di tipo specifico e generale.

- SUPERABBONDANZA: l’intelligenza erode la scarsità attraverso la tecnica che a sua volta libera risorse rendendo disponibile ciò che un tempo era inaccessibile; il processo di ampliamento delle risorse nel campo dell’informazione, dell’energia e della materia a sua volta genera un incremento di opportunità e possibilità per individui e societá; la liberazione dalle necessità materiali, il risparmio di lavoro e tempo nonché la creazione di maggiori opportunità passa dallo sviluppo di quegli strumenti che consentono di ottenere, in modo efficiente e sostenibile, più risorse per tutti; sistemi intelligenti possono generare prosperità su scala finora inimmaginabile ed espandere la civiltà al di là del nostro pianeta: robotica e nanotecnologie per l’automazione su larga scala, manipolazione della materia a livello atomico e molecolare, tecnologie in grado di produrre energia pulita a basso costo, infrastrutture e dispositivi di comunicazione avanzati che amplificano le possibilità di comunicazione, computer ed oggetti, nonché sistemi decentralizzati e open-source che spingono i costi marginali verso lo zero: tutti questi mezzi tecnici possono contribuire a inaugurare un’epoca di abbondanza radicale e universale, una reale “età dell’oro” per il genere umano, in cui povertà e scarsità siano ridotti in modo drastico.

- SUPERLONGEVITA’: solo con una vita sana priva dei limiti e difetti dell’invecchiamento possiamo pienamente godere dei benefici di, e contribuire a, un mondo di intelligenza e abbondanza per tutti; la medicina ufficiale non riconosce tradizionalmente l’invecchiamento come una vera e propria malattia mortale;  è dunque arrivato il momento di portare avanti un radicale cambio di paradigma: senescenza e mortalità, invalidità e sofferenza, sono il maggiore impedimento naturale a esprimere le nostre potenzialità creative, esistenziali, e sociali; un’estensione quantitativa e qualitativa della vita umana significherebbe vivere quanto si desidera senza subire il deterioramento psico-fisico della vecchiaia, ma anzi ottimizzando e potenziando le qualità e le funzioni fisiche e cognitive dell’uomo. Per conquistare questo traguardo è necessario puntare su tutti quei quei campi scientifico-tecnologici - quali biomedicina, nanomedicina, biogerontologia, medicina rigenerativa, ingegneria genetica, ecc., inclusa la  criostasi quale eventuale strategia “ponte” - che possano rallentare e contrastare il processo di invecchiamento, curare malattie e disabilità legate all'età, estendere radicalmente la durata della vita umana in buona salute e, in definitiva, sconfiggere la mortalità stessa in modo che essa si tramuti da fatalità naturale a opzione volontaria.

L’accelerazione esponenziale del progresso in ognuna di  queste tre macro-aree - che rappresentano gli obiettivi e al contempo le forze motrici della rivoluzione transumanista - nonché la loro combinazione e convergenza, avrà un impatto immenso sulla condizione umana e sul mondo nel suo complesso: siamo agli inizi di un mutamento epocale in grado di proiettare l’umanità in un’epoca di effettiva superintelligenza, superabbondanza e superlongevità (la c.d. triade teleologica transumanista).

A nostro avviso, tuttavia, l’impostazione etica, sociale e politica, e in generale culturale odierna, è in gran parte inadeguata a interpretare e affrontare il cambiamento antropologico e tecnologico in corso, e ciò per molteplici cause e fattori:

-negli ultimi 150.000 anni l’homo sapiens si è evoluto in un mondo che era “locale e lineare”, quello in cui viviamo oggi è invece “globale ed esponenziale”, dove il ritmo del cambiamento tecnologico si sta dimostrando più veloce del cambiamento sociale-culturale che sembra non in grado di “tenere il passo”;

-il nostro modello sociale, politico ed economico è ancora dipendente in buona parte dalla scarsità, mentre oggi la tecnologia sta facilitando individui e gruppi a creare prosperità su scala universale;
siamo inclini a considerarci come il prodotto finale dell’evoluzione, ma la realtà è che la nostra evoluzione non si è mai arrestata: di fatto, grazie alla tecnologia oggi stiamo evolvendo più rapidamente della nostra natura biologica, e non nel modo lento e fortuito descritto da Darwin.

E’ giunto il tempo di inverare l'ideale transumanista, nell’epoca che è stata chiamata dagli scienziati “Antropocene”, proponendo un' innovativa attitudine culturale-sociale in grado di far avanzare, eticamente e pragmaticamente, l’umanità verso la sua prossima fase evolutiva. A questo scopo è necessario un pensiero e un'azione transumanista che sia in grado di:

-analizzare in modo interdisciplinare la portata e l’impatto presente e futuro delle tecnologie emergenti sulla condizione umana e sul mondo;

-affrontare questioni e aspetti etici, sociali, politici, ecc. relativi all’utilizzo e alla diffusione delle tecnologie emergenti

-promuovere e orientare in modo costruttivo il dibattito pubblico su opportunità e pericoli per l’umanità dischiusi dall'accelerazione del progresso scientifico e tecnologico;

-elaborare e proporre visioni e strategie di lungo periodo che favoriscano la progressiva conquista dei tre macro-obiettivi transumanisti: superintelligenza, superabbondanza, superlongevità;

-creare luoghi di incontro e riflessione sulle tematiche di interesse transumanista, impegnarsi nella divulgazione delle stesse, stringendo anche eventuali collaborazioni con soggetti che operano nei settori cruciali per l’evoluzione auto-diretta dell’Umanità.

Noi transumanisti italiani ci associamo, e invitiamo ad associarsi, al Network dei Transumanisti Italiani che si propone quale spazio e ritrovo ideale per chi aspira ad uscire dallo stato di minorità esistenziale nei confronti della Natura.

Chiamiamo dunque a raccolta tutte le forze disponibili, morali e tecniche, per reclamare la completa autodeterminazione di ogni essere cosciente affinché la civiltà tecnoumana assurga progressivamente a fattore decisivo nell'evoluzione dell'Universo.

Licenza Creative Commons. Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.

NOTE FINALI:

I membri del Network dei Transumanisti Italiani si riconoscono nei valori e negli ideali espressi nel presente manifesto.

Il presente manifesto viene pubblicato come versione 1.0 in data 11 febbraio 2017, e potrà essere aggiornato a versioni successive, anche sulla base dei suggerimenti e delle osservazioni che dovessero in seguito pervenire: in particolare, esortiamo tutti i membri del Network dei Transumanisti Italiani a dare il loro contributo a questo documento in progress.