Uno di questi desktop(vedi foto) in ogni ospedale, o persino in ogni studio medico di base, rivoluzionerebbe la pratica medica. Si tratta di un prototipo della Nanosphere ed e' stato gia' approvato dalla FDA per valutare come il patrimonio genetico di un paziente influisce sull'attivita' di un medicinale, il che permetterebbe di scegliere il tipo di medicinale piu' adatto e di ottimizzarne la dose. Sulla base di questa prospettiva, Future Pundit si lancia in qualche speculazione forse azzardata, ma interessante: un giorno il Dna di ogni neonato sara' sequenziato alla nascita e consultato ogni volta che sara' necessario prendere una decisione di carattare medico. E, in un futuro leggermente piu' in la', diverra' normale richiedere il profilo genetico di prospettivi sposi per valutarne la compatibilita', o persino nel caso di relazioni piu' temporanee. I miei due centesimi: ben vengano progressi del genere. La conoscenza e' potere, e mi sembra ovvio che un longevista armato di conoscenza di questo tipo potra' vivere piu' a lungo di un longevista costretto a prendere decisioni "al buio"...
Su Technology Review: Gene-Testing Machine for Doctors. A new device rapidly analyzes blood for medically relevant genetic variations.
27 dicembre 2009
Il sequenziatore genetico da scrivania
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domenica, dicembre 27, 2009
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Biotecnologie,
Longevismo pratico
26 dicembre 2009
Il primo transistor composto di una sola molecola
Creato dai ricercatori della Yale University e del Gwangju Institute of Science and Technology della Corea del Sud applicando voltaggi diversi ad una molecola di benzene. "Non stiamo per creare la prossima generazione di circuiti integrati" ha dichiarato un ricercatore, "ma dopo molti anni di lavoro preparatorio, abbiamo raggiunto un obiettivo decennale, dimostrando che una molecola puo' essere utilizzata come transistor." Piu' ottimista il commento dell'editor di Nature (traduco liberamente): il Sacro Graal della miniaturizzazione sarebbe la creazione di un circuito consitente di un singola molecola [...] Hyunwook Song e colleghi ci informano del loro successo in quella direzione, un proof of concept che dovrebbe facilitare l'arrivo di apparecchiature elettroniche ingegnerizzate a livello molecolare.
Su Next Big Future: Scientists Create World’s First Molecular Transistor
L'abstract, su Nature: Observation of molecular orbital gating e 25 pagine di documento Pdf, sempre su Nature, con tutti i dettagli.
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sabato, dicembre 26, 2009
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Nanotecnologie
25 dicembre 2009
Buon Natale!
In attesa dei veri Babbo Natale nanotecnologici (vedi Santa Claus machine o Santa Machines), accontentavi di quello qui sopra...
PS: No, non sono io quello con gli occhiali...
Picture credits: fading, by late night movie
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venerdì, dicembre 25, 2009
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Varie
24 dicembre 2009
Ascensore spaziale (video)
Un bel video introduttivo al concetto di ascensore spaziale. Secondo Space Elevator Blog, pero', esso contiene tre errori: 1) il vantaggio principale dell'ascensore spaziale non e' il basso costo di trasporto per kg per portare materiali in orbita, per quanto importante esso sia, ma la quantita' di materiale che potrebbe essere trasportato. E' per questo motivo che solo un'ascensore spaziale permetterebbe gli inizi della vera colonizzazione spaziale. 2) Il video mostra ascensori spaziali basati in Europa e Giappone, il che, per quanto non impossibile, sarebbe molto piu' problematico di basi vicine all'equatore. 3) Il video sostiene che chiunque costruira' il primo ascensore spaziale otterra' il controllo dello spazio. Per quanto un vantaggio iniziale sara' certamente presente, e' difficile credere che altre nazioni, o consorzi internazionali, non saranno in grado di seguire l'esempio di chiunque sara' il primo ad accedere all'orbita terrestre in questo modo.
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giovedì, dicembre 24, 2009
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Video
23 dicembre 2009
h+ magazine, numero invernale
Segnalo che e' online il numero d'inverno di h+ Magazine. In questo numero: intervista a Ray Kurzweil; CAPRICA: la nascita dei Cylons; Transumanismo fai-da-te; la Singularita' cinese e molto, ma veramente molto, altro. Clicca qui per aprire l'edizione digitale, e qui per la versione Pdf.
Ecco l'intero Table of Contents:
Nanoscale Robot Arm Places Atoms and Molecules With 100% Accuracy
EEG with BCI is A-OK!
Triggerfish Monitors Your Eyes
Project Offset Creates Graphical Magic
Onlive: Sign of a Revolution, or Dead Before Release?
Top 5 Technology Panics of 2009
AI The Chinese Singularity
FOREVER YOUNG: I‘m as Serious as Cancer: 10 Rules are Life Enhancers
BIO: Monkey See or Is One Man‘s Fix Another Man‘s Enhancement
ENHANCED: Sports Enhancement and Life
Enhancement: Different Rules Apply
Nanophotonics May Save Us From Breaking Moore‘s Law
Nanoprobe is Golden
Nano-Bio-Info-Cogno: Paradigm for the Future
Why DIY Bio?
Re-Engineering the Human Immune System
Slicing Brains DIY
Self Tracking: The Quantified Life is Worth Living
Scrapheap Transhumanism
Big Bang from a Small Package: Can Vancouver‘s
General Fusion Bring About an Energy Breakthrough?
Birth of the Cylons
NANO: Singularity: Nanotech or AI?
NEURO: Cognitive Commodities
Battle Angel: The Cameron Epic That Might Have Been (and Might Still Be)
You‘re Such a Toolkit: Review of Drive by Daniel Pink
HUMOR: Disgracebook
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mercoledì, dicembre 23, 2009
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Letture
22 dicembre 2009
Gli esseri viventi piu' longevi al mondo

Rachel Sussman ha fotografato gli esseri piu' longevi in giro per il mondo (piante, licheni, etc) e ha raccolto le foto sul suo blog, giustamente intitolato The Oldest Things in the World. Quello nella foto e' una conifera vecchia di 9.500 anni fotografata il settembre scorso in Svezia. Non sembra in grandissima forma, ma a quell'eta' e senza interventi longevisti, non si puo' pretendere troppo, immagino... Qui una galleria di altre affascinanti immagini e qui una mappa degli organismi fotografati. Hat-tip al blog di Kevin Kelly.
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martedì, dicembre 22, 2009
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Varie
21 dicembre 2009
Le piante dispongono di un cervello
E' difficile da credere ma sembra che le piante dispongano di un vero cervello, ovvero di un centro di elaborazione dei segnali che provengono dal mondo esterno che pianifica le azioni da intraprendere relativamente alle fasi di orientamento, crescita e difesa. E non solo, sembra che questi "cervelli" siano anche interconnessi, come in una rete, permettendo l'interazione con altre piante, insetti e animali.
A dimostrarlo sono i decennali esperimenti di un team di ricercatori coordinati da Stefano Mancuso, professore associato di fisiologia delle specie arboree all’università di Firenze, che nel 2010 comincerà a costruire il primo ibrido pianta-robot. Mancuso sostiene che si può parlare senza dubbio di "intelligenza vegetale", di comportamenti sociali delle piante e conta di realizzare ibridazioni, anche artificiali, che consentano di produrre esemplari speciali per la colonizzazione di altri pianeti. Egli afferma:
« Fu Darwin il primo a ipotizzare la presenza di una specie di cervello nelle radici delle piante, alla fine dell’Ottocento. Anche Aristotele aveva avuto intuizioni simili che però non aveva sviluppato. Nessuno aveva mai raccolto delle prove. Più o meno dieci anni fa però, mentre studiavo le radici per altre ragioni, ho scoperto al loro interno una piccolissima parte che consuma molto più ossigeno del resto e che viene accuratamente protetta dalla pianta. Mi sono chiesto: qual è l’organo animale che consuma più ossigeno e che il corpo difende più gelosamente? La risposta era ovvia e ha aperto nuovi scenari: è il cervello. Alcuni mesi fa (in articolo pubblicato dalla Accademia delle scienze Usa) abbiamo dimostrato che i segnali elettrici che partono da questa zona della radice sono molto simili a quelli del cervello umano. Non c’è dubbio: le piante hanno un centro di comando. I giornali a volte lo chiamano "cervello" ma a me la definizione non piace. Anzi, i centri di comando sono molti, e lavorano in rete come i computer connessi. Il principio ispiratore della natura è stato simile a quello di Arpanet (la rete militare USA antesignana di Internet). Poiché la pianta può essere in gran parte predata e mangiata, così come moltissimi obiettivi militari possono essere distrutti durante una guerra atomica, costruire una rete e collegarvi tutti i cervelli o i computer equivale a rendere la rete non solo super potente, ma praticamente indistruttibile ».
Stefano Mancuso vanta collaborazioni con l’Esa e la Nasa ma la maggior parte dei suoi colleghi non raccoglie la sua idea:
« La prima reazione della comunità scientifica alla pubblicazione dei miei articoli è sempre la stessa ed è quasi unanime: questa teoria è una follia assoluta. Il tempo passa, io continuo a ricercare e a pubblicare sulle riviste più importanti, tengo lezioni in giro per il mondo, collaboro con enti di ricerca, università e aziende private (tra le ultime la Bose, che gli ha commissionato una ricerca sugli effetti del suono sulle piante, ndr), ma le reazioni non sono cambiate. La cosa più curiosa è che i colleghi non rispondono alle mie argomentazioni, che sono di tipo scientifico, con altre argomentazioni scientifiche: lo fanno con argomenti di tipo emotivo. Insomma, non contestano i risultati delle mie ricerche pubblicando altre ricerche. Ho scoperto a mie spese che gli scienziati sono conformisti quanto degli adolescenti, e piuttosto conservatori. Ma presto costruiremo il primo ibrido pianta- robot che spero servirà a dimostrare le capacità di calcolo delle piante ».
Questo dimostra, come ho sempre affermato, che gli organismi biologici sono molto più complessi di quello che sembrano. Inoltre sembra sussistere un sistema di interconnessione tra i viventi, una sorta di wireless biologica, che è l'unico media che può spiegare la complessità della interazione tra di essi e le raffinatissime strategie per la sopravvivenza. Sono con questo un sostenitore delle teorie di James Lovelock, il quale, a suo tempo, nelle sue consulenze alla NASA per la esobiologia marziana, definite "stravaganti" dai suoi colleghi e invece oggi dati sperimentali dimostrano inequivocabilmente la veridicità di molte delle sue intuizioni. (Stralci tratti da Wired.it)
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Ugo Spezza
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Futurologia
20 dicembre 2009
L'uomo di neve piu' minuscolo al mondo
Domani e' inverno, Natale si avvicina... Ecco quindi l'uomo di neve piu' piccolo mai creato: 10 micrometri di larghezza, o 1/5 di un capello umano. Il naso non e' una tradizionale carota, ma platino depositato con un raggio ionico.
Un articolo, su Nanowerk: The world's smallest snowman
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Notizie
19 dicembre 2009
Out of control - remix
Out of control, di Kevin Kelly, e' uno di quei libri che ho letto appena e' uscito, anni fa, proprio quando mi stavo avvicinando alle "nostre" tematiche, e che non ho mai dimenticato - al punto di metterne l'introduzione e il primo capitolo su Estropico (per il momento e' ancora sul vecchio sito). Ora scopro che ne e' stata creata una versione "remix" e drasticamente abbreviata, che lo stesso Kelly ha molto apprezzato e che consiglia a chiunqe non abbia letto Out of control. Il remix si concentra sugli aspetti cibernetici e di feedback dei sistemi di cui Kelly si occupa nella versione originale uscita nei primi anni '90. Il titolo del remix e' Bootstrapping Complexity (se qualcuno mi lascia nei commenti una traduzione di "bootstrapping" che non sia un giro di parole, saro' eternamente grato) e si puo' scaricare qui (Pdf), o leggere online sul sito del remixer, Andreas Lloyd.
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sabato, dicembre 19, 2009
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Letture
18 dicembre 2009
Morte e liberta'

Liberta' di parola, liberta' di movimento, liberta' di pensiero. La morte ci nega queste e tutte le altre liberta' che possiamo immaginare. E' una crudele ironia che la morte sia a volte descritta come una liberazione, ma non e' un caso che cio' avvenga solo dopo lunghe e atroci sofferenze causate da mali contro i quali siamo impotenti. Se queste quattro parole in liberta' vi sono piaciute, non perdetevi "Immortalità: ultima frontiera della libertà", di David Nicholas, negli archivi del sito.
Picture credits: Oh cruel destiny, by anna t.
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venerdì, dicembre 18, 2009
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Immortalismo
FX-1: il robot camminatore
Il Corea Advanced Institute of Science and Technology (KAIST) è specializzato in robot umanoidi (il loro strabiliante HUBO 2 è un concorrente del robot giapponese ASIMO) e il loro HUBO FX-1 (nel video qui sopra) è essenzialmente una sedia avanzata con un paio di gambe robot: un essere umano che si trova sulla parte superiore con un joystick manovra il robot che si muove a passo lento. Secondo il loro sito web KAIST spera di utilizzare FX-1 come mezzo di trasporto degli anziani, nell'aiuto in seguito a incidenti e catastrofi, e nel sollevamento pesi in un ambiente industriale.
Il "robot-walker" probabilmente non è abbastanza veloce per le applicazioni militari, ma il KAIST intende accelerare il passo del robot. Essi inoltre pensano di dotare il robot di una propria batteria incorporata, la capacità di salire le scale, e una maggiore capacità di carico - per ora il robot può sollevare circa 100 kg. Via: Beyond Human
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David
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venerdì, dicembre 18, 2009
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Video
17 dicembre 2009
Seasteading 2009: i video della conferenza
Ecco i video da Seasteading 2009, organizzato dal Seasteading Institute:
-Peter Thiel: Keynote
-Michael Strong: Free Zones and the Cambrian Explosion in Government
-Erwin Strauss: How to Start Your Own Country
-David D Friedman: Legal Systems Very Different From Ours -Sean Hastings: Experiences with HavenCo and SeaLand
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giovedì, dicembre 17, 2009
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Nuovi amici, di Andrea Vaccaro
Continua la ripubblicazione su Estropico degli articoli di Andrea Vaccaro per la sua rubrica su l'Avvenire (l'Antipinocchio). Qui, qui e qui gli articoli precedente e qui una recente intervista a Vaccaro, su Estropico.org.
«Compiuto un altro importante passo nella robotica... raggiunto un nuovo traguardo dell’Intelligenza artificiale... è straordinario, ormai, il livello di abilità delle macchine ma, per fortuna, le capacità dell’uomo sono ancora superiori».
E’ questo lo schema tipico degli articoli che salutano i sempre più frequenti progressi delle tecnologie avanzate. Uno schema ambivalente, quasi bipolare, riflesso di un’umanità che da una parte destina le menti migliori e ingenti finanziamenti per il conseguimento di strumentazioni più abili e performanti di quanto sia l’essere umano mentre, dall’altra parte, sembra “gufare” affinché ciò non avvenga.
Non c’è da stupirsi più di tanto per quest’ultimo sentimento, perché siamo culturalmente figli di un secolo che – ante o post-bomba atomica – non è stato affatto tenero con tutto ciò che aveva un vago sapore di meccanico o di tecnologico.
I manuali di filosofia novecentesca rigurgitano di esempi e accuse sferzanti contro la tecnica. Per O. Spengler, la sua fioritura è causa-effetto del “tramonto dell’Occidente”; per M. Weber, essa è una delle principali concause del disincantamento del mondo; per J. Huizinga, è motivo di quell’“infantilismo umano” che fa da pendant al “primitivismo tecnicizzato” di J. Ortega y Gasset; per M. Horkheimer, essa produce la “catena di montaggio” anche delle idee della massa; per
H. Arendt, provoca la perdita delle funzioni pensanti, giudizio che rende flebile eco alla voce ancor più angosciante di M. Heidegger, per cui la tecnica è linearmente sinonimo di “nullificazione dell’Essere”, cioè di “nichilismo”, fase ultima della parabola metafisica occidentale.
A drammatizzare e divulgare l’opposizione uomo-macchina ha poi pensato il cinema, dove occorre indagare sottilmente per riuscire a trovare un robot o un cyborg che non abbia come scopo ultimo il soggiogare con la violenza l’umano creatore.
Una nuova figura del rapporto uomo-macchina è, però, venuta di recente a profilarsi, con un aspetto assai più gentile e conciliante. Una figura che trova il suo connotato più esplicito nel principio dell’AI friendly, “Intelligenza artificiale amichevole”, coniato da Eliezer Yudkowsky, co-fondatore del SIAI (Singularity Institute for AI) e autore di vari articoli in cui promuove una «disposizione benevola» verso la nascente IA, dimodoché essa sia portata a contraccambiare il “sentimento” appena sarà cresciuta. L’origine di questo nuovo atteggiamento è in un libro sulla robotica del 1995 che Hans Moravec osò intitolare Mind Children: «le future macchine verranno cresciute da noi, impareranno i nostri comportamenti, condivideranno i nostri obiettivi e valori, potranno essere visti come bambini delle nostre menti». Barry Ptolomy, regista del docu-film Transcendent Man, prosegue nella metafora della paternità, prevedendo che queste “menti bambine” assorbiranno tutto da noi, ci capiranno e poi ci assisteranno “personalmente” come buoni figli con i genitori e non ci lasceranno mai soli. Con un’audacia massima, che traspare già dal titolo del capitolo Robot: Child of God del suo libro del 2000, Anne Foerst tira ancora di più il ragionamento: l’accoglienza o l’aggressività, la fiducia o l’arroganza che riversiamo verso le piccole cose “intelligenti” sono riflesso e palestra del modo con cui guardiamo all’Altro, segnatamente allo straniero.
Dovrò fare più attenzione alle interiezioni quando il mio computer fa le bizze (come un bambino) o non “capisce” quello che gli richiedo (come accade tra chi parla lingue diverse). Hai visto mai che, magari, per davvero...
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Intelligenza artificiale
16 dicembre 2009
Le presentazioni del H+ Summit 2009
Ecco i transcript del gia' segnalato 2009 Humanity+ Summit, tenutosi agli inizi del mese in California. Si tratta di appunti presi al volo da un partecipante al convegno (Bryan Bishop) nel corso delle varie presentazioni, ma al momento non ho trovato nient'altro (segnalazioni benvenute!). Ecco alcune delle presentazioni piu' promettenti: Aubrey de Grey, Greg Fahy, Christine Peterson, Gregory Benford e altri. Hat-tip a Fight Aging.
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Transumanisti
Venus Project: il futuro disegnato dalla tecnoscienza
Partorito dalla mente visionaria di J. Fresco, architetto e ingegnere, il Venus Project (di cui sopra vedete un video di presentazione dal sito ufficiale) è il perseguimento di un'ideale di società alternativa in cui scienza e tecnologia giocano un ruolo fondamentale. Il centro di ricerca che porta avanti il progetto ha acquisito una notevole fama a seguito dell'uscita del documentario Zeitgeist che è stato visto da milioni di persone nel mondo (il Progetto Venere è presentato nel secondo capitolo: Zeitgeist Addendum).
Ma quali sono in generale gli obiettivi di questo ambizioso progetto? Nella visione di J.Fresco viene delineato un modello di società alternativo che va oltre ogni ideologia politica. Questo progetto di cambiamento sociale prevede "una società globale, pacifica e sostenibile" (dalla F.A.Q. del loro sito) che si basi sul Metodo Scientifico e sul Sistema Cibernetico. In questo quadro quindi la tecnologia applicata svolge un ruolo decisivo, tra i vantaggi: l'automazione che libererà l'uomo dalla fatica e dal lavoro permettendogli di vivere in modo creativo e in armonia con l'ambiente e la società. Le varie soluzioni in ambito urbanistico, sociale, economico, tecnologico, ambientale fanno sognare un tipo di mondo in cui la scarsità (responsabile secondo J.Fresco dei disastri della nostra economia basata sul profitto) viene eliminata a favore di un sistema economico basato sulle risorse. Questo significa che il sistema monetario viene abolito e sostituito da "un sistema nel quale le merci e i servizi sono disponibili senza l’uso della moneta, del credito, del baratto, del debito o della schiavitù".
In tale società regolata dalla tecnologia (computer, database, robot, veicoli avanzati, etc.) non si avrà necessità nè di un governo nè quindi di una tassazione. La gente godrebbe di un elevato standard di vita e gruppi di tecnici volontari fornirebbero l'assistenza necessaria nella società:
"Il Progetto Venus chiede una società cibernetica dove i computer possano rimpiazzare il modello obsoleto di politici eletti che, in molti casi, rappresentano i radicati poteri forti. La tecnologia non potrà mai dettare legge o monitorare le vite di ognuno, perché questo verrebbe considerato socialmente offensivo e controproduttivo. Alcuni film come nel 1984 Brave New World, Blade-Runner e Terminator 2 hanno diffuso la paura in alcune persone sulla diffusione della tecnologia nella nostra società. Il Venus Project si propone solo di elevare il potenziale spirituale e intellettuale di tutte le persone mentre provvede anche ai beni e ai servizi che incontreranno i bisogni materiali individuali". (dalla F.A.Q. del loro sito).
Lascio giudicare a voi lettori l'auspicabilità di questo modello sociale, da parte mia ritengo che seppur certamente suggestivo e affascinante il Progetto Venere rischia di essere solo l'ennesimo tentativo di "ingegneria sociale" che nella storia abbiamo visto immancabilmente fallire, seppur nella F.A.Q. viene rassicurato che si differenzia profondamente dall'idea comunista e da ogni altra ideologia, il progetto di J.Fresco mi ricorda certe teorie del socialismo utopico con la differenza che stavolta è condido in "salsa hi-tech"...
Tuttavia bisogna riconoscere a J.Fresco di promuovere quello che anche noi transumanisti riteniamo fondamentale per lo sviluppo futuro e cioè scienza e tecnologia al servizio di una crescita materiale e spirituale dell'umanità (forse, chissà, anche lui ispirato in parte dall'utopia della Nuova Atlantide di F. Bacone...).
Al design sociale di J. Fresco però manca l'ideale di una scienza e tecnologia usata per migliorare innanzitutto caratteristiche e capacità mentali e fisiche dell'uomo come sostenuto dal movimento transumanista. Infatti una società per quanto migliorata nella sua organizzazione e nella sua economia non potrà dichiararsi davvero auspicabile finche' permarranno per ogni individuo sofferenza, disabilità, malattia, morte legate in molti casi non da un difetto sociale o economico ma da "difetti naturali" e quindi puramente di tipo biologico.
La tecnoscienza, su questo blog lo sosteniamo spesso, rivoluzionerà la condizione umana: forse non avremo mai un mondo veramente migliore se la nostra priorità non sarà aumentare la nostra intelligenza, creatività, empatia, conoscenza, etc. E' da queste basi, partendo dal nostro corpo e dalla nostra mente tramite la tecnoscienza, che potremo dare avvio a un cambiamento epocale della società umana.
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David
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mercoledì, dicembre 16, 2009
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15 dicembre 2009
Merluzzo e perdita di peso; stanoli vegetali, legumi e colesterolo; dieta e obesita'
Le news di NFI - Nutrition Foundation of Italy
Consumo di merluzzo e calo ponderale. Il consumo di merluzzo nell’ambito di una dieta ipocalorica favorisce la perdita di peso in soggetti giovani e adulti sovrappeso o obesi.
Stanoli vegetali, dieta mediterranea e rischio cardiovascolare. Il consumo di stanoli vegetali riduce il rischio cardiovascolare stimato in modo simile alla dieta mediterranea.
Legumi e colesterolemia. Anche i legumi diversi dalla soia, come i fagioli, i piselli e le lenticchie riducono i livelli plasmatici di colesterolo.
Qualità della dieta e obesità nelle donne. La qualità della dieta nel suo insieme è predittiva del rischio di obesità nelle donne.
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martedì, dicembre 15, 2009
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Longevismo pratico
Short Stories: grande Fantascienza italiana
Gli autori italiani di fantascienza non sono da meno dei decantati autori internazionali, anzi, firme come Francesco Verso, Donato Altomare, Vittorio Catani e altri hanno dato una forte spinta di rinnovamento a questo tipo di letteratura, prima stagnante e "appoggiata" alla solita fantasy. Short Stories è una rivista di fantascienza ideata e proposta da due autori italiani: Giorgio Sangiorgi e Luca Oleastri i quali, oltre che autori di racconti, sono anche due eccezionali grafici e arricchiscono di splendide e surreali immagini la cover e le illustrazioni interne alla pubblicazione. Short Stories è fondamentalmente una rivista di racconti e romanzi brevi, talvolta più godibili e variegati del classico romanzo lungo. La qualità degli scritti è davvero di buon livello e sono presenti anche testi di autori internazionali la cui traduzione è curata dagli stessi autori. La pagina web a cui accedere alle riviste è a questo link; è sufficiente cliccare sulla copertina per accedere allo shop on-line. La rivista costa 17 euro in formato cartaceo a colori con rilegatura rigida ma è acquistabile anche come file PDF ad alta risoluzione a 7 euro per leggerla tramite computer o e-book. Di recente è uscito il n.6 (Dicembre 2009), ben 250 pagine per una antologia dal titolo L'alba che non verrà che tratta di catrastrofi e disastri in racconti di fantascienza e fantasy. Data la qualità dei racconti consiglio tuttavia di acquistare, magari come semplici PDF, anche i numeri precedenti della rivista...
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Ugo Spezza
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martedì, dicembre 15, 2009
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14 dicembre 2009
All'interno del mondo steampunk
Lo steampunk è un genere d'arte che reimmagina la tecnologia di oggi come se fosse stata inventata nell'Inghilterra vittoriana. Il mese scorso (novembre 2009) si è tenuta la prima mostra dedicata allo steampunk presso l'Università di Oxford, la rivista NewScientist ha scelto alcune immagini significative di oggetti esposti alla mostra. In alto ho scelto le foto che mi hanno personalmente colpito di più, la galleria completa comunque è qui.
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David
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lunedì, dicembre 14, 2009
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Fantascienza
I cinque sviluppi longevisti piu' importanti del 2009

Ci avviciniamo alla fine dell'anno e cominciano ad apparire le liste: i dieci gol piu' belli dell'anno, i dieci video piu' divertenti, etc, etc. Da queste parti mi sembra piu' on-topic questa lista dei progressi longevisti piu' promettenti del 2009, compilata da Dave Gobel della Methuselah Foundation:
1. Rapamicina: il farmaco immunosuppressore che, sorprendendo molti, ha allungato la vita del topo di laboratorio (qui e qui sulla stampa italiana).
2. Vitamina D3 (colecalciferolo): l'umile vitamina D dimostra sempre piu' capacita' chemoprotettive. Si sta cominciando a capire che le dose giornaliera consigliata non e' sufficiente.
3. Organovo: l'azienda americana leader dello "stampare organi" le cui tecnologie promettono di eliminare le liste attesa per i trapianti di organi e l'uso di farmaci immunosuppressori (i quali hanno pesanti effetti collaterali, nonostante le inaspettate proprieta' della rapamicina di cui sopra).
4. Nello stesso settore: i progressi del Dr. Anthony Atala, del Wake Forest Institute for Regenerative Medicine, nel creare vesciche urinarie in provetta. Qui una video-intervista.
5. Continuous-Flow Ventricular Assist Devices: pesano meno di un etto e sono chirurgicamente inseriti nella cavita' toracica, dove prendono il ruolo del cuore come motore della circolazione sanguigna.
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Estropico
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Longevismo
13 dicembre 2009
Kevin Kelly: cosa vuole la tecnologia?
Kevin Kelly, ex-direttore di Wired e autore di Out of control, a TedX. La sua presentazione, di soli 18 minuti, e' una galoppata dalla preistoria al futuro, sulla falsariga del progresso tecnologico, alla ricerca di dove esso ci sta portando. Affascinante come Kelly abbia adottato "extropy", nel senso estropico del termine (ne ha parlato anche in un suo articolo di qualche settimana fa, intitolato appunto Extropy, e la cui traduzione (o almeno un riassunto!) e' da allora sulla mia lista di cose-da-fare-per-il-blog... Non solo: Kelly ha anche adottato il Proactionary Principle di Max More, la risposta estropica al Principio di Precauzione.
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domenica, dicembre 13, 2009
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12 dicembre 2009
Intervista crionica su tv britannica
Un'intervista in due parti a tre crionicisti (uno iscritto alla Alcor e una coppia di giovani iscritti al Cryonics Institute) su una televisione britannica. Il quarto intervistato e' un professore universitario, invitato nel ruolo di scettico, che pero' ammette come la possibilita' di "resurrezione" dall'azoto liquido, per quanto secondo lui bassa, non sia 0%.
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11 dicembre 2009
I tre transumanisti piu' influenti del 2009
Segnalazione lampo. Tre transumanisti nella lista dei 100 personaggi piu' influenti nel 2009, compilata da Foreign Policy: Ray Kurzweil, Nick Bostrom, Jamais Cascio (li trovate in cima a questa pagina della lista).
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venerdì, dicembre 11, 2009
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Transumanisti
La classe cognitivamente potenziata, di Andrea Vaccaro
Continua la ripubblicazione su Estropico degli articoli di Andrea Vaccaro per la sua rubrica su l'Avvenire (l'Antipinocchio). Qui e qui gli articoli precedente e qui una recente intervista a Vaccaro, su Estropico.org.
All’inizio dell’anno scolastico si tocca il picco dei buoni propositi da parte degli studenti che si ripromettono di dare il massimo. Poi – è umano – le motivazioni calano, ci si concede qualche pausa e la scuola riprende il solito volto che qualche pinocchino ama marinare.
Se così è stato nel passato, ecco che il futuro prospetta un nuovo scenario: la classe cognitivamente potenziata, uno dei più recenti fiori della cultura del better human e dell’enhancement (miglioramento, accrescimento) di marca statunitense che sembra facilmente acclimatabile anche nella psicologia dell’“aiutino” dei quiz tv italiani. La previsione si basa sugli ultimi dati del National Institute on Drugs Abuse USA, che attestano un incremento inaspettato presso gli studenti dell’uso-abuso di sostanze sintetiche mirate al potenziamento delle funzioni mentali, dall’aumento della memoria a breve termine allo stimolo dell’attenzione, dall’abilità a organizzare le idee al prolungamento della concentrazione. Sono chiamate “smart drugs”, sostanze cognitive, intelligenti, agili.
The cognition-enhanced classroom [1] è il titolo di un contributo scientifico di Barbara Sahakian, docente di Neuropsicologia clinica al Dipartimento di psichiatria dell’Università di Cambridge, divenuta una delle voci più autorevoli in questioni di neuro-etica e psicofarmacologia cognitiva con studi quali Professor’s little helper (Un “aiutino” per il professore) e Towards responsible use of cognitive-enhancing drugs by the healthy (Verso uso responsabile delle sostanze per il potenziamento cognitivo in modo salutare), entrambi pubblicati su “Nature”. Il dato: si aggira intorno al 10% il numero degli universitari statunitensi che dichiarano di aver fatto uso di smart drugs, soprattutto in periodi di esami ravvicinati. Essendo illegale tale uso, la percentuale è avvalorata, in modo incrociato, dalla stima dei furti di questi farmaci per centinaia di migliaia di dosi ogni anno. L’esperimento: dai test emerge che la somministrazione a giovani adulti sani di una singola dose di modafinil (commercializzato come Provigil, per il trattamento della narcolessia) o di metilfenidate induce un percepibile miglioramento delle performance cognitive.
Gli effetti collaterali a breve termine sono minimi. Ancora da verificare la permanenza nel tempo degli effetti positivi, nonché i rischi sottili e quelli nel lungo periodo. La conclusione: “potenziamento” – in questo caso cognitivo – non è una dirty word, una parolaccia, e se è irresponsabile l’uso di questo “Viagra per il cervello” da parte di studenti che vogliono passare dalla media del 7 a quella dell’8, occorre pensare anche ai casi in cui la difficoltà cognitiva è pesante e reca sofferenza sia al ragazzo che la vive, sia ai familiari.
Attorno a questi dati, poi, si muove la nebulosa delle opinioni. In un estremo, i promotori del better than well dileggiano gli “anti-miglioristi” sfidandoli, in nome dei loro principi salutisti-naturalisti, a sostituire il loro comodo caffè mattutino con tre giri di corsa dell’isolato, in modo da ottenere la stessa spinta energetico-stimolante senza assunzione di sostanze neuro-alteranti. Nell’estremo opposto, coloro che profilano la necessità di test anti-doping per gli studenti dopo l’esame, come per gli atleti dopo la gara, e chiedono quale soddisfazione morale possa derivare da successi scolastici ottenuti con questi vantaggi sleali. Per non parlare, poi, dell’acuirsi dei contrasti generazionali: cosa potrà dire un genitore sessantottino che consumava la sostanza per “mandare in vacanza” il cervello al figlio che la assume per “farlo lavorare di più”?
[1] Il rapporto in cui si trova l'articolo (Better Humans? The politics of human
enhancement and life extension) e' scaricabile qui, in formato Pdf, dal sito della Demos.
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venerdì, dicembre 11, 2009
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Potenziamento umano
10 dicembre 2009
Karl S. Chu: genetica, computazione e architettura, di Elisabetta Bonafede
Il termine algenia, introdotto dal Nobel per la biologia Joshua Lerderberg, rappresenta la versione moderna dell’antico mito alchemico di trasformare la materia e, addirittura superando ogni più ardita precedente fantasia, si dispone a modificare le cose viventi cambiandone l’essenza a livello genetico. La biotecnologia, costruendo e istallando nuovi geni e ricombinando la struttura della materia in un numero infinito di nuove possibilità, detiene un potere inedito che porta ad un punto di svolta per l’umanità: il mondo attuale è la conseguenza dell’evoluzione guidata dalla natura, ma oggi si apre una nuova era dove “l’evoluzione è manovrata, pilotata dall’uomo stesso” (Joel Garreau, Radical Evolution). Insomma stiamo assistendo all’emergere di un mondo post-biologico di cui possiamo avere un’anteprima scorrendo i numerosi esperimenti di ingegneria genetica condotti fino ad oggi: dall’onco-topo, al maiale-omega3, dalla carota Betasweet che contiene una elevata quantità di betacarotene protettivo, ai pomodori Flav Savr che maturano a comando, dal designer cat Ashera, gatto gigante incrocio genetico tra gatto selvatico, gatto domestico e gattopardo, alla “spider goat”, capra che possiede i geni del ragno che attivano nel suo latte una proteina utilizzabile per creare una fibra destinata ad avere larga applicazione anche nel campo delle costruzioni, più forte dell’acciaio, più resistente del kevlar e più elastica della gomma. L’ingegneria genetica ha come partner indispensabile la tecnologia informatica: il DNA è un sistema di informazioni così complesso da essere inaccessibile alle facoltà cognitive meramente umane e può essere decifrato solo con l’ausilio del computer capace di ridurre tutta la realtà ad una fonte immateriale fatta di bit e di “scavalcare il baratro, apparentemente invalicabile, tra animato e inanimato” (Douglas R.Hofstadter Godel, Esher, Bach: an etenal Braid). Alla formula di Wheeler It from bit si richiama espressamente uno dei principali esponenti della post-avanguardia architettonica statunitense: Karl S. Chu. Codirettore del Genetic Architecture Program e direttore del dipartimento di Computazione e Metafisica dell’Architettura all’EASRQ, Chu va oltre la mera celebrazione della funzione del computer di generare la realtà virtuale o il ciberspazio e si inserisce a pieno titolo nel paradigma algoritmico-computazionale, cioè in quella corrente di pensiero - alla quale aderiscono un numero sempre crescente di fisici digitali e tecno-filosofi (Ed Fredkin, Gregory Chaitin, Seth Lloyd, David Deutsch, Sephen Wolfram) - che sostiene che l’essenza di tutto ciò che esiste sia riconducibile ad un codice informazionale e l’universo stesso non è che computazione. Leggi tutto, su Estropico.
Immagine: Genetic Architecture: Phylox 1
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giovedì, dicembre 10, 2009
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Varie
Esercizio fisico e telomeri
L'esercizio fisico intenso attiva la telomerasi, la quale a sua volta stabilizza i telomeri. Questo il messaggio di uno studio condotto su atleti professionisti dall'Universita' della Saarland, in Germania. Uno dei ricercatori ha dichiarato che questa e' una prova diretta che l'esercizio fisico ha effetti anti-invecchiamento e ha ipotizzato che l'impatto benefico sul sistema cardiovascolare sia una conseguenza del suo impatto a livello molecolare. I telomeri degli atleti esaminati si sono dimostrati piu' lunghi (e quindi piu' efficienti) dei telomeri del gruppo di controllo (individui sani, ma non sportivi). David parlava proprio l'altro giorno dei fortunati portatori di "geni mutanti che allungano la vita", i cui telomeri sono protetti, ma questo studio ci dice che, anche se e' ovviamente impossibile scegliersi i genitori, possiamo pur sempre ottenere un certo livello di controllo sull'invecchiamento. Le cattive notizie? Gli atleti studiati avevano una media dai 70 agli 80 chilometri di corsa alla settimana... Quello che non capisco e' esattamente il tipo di esercizio fisico di cui stiamo parlando. Da una parte l'articolo parla di endurance il che implica maratone e simili (esercizio aerobico), ma gli atleti in questione facevano parte del German National Team of Track and Field (atletica leggera), il che implica eventi sia aerobici che anaerobici. Sarebbe interessante vedere studi simili su altri tipi di esercizio fisico e su atleti non professionisti, per capire quale sia il livello minimo di attivita' necessario ad attivare la telomerasi, dato che contrariamente agli atleti professionisti, la maggior parte di noi ha anche altre cose da fare nella vita, e il tempo libero e le energie non sono infiniti... Ad ogni modo, tutto cio' ci riporta a quanto ho scritto nel post di ieri sulla restrizione calorica: "la differenza, in termini di aspettative di vita, fra coloro che praticano regolarmente una qualche forma di esercizio fisico e coloro che hanno uno stile di vita sedentario e' di circa 10 anni." E' certamente poco rispetto a quanto prevediamo per la rivoluzione biotecnologica del futuro prossimo, ed e' nulla rispetto a quanto promette la nanomedicina di un futuro un po' piu' lontano, ma l'esercizio fisico resta, almeno per ora, il piu' efficace elisir di lunga vita a nostra disposizione. Un fatto, questo, che mi sembra sia spesso trascurato da molti longevisti.
Picture credits: Endurance, by Frodrig
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09 dicembre 2009
Max More su X-Men e postumani
Segnalazione lampo: From X to Ex, il contributo di Max More a The Unauthorized X-Men
SF and Comic Writers on Mutants, Prejudice and Adamantium, e' online - ma solo fino a venerdì 11 dicembre...
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mercoledì, dicembre 09, 2009
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Transumanisti
Restrizione calorica: aggiornamento
Funziona su numerosi animali da laboratorio, ma funziona anche sugli esseri umani? E se funziona, offre un'estensione della vita sufficiente a giustificare i non trascurabili effetti collaterali di una riduzione del 30% delle calorie consumate giornalmente? Fight Aging ci aggiorna sugli studi piu' recenti (Human Calorie Restriction Studies Continue Apace): il consenso fra biogerontologi sembra essere che la restrizione calorica (RC) su esseri umani possa offrire un allungamento della vita di qualche punto percentuale e in buona salute, cioe' evitando le malattie tipiche della terza eta'. Un recentissimo studio sugli effetti della RC sembra indicare che esseri umani e roditori reagiscano in maniera simile al taglio delle calorie. Nonostante bassi livelli di infiammazione, e' stato rilevato pero' che circa il 40% dei soggetti praticanti la restrizione calorica dimostra di reagire con un'elevata glicemia all'esame del glucosio a digiuno. Per quanto preoccupante, tale reazione sembra essere collegata ai bassi livelli di testosterone, di fattore di crescita insulinosimile 1, detto anche IGF-1, e di triiodotironina, tutti effetti tipicamente riscontrati nei rodenti sottoposti a regimi di RC in ormai dozzine di studi, e che sono ritenuti utili nell'evitare le malattie tipiche dell'invecchiamento. Nonostante cio', Michael Rose, famoso per aver quadruplicato le aspettative di vita del moscerino della frutta con procedimenti di selezione artificiale, ha creato un modello matematico secondo il quale la RC praticata per l'intera durata della vita allungherebbe le aspettative di vita di circa il 7%, negli esseri umani, cioe' molto meno di quanto faccia nei piccoli animali da laboratorio. Il che, in pratica, vorrebbe dire un allungamento della speranza di vita di 5,5 anni per gli uomini e di 5,9 anni per le donne, in Italia (in base ad alcune stime delle aspettative di vita internazionali). Quella di Rose e' una stima piu' generosa dei 2 o 3 anni stimati da Aubrey de Grey, ma basata, mi sembra di capire, su ragioni simili: le aspettative di vita degli animali su cui la restrizione calorica funziona sono particolarmente brevi e il sopravvivere una singola carestia offre loro un enorme vantaggio: la possibilita' di raggiungere un'altra stagione riproduttiva e di passare i propri geni ad un'altra generazione. Ma negli organismi con piu' possibilita' riproduttive, gli effetti della mancanza di cibo sono meno marcati, ergo la stima di un'estensione della vita molto minore. E a questo punto Fight Aging ci ricorda di un fatto che fa apparire la RC ancora meno attraente: la differenza, in termini di aspettative di vita, fra coloro che praticano regolarmente una qualche forma di esercizio fisico e coloro che hanno uno stile di vita sedentario e' di circa 10 anni.
Image credits: Metzis Tasty Takeaway Hamburger, by Vanessa Pike-Russell
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08 dicembre 2009
Copenaghen: quanto ci fa bene l'ecocatastrofismo?
Come forse molti di voi sapranno è iniziato il Summit di Copenahgen in cui i delegati di 192 paesi del mondo decideranno il nostro futuro ambientale... Intanto però come spiega questo articolo del Telegraph, il summit contribuirà non poco a produrre CO2... Nel frattempo giusto per sentire "l'altra campana" ho trovato sul web uno spezzone con sottotitoli in italiano (nei due video in alto) di Not Evil Just Wrong, documentario di controinformazione sul tema del cambiamento climatico (che avevo già segnalato qui). Nei video si parla della messa al bando del DDT dopo le proteste degli ambientalisti e deigli effetti che hanno avuto sulle popolazioni martoriate dalla malaria.
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martedì, dicembre 08, 2009
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CO2 permette agli animali marini di costruire più conchiglie
L’altro giorno ho scritto di come alcune spugne siano ben felici dell’aumento della CO2 e di come questo si traduca in più cibo per gli animali della barriera corallina. Oggi scrivo di come più CO2 permetta ad alcuni molluschi marini di produrre carapaci più spessi (mentre altri sembrano continuare a produrne nella stessa quantità). Quando, negli ultimi anni, le temperature non hanno seguito l’andamento della CO2 al rialzo, alcuni sostenitori della teoria del Antropogenic Global Warming [AGW] hanno inventato una nuova scusa per giustificare comunque la riduzione delle emissioni industriali e civili di CO2 (ma non parlano mai di quelle agricole): l’acidificazione degli oceani avrebbe danneggiato l’ecosistema marino “irreparabilmente”. A quanto pare, però, l’ecosistema marino ha gusti differenti rispetto a quanto previsto dagli esperti sostenitori dell’ AGW. Fortunatamente, gli scienziati della Woods Hole Oceanographic Institution non erano interessati a nascondere il declino come quelli del CRU.
Un po’ di dettagli sulla chimica marina e perché l’acidificazione degli oceani è una truffa.
Oh snap! CO2 causes some ocean critters to build more shells - Watts Up With That?
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martedì, dicembre 08, 2009
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Ecocatastrofismo
07 dicembre 2009
Vota per il longevismo
Leggo sul sito dell'Immortality Institute di un concorso per organizzazioni caritatevoli che mette in palio premi da 25.000, 100.000 e un milione di dollari, donati dalla banca americana Chase. E sara' il pubblico a decidere chi vincera'. Alle 100 organizzazioni che riceveranno piu' voti andranno 25.000 dollari, e per i premi piu' grossi saranno necessari secondi turni di votazioni. Si puo' votare fino all'11 dicembre e l'Immortality Institute non e' la sola organizzazione longevista, come potete vedere dalla lista da loro preparata e qui sotto riportata. Per votare e' necessaria l'iscrizione a Facebook e diventare "fan" del concorso (Chase Community Giving), dopodiche' si puo' votare per l'organizzazione preferita. Ecco, qui sotto, quelle coinvolte nella ricerca anti-invecchiamento. Non costa niente e potrebbe aprire le porte alle terapie longevizzanti che da queste prevediamo ed aspettiamo con impazienza! Votate e pubblicizzate il concorso fra i vostri amici e sui vostri siti e blog!
- Immortality Institute
- Methuselah Foundation
- Supercentenarian Research Foundation
- Vitae Institute
- Alliance For Aging Research
- Genetics Policy Institute
- American Aging Association
- Campaign for Aging Research
- Alzheimers And Aging Research Center
- Institute For Advanced Studies In Aging & Geriatric Medicine
- Fisher Center for Alzheimer's Research Foundation
- Cure Alzheimer's Fund
- Sabrina Cohen Foundation for Stem Cell Research
- International Society For Stem Cell Research
- Michael Stern Parkinsons Research Foundation
- Parkinson's Action Network
- Paul Ruby Foundation for Parkinson's Research
- Parkinsons Disease Research Society
- Foundation For Parkinsons And Neurological Research
- Stem Cell Cancer And Regenerative Medicine Research Inc
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lunedì, dicembre 07, 2009
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Longevismo
Vivere più a lungo: uno studio rivela cosa ne pensano le persone
Se alla gente fosse data una pillola per far vivere più a lungo che cosa farebbero con quel tempo extra? Secondo un nuovo studio di ricercatori dell'Università del Queensland, la gente lo trascorrerebbe con la famiglia. Lo studio ha intervistato 605 australiani dai 18 ai 96 anni e ha individuato le loro conviznioni etiche, sociali personali verso l'estensione farmaceutica della vita. Il principale autore è il dottor Brad Partridge, ora presso la Mayo Clinic negli Stati Uniti, che ha condotto le interviste come parte del suo dottorato di ricerca. Il Dr Lucke, co-autore dello studio, ha detto che la ricerca, pubblicata sulla rivista Rejuvenation Research di recente, è stata ispirata da studi che mostrano che la vita degli animali può essere notevolmente aumentata in laboratorio. "Ai partecipanti è stato ipotizzato uno scenario da considerare, che prevedeva l'adozione di una pillola anti-invecchiamento, che avrebbe aumentato la durata massima nell'uomo", ha detto il dottor Lucke. "La pillola non sarebbe stata utilizzata per curare le malattie, ma per ritardare l'insorgenza di problemi di salute, che portano ad una morte precoce". Secondo lo studio il 63 per cento dei partecipanti ha detto che ci sarebbero benefici personali per l'estensione della vita come passare più tempo con la propria famiglia (36 per cento); avere più tempo nella vita per realizzare le proprie ambizioni (31 per cento) e una migliore salute e qualità della vita (21 per cento) . "L'ottanta per cento ha anche previsto almeno un rovescio della medaglia", ha detto. "Tra questi prolungare uno stato di salute miserevole (il 34 per cento); costi finanziari di una vita più lunga (16 percento) e la sopravvivenza alla famiglia e agli amici (12 per cento)." "Oltre la metà (52 per cento) dei partecipanti pensano che un prolungamento della vita non sarebbe vantaggioso per la società, con il sette per cento di questi partecipanti che considera la sovrappopolazione (40 per cento) e l'aumento dell'onere per sanità e servizi (23 per cento), come problemi." Il Dr Lucke detto che: "È un fatto noto che l'atteggiamento del pubblico nei confronti delle nuove tecnologie, soprattutto quelle che renderebbero possibile aumentare la durata della vita, puo' favorire od ostacolare il progresso della ricerca". "Lo studio dovrebbe incoraggiare i ricercatori, bioeticisti e politici, a interagire con i membri del pubblico sugli obiettivi della ricerca che circonda l'estensione della vita, i risultati attesi di tale ricerca e le probabili implicazioni per gli individui e la società." Da: Physorg
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Longevismo
06 dicembre 2009
Le meraviglie robotiche dalla fiera IREX 2009
Si è conclusa a Tokio l'edizione 2009 di IREX, una delle fiere internazionali di robot più incredibili al mondo. Sono stati mostrati i più recenti prodotti della robotica giapponese e non solo. La fiera è importante perchè svela quelli che saranno probabilmente i robot che sbarcheranno presto nel mondo industriale. I robot umanoidi hanno ricevuto la parte del leone dell'attenzione: come Nextage (in alto nel primo video) e Motomen (in alto nel secondo video). Ha stupito anche il robot Topio capace di giocare nientemeno che a ping pong. IREX ci ricorda che il campo della robotica sta continuando ad espandersi a un ritmo straordinario. Via: Beyond Human
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domenica, dicembre 06, 2009
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Video
05 dicembre 2009
Vent'anni fa la prima manipolazione dell'atomo
Un video per celebrare i vent'anni di uno dei primi breakthrough nanotecnologici, il famoso logo della IBM scritto con 35 atomi di xeno da Don Eigler, ricercatore, ovviamente, dell'IBM.
Hat-tip a Singularity Hub.
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sabato, dicembre 05, 2009
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Nanotecnologie
04 dicembre 2009
20 libri di fantascienza per il 2010
Io9 ci da' un'anteprima di cosa sia in arrivo (sul mercato anglosassone) per l'anno che verra' in termini di fantasy (che in genere non mi interessa) e fantascienza (di cui dovrei occuparmi piu' spesso). Fra quelli che, personalmente, mi sembrano piu' interessanti troviamo The Dervish House di Ian McDonalds (nanotecnologie, misticismo islamico, antichi segreti ottomani e minacce terroristiche nella Istanbul del futuro); Kraken, di China Miéville (del quale non si sa nulla - a quanto pare l'autore e' molto geloso dei suoi libri in fase pre-pubblicazione); For the Win, di Cory Doctorow (ambientato fra i gamers cinesi); The Restoration Game, di Ken MacLeod (Unione Sovietica, rivoluzioni, mondi virtuali); Digital Domains, a cura di Ellen Datlow (una collezione di racconti brevi dalla rimpianta rivista Omni); Zendegi, di Greg Egan del quale ho appena finito l'ottimo e consigliatissimo Oceanic, una raccolta di storie brevi (quella che da' il titolo al libro e' online sul sito dell'autore). Zendegi si occupa di mondi virtuali e dei diritti degli esseri che li abitano, in un futuro non molto lontano; Trade of Queens, di Charles Stross (sul commercio fra due Terre appartenenti a diversi universi paralleli). Sembra che sara' un buon anno...
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Letture
03 dicembre 2009
Rejuvenation Research, Volume 12, Number 5
Segnalazione lampo: e' uscito l'ultimo numero di Rejuvenation Research, la rivista scientifica dedicata alla biogerontologia e diretta da Aubrey de Grey. Qui i commenti di Fight Aging (al quale va' la hat-tip).
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giovedì, dicembre 03, 2009
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Longevismo
Max More su estropici e libertarianismo
Quella del rapporto fra estropianesimo e libertarianismo (nell'accezione anglosassone del termine) e' una di quelle diatribe che vanno avanti da anni e che e' riemersa qualche tempo fa sulla mailing list di ExtroBritannia. Max More e' intervenuto nella discussione con un intervento teso a chiarire una volta per tutte come stanno le cose e che riassumo parzialmente/traduco liberamente, qui sotto. E confesso di dar rilievo a questo suo intervento non solo perche' condivido in gran parte quanto scritto da More, ma sperando anch'io di chiarire una volta per tutte come stanno le cose, visto che sono spesso "accusato" di libertarianismo e/o anarco-capitalismo, in genere da chi trova politicamente conveniente farlo. La mia posizione e' leggermente diversa da quella di More, in quanto io non mi sono mai definito libertarian, ma al massimo quasi-libertarian (e quello era qualche anno fa). E gia' che ci sono ne approfitto per ricordare che, al di la' di quelle che possono essere le simpatie politiche del sottoscritto, Estropico non e' un sito personale e mira ad essere un sito/blog politicamente trasversale, come dimostrato anche dall'apertura del blog, ormai piu' di anno fa, ad una serie di guest-bloggers con posizioni politiche diverse. Ecco l'intervento di Max More, con qualche mio commento [fra parentesi]:
Innanzitutto, Mike [More si riferisce a Mike Price, extropian della prim'ora e suo vecchio amico] sono d'accordo con te. Quando la rivista Extropy fu pubblicata, io ero certamente un libertarian. Un giornalista di L.A. Weekly, in un articolo del 2001, mi descrisse come "un libertario salutista in un mare di accaniti fumatori marxisti", quando ero ad Oxford. I primi numeri di Extropy contenevano articoli su temi fortemente libertari, ma non solo: erano decisamente orientati verso l'anarco-capitalismo. Quasi tutti coloro allora coinvolti nella produzione della rivista si sarebbero descritti come libertarian o come anarchici. Come molti di voi sapranno, io non mi descrivo piu' come libertarian. Continuo a credere che si tratti della filosofia politica piu' saggia che abbia mai incontrato, ma ormai da molti anni sono convinto che non sempre le risposte libertarie siano le piu' adatte ad ogni situazione. Continuo a credere che gran parte delle attivita' dei governi (regolamentazione and interventismo) siano una cura peggiore della malattia [More porta ad esempio i recenti interventi del governo USA in seguito alla crisi finanziaria, ma non mi addentro. Chi fosse interessato trovera' sul suo blog un articolo al proposito]. Continuo a ritenere il libertarianismo anarco-capitalista un ideale, ma non credo sia realizzabile, ne' oggi, ne' nelle prossime decadi. Spero che gli esseri transumani saranno adatti ad esso, in futuro - un futuro in cui avremo una maggiore comprensione dei processi sociali e in cui saremo piu' razionali. Nonostante cio', sono convinto che *a volte* gli interventi di un governo centrale siano necessari. A volte i fallimenti del mercato sono peggiori degli altrettanto reali fallimenti dei governi. More cita un passaggio di Megan McArdle che riassume il suo pensiero corrente:
"Penso che interventi e regolamentazioni governative facciano in genere piu' male che bene, e che costino sempre qualcosa in termini di liberta' e di ricchezza della nazione. In certi casi ritengo che tali costi siano giustificati, come nel caso della Difesa, la protezione dell'ambiente, la lotta all'illegalita', etc. In altri casi non vedo alternative ai programmi governativi, anche se mi rendo conto che faranno sì qualcosa che io considero moralmente necessario, ma lo faranno in modo inefficiente e con molti sprechi. Come nei programmi di assistenza per l'infanzia, ai disabili, ai disoccupati, etc. Mantengo invece una posizione libertarian piu' intransigente su questioni quali gli interventi paternalistici, sia che vengano dalla destra o dalla sinistra, sullo stile di vita di coloro che vivono di sussidi statali, e contro l'idea di dare sussidi a chi, pur potendo lavorare, preferisce non farlo."
Ok, veniano adesso al rapporto fra estropia, l'Extropy Institute e il libertarianism. Era, quest'ultimo, una parte fondamentale di tutto quanto pubblicato sulla rivista Extropy? No. Quel ruolo, ovviamente, era riservato al concetto di estropia, un'idea tesa al superamento dei limiti e delle barriere, al raggiungimento di superiori livelli di progresso, intelligenza, etc. L'approccio libertario in campo economico sembrava allora quello piu' adatto al raggiungimento di questi obiettivi. E ancora oggi mi sembra l'approccio migliore, in generale, ma non sempre. Quello che voglio sottolineare e' che l'approccio libertario e' sempre e solo stato uno strumento per il raggiungimento degli obiettivi estropici. In questo senso, quindi, il libertarianismo non e' mai stato essenziale per la filosofia estropica.
Il che non vuol dire che Mike [e altri, fra i quali il sottoscritto] abbia torto quando dice che l'estropianesimo dei primi tempi avesse forti tendenze libertarie. Ma dire che io abbia "castrato" ("neutered") l'estropianesimo, come fatto da Mike, sia eccesivo [con riferimento all'allontanamento dal libertarianismo dell'Extropy Institute, messo in atto da More]. Direi invece che e' stato "pluralizzato". Una sola filosofia politica non era abbastanza. Non sono d'accordo, inoltre, sul fatto che il transumanesimo sia "apolitico", soprattutto come lo abbiamo visto rappresentato dalle organizzazioni transumaniste. Per esempio, la World Transhumanist Association/Humanity+ ha un'ovvia preferenza per il "tecnoprogressismo" (technoprogressivism), o "tecnoburocratismo" come preferisco chiamarlo io. Anche come pura filosofia, il transumanismo non e' apolitico. Le sue radici umaniste gli permettono di abbracciare varie teorie politiche e gli danno delle "preferenze politiche" generali.
Passiamo ora ai Principi Estropici, il principale documento dell'estropianesimo. Nella loro primissima versione non contenevano neanche il concetto di Ordine Spontaneo. E ho sempre riconosciuto il fatto che non fosse necessario abbracciare i Principi nella loro totalita': l'avere delle riserve sul principio di Ordine Spontaneo, non squalifica nessuno. Il concetto di Ordine Spontaneo non e' necessariamente libertario, anche se coincide molto con il libertarianesimo, ed e' solo apparso nelle versioni 2.0 e 2.5 dei Principi, per poi essere sostituito da quelli di Auto-direzione e Societa' Aperta. Quella fu una scelta deliberata, da parte mia, il cui obiettivo era di rendere accessibile l'estropianesimo ad un pubblico piu' politicamente variegato. Il nocciolo dell'estropia non e' politico: e' un bisogno prometeico e (forse) nietzschiano di superare le limitazioni e di innovare.
Immagine: la "spirale estropica", nella versione di Anders Sandberg
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Futurizzazione
02 dicembre 2009
Carne in provetta: Europa o America?
Due opposte previsioni sulla futura diffusione della carne in provetta, una da h+ Magazine e una da Ronald Bailey, su Reason. Secondo h+ Magazine, la carne in provetta sara' accettata piu' facilmente nel Vecchio Continente dato che sara' vista come piu' ecologica e dato che da queste parti siamo abituati a cibi visti (almeno dal giornalista americano) come poco appetenti, quali lumache, anguille, sanguinaccio, haggis e altro. Secondo Bailey, invece, saranno rigettati in Europa in quanto visti come simili agli Ogm e a causa delle proteste degli agricoltori. Chi vivra', mangera'... Mettendo "carne in provetta" in Google, pero', il primo risultato e' stato un articolo di due anni fa, su un sito ecologista, che sembra dar ragione a Bailey: Carne in provetta, Coldiretti non la vuole.
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Biotecnologie
Accelerare il progresso per evitare i rischi esistenziali
Un articolo di Glenn Harlan Reynolds (autore di An Army of Davids) su Popular Mechanics offre una introduzione a singolarita' e dintorni. Nulla di nuovo per i lettori di Estropico, ma l'ultimo paragrafo dell'articolo solleva un punto interessante che riassumo qui sotto: le tecnologie distruttive sembrano sempre arrivare prima di quelle "costruttive". I razzi V1 e V2 tedeschi e le Katyusha russe sono apparsi decadi prima dei missili intercettori, e le armi biologiche (per quanto rudimentali) sono state utilizzate secoli prima dell'arrivo degli antibiotici. Il che suggerisce l'esistenza di un lasso di tempo fra lo sviluppo di tecnologie potenzialmente pericolose e lo sviluppo di contromisure tecnologiche. In quel lasso di tempo siamo vulnerabili, e le tecnologie GNR (Genetica, Nanotecnologie e Robotica) potrebbero portare a disastri a livello globale e persino a rischi esistenziali per la razza umana. L'idea controintuitiva di Reynolds e' che piu' lentamente avanzera' il progresso, piu' lungo quel lasso di tempo sara'. La conclusione di Reyonlds? Faster, please.
Hat-tip a Nanodot.
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Nanotecnologie,
Rischi esistenziali
01 dicembre 2009
Sale e ictus; grassi vegetali in menopausa; diete ipocaloriche; mantenimento del peso.
Le news di NFI - Nutrition Foundation of Italy
Consumo di sale e rischio di ictus e di malattie cardiovascolari. La riduzione del consumo di sale rappresenta una valida strategia in prevenzione cardiovascolare
Grassi vegetali: effetti sul profilo lipidico in menopausa. La sostituzione dei grassi vegetali parzialmente idrogenati con grassi vegetali naturali riduce la concentrazione plasmatica delle lipoproteine aterogene in donne in menopausa
Diete ipocaloriche a basso contenuto di carboidrati o di grassi e umore.Un dieta ipocalorica e povera di grassi è efficace nel calo ponderale e migliora l’umore
Riduzione dei grassi e uso di dolcificanti artificiali nelle diete di mantenimento del peso. Una maggiore presenza di cibi a ridotto tenore di grassi e di bevande dolcificate artificialmente caratterizza le diete di mantenimento del calo ponderale
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martedì, dicembre 01, 2009
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Longevismo pratico
Il tempo accelerato, di Andrea Vaccaro
Continua la ripubblicazione su Estropico degli articoli di Andrea Vaccaro per la sua rubrica su l'Avvenire (l'Antipinocchio). Qui l'articolo precedente e qui una recente intervista a Vaccaro, su Estropico.org.
E’ un classico dell’educazione insegnare il passaggio dalla concezione ciclica del tempo, di matrice pagana, ad una concezione lineare, introdotta dal cristianesimo. Per secoli è risultato impossibile prevedere l’affermarsi di un terzo modello, perfino solo immaginarne lo spazio teorico. Eppure, da qualche anno, quell’“impossibile” si è realizzato e ha preso forma il “tempo accelerato”.
Il pagano viveva avvolto, quasi abbracciato, dal suo tempo circolare; il cristiano ha coscienza che il tempo è una realtà creata miratamente per lui; nella versione accelerata è come se il tempo fluisse esternamente all’uomo ad una velocità centuplicata. Come andare in bicicletta lungo una redola parallela all’autostrada o come nei videoclip dove il protagonista cammina normalmente mentre attorno tutto il resto si muove fast and furious. Non si tratta, tuttavia, tanto di una componente psicologica, legata alla frenesia delle cose da sbrigare o alla cadenza dello zapping compulsivo: il tempo accelera in sé, oggettivamente, perché per raggiungere l’obiettivo posto alla medesima distanza abbassa progressivamente il record di percorrenza.
Il tempo va accelerando: il Progetto Genoma impiegò tredici anni, a partire dal 1990, per il primo completo sequenziamento e fu salutato come un’impresa enorme; nel 2008 sono occorsi due mesi per la stessa operazione (e si trattava del Dna “speciale” di J. Watson, uno dei due Nobel della doppia elica); nel 2015 il Personal Genome Project stima che sia praticabile in quattro ore e che ogni neonato lo abbia in dotazione nella nursery insieme al braccialetto con il nome. Il tempo va accelerando: a metà XX secolo i computer più avanzati erano in grado di eseguire poche migliaia di operazioni al secondo; dopo qualche decennio erano saliti all’ordine dei milioni; nel giugno 2008 la National Security americana ha presentato il supercalcolatore Ibm Roadrunner, capace di un milione di miliardi di operazioni al secondo. Il tempo va accelerando: Stewart Brand, precorritore di idee che il resto dell’umanità apprezza circa un quinquennio dopo, nel suo L’orologio del lungo presente, ha presentato la Monsanto’s Law, secondo cui le conoscenze teoriche e applicative della bioinformatica (in agricoltura, in farmaceutica, nel settore alimentare…) raddoppiano ogni anno, mentre è accertato che la quantità di dati digitali cresce del 60% annuo.
E’ la legge di Moore (incremento esponenziale delle prestazioni dei microprocessori) applicata al mondo. Sembra che il Creatore abbia per scherzo posato il suo indice sul tasto “ff”.
Ray Kurzweil, in La Singolarità è vicina, evoca il superamento della “concezione lineare-intuitiva” della storia da parte della “concezione esponenziale”: «I miei modelli dicono che ogni decennio la velocità a cui cambiano i nostri paradigmi raddoppia. Il XXI secolo vedrà 20.000 anni di progresso al ritmo attuale». In un simposio sugli imminenti nuovi volti del mondo, mentre Kurzweil - detector pressoché infallibile in questo campo - prefigurava le mirabilie della nanotecnologia autoreplicante, uno scienziato si è sovrapposto piccatamente al discorso, definendo assurdo presentare l’idea come imminente e rinviandola al secolo XXII. Kurzweil non si è scomposto: «Il collega ha ragione – ha replicato – occorreranno ancora cento anni … al ritmo attuale del progresso. Tenendo conto, però, della concezione esponenziale del tempo, saranno sufficienti 25 anni».
Come quando passammo dalla lira all’euro, pensando al futuro occorre fare lo sforzo di calcolare in doppia colonna: da una parte il “tasso attuale”, dall’altro il “tasso esponenziale”, perché il tempo va accelerando. La speranza è che vada anche nella direzione giusta.
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martedì, dicembre 01, 2009
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Singolarita' tecnologica,
Transumanesimo e religione
30 novembre 2009
L'aspetto dell'uomo del futuro superatleta e cervello-computer
Un articolo di Repubblica sul futuro dell'evoluzione dell'Uomo si chiede se la nostra evoluzione "naturale" continuera' e' riporta le risposte che quattro scienziati hanno dato al National Geographic. Una domanda interessante, ma ormai quasi priva di senso, per cui salto direttamente alla risposta di Nick Bostrom - l'unica che prenda in considerazione il prossimo ingresso di Homo sapiens nella stanza dei bottoni dell'evoluzione:
Una terza ipotesi vuole che l'evoluzione dell'uomo non sarà più legata a fattori biologici, ma a quelli tecnologici. Il futuro vedrà una selezione "innaturale" e non più naturale. Secondo Nick Bostrom, direttore del Future of Humanity Institute dell'Università di Oxford, l'evoluzione darwiniana viaggia su un binario troppo lento rispetto a quanto sta accadendo all'umanità, che sarà sempre più oggetto di clonazioni, di variazioni genetiche artificiali, di nanotecnologie. Questa visione del futuro dell'uomo vede un futuro di supersoldati e di atleti, al cui confronto quelli di oggi sono nulla, e addirittura viene evocata l'immortalità, in quanto, scannerizzando il cervello umano atomo per atomo, sarà possibile trasferire la sua struttura e quindi anche la mente ad un computer che potrà vivere in "eterno".
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lunedì, novembre 30, 2009
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Immortalismo,
Mind Uploading,
Notizie,
Potenziamento umano,
Transumanesimo
La realtà aumentata nel tuo occhio
Rendendosi conto che la dimensione del display è sempre più un vincolo nei dispositivi mobili, Babak Parviz presso l'Università di Washington, ha avuto l'idea di proiettare immagini nell'occhio tramite una lente a contatto. La lente è un prototipo di un dispositivo che potrebbe visualizzare le informazioni irradiate da un dispositivo mobile. "La nostra speranza è quella di creare immagini che fluttuano efficacemente davanti all'utente" dice Parviz.
Un problema evidente è l'alimentazione di tale dispositivo. Il circuito richiede 330 microwatt ma non ha bisogno di una batteria. Nel caso della lente una antenna circolare prende energia irradiata da una fonte radio vicina.
Parviz dice che le versioni future saranno in grado di raccogliere energia dal telefono cellulare di un utente. Avranno anche più pixel e una fila di microlenti per mettere a fuoco l'immagine in modo che sembri sospesa davanti agli occhi di chi la indossa.
Nonostante lo spazio limitato a disposizione, ogni componente può essere integrato nella lente, senza oscurare la vista di chi la indossa, sostengono i ricercatori. Per quanto riguarda quali tipi di immagini possono essere visualizzate in questa schermata, le possibilità sembrano infinite. Gli esempi includono i sottotitoli quando si parla con uno speaker di lingua straniera, le direzioni in un territorio sconosciuto e didascalie di fotografie. Le lenti potrebbero anche servire come display indossabile per i piloti o giocatori.
Mark Billinghurst, direttore del Human Interface Technology Laboratory, in Nuova Zelanda, è impressionato da questo lavoro: "Una lente a contatto che permette la grafica virtuale per essere perfettamente sovrapposta al mondo reale sarebbe in grado di fornire un'esperienza entusiasmante di realtà aumentata". Aggiungendo che questo prototipo è un primo passo importante in questa direzione, anche se possono passare anni prima che la lente diventi disponibile per il commercio. Fonte: New Scientist Via: Beyond Human
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lunedì, novembre 30, 2009
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Tecnologie transumanizzanti
29 novembre 2009
Tour virtuale del cervello (di Mus musculus)
L'Universita; della California, San Diego, sta organizzando un modello visuale del cervello del topo in stile open-source, il Whole Brain Catalog. L'obiettivo e' la creazione di un accurato modello (funzionante) del cervello del topo - accurato al punto di poter simulare le singole sinapsi. Le similarita' con il progetto Blue Brain (qui, qui e qui) sono ovvie, ma il cervello di un piccolo mammifero come il topo da laboratorio offre dei vantaggi, rispetto al cervello umano: e' piu' semplice e piu' "accessibile".
Su Singularity Hub: Take a Virtual Trip Through The Brain of a Mouse
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domenica, novembre 29, 2009
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Neuroscienze,
Video
28 novembre 2009
I geni mutanti che allungano la vita
I telomeri sono "brevi" tratti di DNA specializzati che si trovano alle estremità di tutti i nostri cromosomi. Ogni volta che una cellula si divide, i suoi telomeri si accorciano e la cellula diventa più suscettibile a morire. L'importanza dei telomeri è stata riconosciuta il mese scorso, quando tre scienziati hanno ricevuto nel 2009 il Premio Nobel per la Fisiologia e la Medicina per aver determinato la struttura dei telomeri e scoperto come proteggere i cromosomi dalla degenerazione. La telomerasi può riparare i telomeri, impedendo loro di contrarsi. Gli scienziati del Albert Einstein College of Medicine negli Stati Uniti hanno scoperto che i centenari della comunità degli ebrei ashkenaziti e i loro figli avevano alti livelli di telomerasi e telomeri significativamente più lunghi rispetto alle persone non imparentate nel gruppo di studio e che tale tratto è stato fortemente ereditato. Gli scienziati avevano precedentemente dimostrato che gli individui nelle famiglie Ashkenazi con eccezionale longevità sono stati generalmente risparmiati dalle patologie della maggiore età, come malattie del cuore e diabete. Yousin Suh, professore associato di medicina e di genetica alla Einstein, ha dichiarato: "I nostri risultati suggeriscono che la lunghezza dei telomeri e le varianti dei geni della telomerasi si uniscono per aiutare le persone a vivere una vita molto lunga, magari mettendoli al riparo dalle malattie di vecchiaia. "Stiamo cercando di capire il meccanismo con cui queste varianti genetiche della telomerasi mantengono la lunghezza dei telomeri nei centenari."Potrebbe essere possibile sviluppare farmaci che imitano la telomerasi di cui i nostri centenari ebrei sono stati benedetti". Fonte: BBC News Via: Beyond Human
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David
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sabato, novembre 28, 2009
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Longevismo
27 novembre 2009
Futurismi: criticando la re-ingegnerizzazione dell'umanita'
Della serie "tieni gli amici vicino e i nemici ancora più vicino". Ho inserito nella colonna di destra del blog il feed Rss di Futurisms, un sito apertamente anti-transumanista e bioconservatore. Il sito e' un'appendice della rivista The New Atlantis, a sua volta pubblicata da un'organizzazione conservatrice americana. Gli articoli, per quanto ben poco estropici, sono in genere ben scritti e ragionati e serviranno non solo a tenere il polso di una fazione decisamente contraria al superamento della condizione umana a cui aspiriamo da queste parti, ma, almeno ogni tanto, anche a farci riflettere. Adesso, per continuare ad essere politicamente trasversale, devo trovare un bel blog neoluddista con una particolare enfasi anti-transumanista... (suggerimenti benvenuti!)
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venerdì, novembre 27, 2009
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Bioconservatori
E-Doll: la fantascienza di Francesco Verso
Segnalo con piacere l'uscita in edicola questo mese (novembre 2009) di E-Doll, romanzo di fantascienza di Francesco Verso che ha vinto con questa opera il prestigioso Premio Urania. Avendo già letto il suo bel romanzo di esordio Antidoti Umani posso dire che nelle opere di questo giovane ma promettente scrittore c'è sicuramente una interessante anima cyberpunk e transumanista. Ecco la quarta di copertina:
“Donna morta, rannicchiata in posizione fetale. Bagno di sangue, lividi ovunque. Bella mattinata mi si prospetta… Eri una squillo? Una di quelle disposte a tutto? Persino a farsi passare per una bambola di plastica?… Il polpastrello dell’investigatore sfiora una superficie tonda. Ne segue il percorso finché non tocca il prisma cilindrico della pompa cardiaca… ‘Accidenti! Credevo… invece non è una donna.’”
Ma se non è una donna, cos’altro è la vittima? La risposta viene da oltre il confine dell’umano, racchiusa in una sigla che si può pronunciare “e-doll” oppure “idol”. Loro servono a questo, a vivere gli eccessi senza superarli, a eccedere senza causare altri inutili decessi. Solo che, stavolta, l’esperimento è andato tragicamente male.
Su RaiNews24 la trasmissione Tempi Dispari ha dedicato una puntata al romanzo E-Doll e al movimento connettivista. Via: Beyond Human
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David
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venerdì, novembre 27, 2009
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Fantascienza,
Letture
26 novembre 2009
H+ Summit (2)
Ho gia' segnalato il ritorno della WTA/Humanity+ sul fronte delle conferenze, il 5 e 6 dicembre prossimi, in California. Dal sito dell'H+ Summit: l'obiettivo di Humanity+ e' di favorire il dibattito sulle, e la pubblica conoscenza delle, tecnologie emergenti; di difendere i diritti degli individui di adottare tecnologie di potenziamento umano, in societa' libere e democratiche; di prevedere e proporre soluzioni ai potenziali impatti delle tecnologie emergenti.
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Estropico
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giovedì, novembre 26, 2009
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Transumanisti
Possiamo imparare come far durare un cervello per mille anni?
Aubrey de Grey sostiene che la prima persona a vivere 1.000 anni è già viva adesso. Forse. Ma chiunque sia vivo oggi vorrebbe vivere 1.000 anni con un cervello senile? Probabilmente no. Per questo è così importante imparare tutto il possibile sul nostro cervello, in modo da poter apportare i miglioramenti necessari che ci permetteranno di rimanere forti, di vedere chiaramente e di rispondere ai numerosi cambiamenti che ci saranno nei prossimi 1.000 anni.
Un mondo di maniaci dove nessuno è mai depresso.I ricercatori dell'Università del Maryland hanno preso dei topi e rimosso il PKCI/HINT1 - il risultato sono topi che non diventano depressi o ansiosi. [MNT]
Nervi troppo eccitabili
A volte i nervi possono "eccitarsi fino alla morte." Questo eccesso di eccitazione dei recettori NMDA del glutammato può portare al morbo di Alzheimer, il Parkinson e la sclerosi multipla - tra le altre malattie neurodegenerative. La ricerca per molecole che blocchino i recettori NBMA in modo più selettivo è già in stato avanzato. [MNT]
Memorie che durino 1.000 anni?Gli esseri umani hanno due distinti tipi di memoria: una a breve termine e una a lungo termine. Quella a breve termine serve per ricordare quello che si è fatto durante la giornata o per riuscire a seguire un ragionamento; la memoria a lungo termine serve per ricordare quello che è successo più di un giorno fa. La memoria viene prodotta nell’ippocampo e da li trasferita nella memoria a lungo termine. Questo sistema funziona bene per un periodo di vita di 70-80 anni, ma che cosa succederebbe se dovessimo vivere 1.000 anni e volessimo ricordare qualche cosa successa 899 anni prima?
Hat Tip: Al FinGli scienziati sapevano che i ricordi prima si formano nell'ippocampo e sono successivamente trasferiti in altre parti del cervello per essere conservati a lungo termine. Per qualche tempo la memoria risiede sia nell'ippocampo e in altre parti del cervello. Ciò che non era conosciuto è come, dopo pochi mesi o anni, la memoria viene progressivamente cancellata dall' ippocampo.
I ricercatori hanno inoltre discusso il ruolo della neurogenesi nell'apprendimento e nella memoria. L'ippocampo è uno degli unici due posti nel cervello adulto, dove gli scienziati sanno che si formano nuovi neuroni. Sulla base di studi precedenti, molti ricercatori pensano che i nuovi neuroni stabilizzino i circuiti di memoria o siano in qualche modo necessari per formare nuovi ricordi.
Il nuovo studio suggerisce il contrario: i nuovi neuroni indeboliscono o distruggono le connessioni che codificano i vecchi ricordi nell'ippocampo.
Correre su una ruota per esercizi, che stimola la neurogenesi, ha anche accelerato il tasso al quale i vecchi ricordi sono stati rimossi dall' ippocampo. [WIRED]
Picture credits: Jumping Brain by Emilio Garcia, by lapolab
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Painlord2k
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giovedì, novembre 26, 2009
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Neuroscienze
25 novembre 2009
Le 10 apocalisse mancate
Segnalazione lampo: un interessante articolo su Wired che elenca dieci apocalissi annunciate nella storia e puntualmente non verificatesi, ho affrontato in parte la questione qui e qui.
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David
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mercoledì, novembre 25, 2009
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Ecocatastrofismo
Lo stato dell'arte della crionica in Europa...

Il Guardian torna ad occuparsi di crionica (ibernazione umana), in un articolo fra il distaccato e l'ironico. Il titolo (The Dad's Army of British cryonics) fa riferimento ad un vecchio programma televisivo (Dad's Army - Wikipedia), un cui equivalente italiano potrebbe forse essere il film I soliti ignoti... Il giornalista si e' recato ad una sessione di training di Cryonics UK a Peaceheaven, vicino a Brighton, tenutasi a casa di Alan Sinclair, da anni il leader di fatto del movimento crionico britannico e l'impressione che sembra avere avuto e' che si tratti di un gruppo di ben intenzionati dilettanti. Un'impressione corroborata dalle critiche offerte da Mike Darwin, in visita dall'America. Darwin e' descritto dal Guardian come pioniere e autorita' mondiale in fatto di crionica, e (aggiungo io) si tratta di una persona senza un singolo pelo sulla lingua. E purtroppo questa impressione non e' molto lontana dalla realta'. Come non bastasse, la crionica inglese e' senza dubbio quella piu' avanzata in tutta Europa, sia come numero di persone iscritte ad organizzazioni crioniche, sia come livello organizzazitivo delle reti di supporto locali, il che la dice lunga su quanta strada abbia ancora da fare il settore...
Il giornalista cita un fatto interessante e di cui non ero a conoscenza: Darwin sta lavorando con KrioRus, la prima organizzazione crionica che offra il mantenimento dei pazienti criopreservati al di fuori degli USA, il che potrebbe rendere piu' attraente la Russia come destinazione per i crionauti europei.
L'articolo e' molto lungo e a volte ai limiti del folklore, ma chiudo citando una frase di Darwin che chiunque interessato all'avanzamento della crionica dovrebbe memorizzare:
Il segreto per una stabile organizzazione crionica e' il mantenimento dei pazienti [al momento sono trasportati negli USA]. Quando cominci a farlo, vieni preso seriamente perche' hai preso l'impegno di occuparti di loro per molto, molto a lungo. E' questa la differenza fra quelli che fanno seriamente e quelli che parlano soltanto. Due terzi di coloro che facevano parte del mio gruppo per le sospensioni crioniche negli anni 70 e 80, oggi sono criopreservati. Gente con cui ho riso, con cui sono andato a cena, con cui ho litigato, con cui ho condiviso trionfi ed amicizia. E' quello che tiene insieme un gruppo e lo fa diventare qualcosa di tangibile.
L'articolo contiene anche un link ad una gallerie di immagini prese presso Alcor, Cryonics Institute e KrioRus: Life after death.
Nell'immagine, dall'articolo del Guardian: volontari di Cryonics UK durante una sessione di training.
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Estropico
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mercoledì, novembre 25, 2009
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Crionica - ibernazione,
Notizie




